Come li immaginiamo da grandi, dopo di noi.

Come immaginiamo il futuro dei nostri figli? Ecco un’analisi delle emozioni che proviamo da un punto di vista psicologico

Dopo di noi” in assoluto è qualcosa che ci dà l’immediato senso della temporaneità della nostra presenza nel mondo.

Quando la Natura percorre la sua evoluzione a un certo punto i figli prendono il volo dal nido, iniziano ad essere padroni delle loro vite, a occuparsi da sé di tutto ciò di cui hanno bisogno, di cui per un certo numero di anni siamo stati noi genitori gli angeli custodi.

Come ci fa sentire pensare al futuro dei figli? Che emozioni proviamo nell’ipotizzare cosa faranno da grandi?

C’è chi più che al cosa pensa al come vorrebbe si sentisse suo figlio da grande:

Ci penso spesso a cosa farà mio figlio da grande. In realtà pensò più spesso che mi piacerebbe che acquisisse un’indipendenza culturale ed emotiva per seguire ovunque nel mondo la cosa che più desidera fare. Ecco io vorrei che lui non sentisse la dipendenza da me o dagli affetti, che capisca che quelli ci sono sempre ovunque uno si trovi. Penso che mi piacerebbe sentirlo per telefono e che mi raccontasse la sua vita e che potessi dargli dei consigli (S.)

C’è chi ha tra i suoi pensieri una situazione particolare:

Per la mia piccola con DSA e con QI da plus-dotata sono in ansia perché, frequentando ancora le elementari, mi chiedo se la scuola riuscirà a valorizzare le sue doti e mi chiedo cosa le aspetterà nel futuro. (F.)

Come mamma single prevale il senso di colpa e di inadeguatezza tra le mie emozioni, per non avergli saputo procurare un padre degno di questo nome. e quindi un enorme senso di responsabilità relativamente al suo futuro che ingigantisce anche le scelte più semplici. ogni cosa che faccio (dal cibo alle proposte educative alla scelta dei libri o dei giochi, ogni cosa per me rimanda esplicitamente al suo futuro). L’obiettivo è che sia sicuro di sé. E che sappia cavarsela con creatività ed elasticità. (C.)

C’è chi si lascia trasportare dai sogni e poi nella realtà spera nella realizzazione di una passione:

Ogni giorno osservo la mia piccola cercando di individuare le sue grandi attitudini e mi ritrovo a sognare: sogno da mamma, sogno proprio come solamente una mamma sa fare, quindi la vedo presidente della repubblica, la vedo ballerina, la vedo atleta come la Vanessa Ferrari o la Carlotta Ferlito, la vedo ingegnere biomolecolare e potrei andare avanti all’infinito. A di là di questi sogni di mamma, so che qualsiasi cosa vorrà fare, io ne sarò felice. La cosa che proprio mi preme è che si svegli ogni giorno col sorriso e impaziente di fare ciò che farà. Perché come ci insegna Confucio: “scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”.
Io ci sto ancora provando e non mollo. Non mollerò mai. (J.)

C’è chi vede proprio nella passione la via più degna d’essere percorsa:

Per me la cosa importante è che sia libera di scegliere capace di leggere il mondo e rimanere fedele a se stessa. Spesso la regola delle mamme è fare il contrario di ciò che hanno fatto i propri genitori, i miei non hanno fatto un cattivo lavoro anche se fino alla loro generazione si credeva in una formazione che portasse al posto fisso, rifiutando magari le professioni artistiche perché lontane da questo modello. Credo oggi invece che se c’è un regalo che ci fa questo periodo di crisi è riscoprire le passioni perché sono quelle che ci tengono in vita più della ricchezza quindi spero che qualunque cosa farà mia figlia spero sia per passione. Avere una passione e vivere con passione nella vita ti salva sempre. (S.)

C’è chi più di tutto pensa a una realizzazione concreta:

Mi auguro semplicemente che sia una persona onesta ed educata e che studi tantissimo per cercare di assicurarsi un avvenire migliore. Sarò forse scontata ma questo è quello che gli auguro realmente! E se proprio non vorrà studiare mi auguro impari un mestiere che le garantisca sempre lavoro. (I.)

..e poi tante emozioni e proiezioni emergenti dalla riflessione “Cosa faranno da grandi?” che si collega direttamente al pensiero del dopo di noi:

Si ci penso e mescolo proiezioni a suoi desideri. Me lo immagino in tanti modi ma sempre con l’orgoglio di una mamma. (F.)

Quando penso a mio figlio e al suo futuro il mio primo desiderio è che non debba mai conoscere guerra, paura, stenti. Se potrò, gli offrirò la possibilità di scegliere il suo lavoro, insomma nel futuro di mio figlio sogno la libertà e la scelta consapevole. (F.)

Io spero riescano ad essere felici ed ostinate nel raggiungere i loro obiettivi (S.)

Io ci penso spessissimo, ma poi non riesco ad andare oltre, non riesco neanche a fare previsioni o desiderare chi siano o cosa faranno. (S.)

Al di là delle convinzioni personali sulle strade professionali migliori, dei desideri, delle situazioni particolari, pensare al futuro dei figli, al cosiddetto dopo di noi, ci pone in subbuglio perché, maggiore o minore coscienza che ne abbiamo, tutto ciò si collega alla trasformazione di un legame, quello genitori-figli e alla separazione che inciderà su tale trasformazione.

Ad un certo punto non sarà più un rapporto adulto-bambino, ma evolverà, anche tra possibili crisi e conflitti che normalmente accompagnano l’adolescenza, in un rapporto adulto-adulto.

Impareremo a parlare ai figli in maniera differente, a rapportarci a loro in un modo nuovo.

Ci troveremo a dover affrontare la loro separazione da noi, il loro individuarsi e imparare ad autorealizzarsi, questo non è mai facile, non avviene in un momento preciso, non è un lavoro che a un certo punto si compie una volta per tutte. È un processo in divenire.

Il lavoro di separazione dai figli che inizia, soprattutto per le mamme in maniera davvero fisica, con la nascita, prosegue poi tutta la vita, ma in alcune fasi si fa più acuto. Un lavoro per certi versi doloroso, una possibile fonte di conflitti, di attribuzioni di responsabilità che non è sempre facile restituire o auto-restituirsi.

Un aspetto davvero importante nel dopo di noi sarà imparare a poco a poco, a lasciarli andare.

Parafrasando il testo di Ligabue:

andranno a modo loro nel mondo, camminando, cadendo e rialzandosi, ma sempre a modo loro.

E tu, come ti senti rispetto al tema del “Dopo di noi”?

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