Femminismo e femminilità

Il femminismo ha portato la donna sul palcoscenico sociale come attrice, ma molte ancora oggi seguono modelli maschili di comportamento per affermarsi… e la femminilità?

Prima degli anni ’60, qui da noi il femminismo non si sapeva neanche cosa fosse.

Tutti accettavano passivamente i ruoli che, da sempre, ci hanno condizionato: le bambine giocavano solo con le bambole e la cucina in miniatura, quasi a provare fin da piccole quello che la vita aveva loro riservato: essere mogli, madri e… regine del focolare.

Era considerato naturale, prestabilito e tutte, o quasi, accettavano questi ruoli.

Molte delle mie compagne di scuola si sono fermate alla terza media perché…a cosa ti serve studiare? per quello che farai una volta diventata grande, non ne avrai alcun bisogno!
Per mia fortuna, i miei genitori mi hanno sempre supportato nelle mie esigenze, non solo per lo studio ma anche per tutto quello che mi circondava.

Io sono nata dopo la guerra e ho vissuto, anche se in modo inconsapevole data la tenera età, il grande cambiamento, non solo politico, che si stava operando nel nostro “nuovo” mondo: dopo le macerie, materiali, sociali ed umane, si stava ricostruendo una nuova vita che ha portato non solo il boom economico che tutti conosciamo ma, soprattutto, una riscoperta delle nostre capacità, del nostro modo di essere, di fare.

Le donne hanno finalmente preso coscienza di sé, quindi hanno cominciato a mettere in discussione la divisione dei ruoli maschili e femminili, a partire da quello sessuale, fino ad arrivare agli estremismi come “l’utero è mio e ne faccio quello che voglio…”

Dopo questa prima fase rivoluzionaria, del tutto normale, molte donne hanno contestato il termine femminismo ritenendolo eccessivo, tanto che molte preferiscono definirlo “movimento delle donne“, a mio parere più consono.

Più che di femminile, bisogna parlare invece di femminilità, quel “qualcosa” che ci rende diverse, non solo dal punto di vista sessuale ma, soprattutto, nel nostro modo di essere.

Le donne hanno raggiunto traguardi enormi nella emancipazione sociale, hanno lottato e seguitano a farlo per abbattere tutti quegli stereotipi sociali che ci hanno condizionato per secoli però, a volte, ho l’impressione che siamo cadute nell’eccesso opposto, adottando atteggiamenti più maschili che femminili!

Una donna non può dimenticarsi di essere una donna, per affermare se stessa e i propri diritti: sono proprio le nostre caratteristiche a renderci forti e capaci di gestire i problemi e trovare soluzioni creative che tengano conto delle esigenze di più persone!

Dobbiamo essere ORGOGLIOSE di essere donne, con i nostri pregi e i nostri difetti: non abbiamo bisogno di essere diverse o di assomigliare ad un uomo, dobbiamo solo ricordarci di trasmettere agli altri quello che siamo, persone che hanno una “marcia” in più. Basta vedere tutto quello che riusciamo a fare nell’arco della giornata per rendersene conto: provate a far fare ad un uomo tre cose contemporaneamente e… vedrete!

Quello che abbiamo insegnato a nostra figlia, per esempio, è a credere in se stessa e nelle proprie capacità, affrontando le inevitabili delusioni e lo scoraggiamento per un insuccesso: ricordo che mio marito ha messo in mano a Francesca, quando aveva 8 anni (quindi più di 30 anni fa n.d.r.), un computer perché l’affascinava e, quando lei gli ha chiesto come si usasse, lui gli ha detto che doveva farcela da sola, perché aveva tutte le capacità per farlo. Inutile dire che se l’è cavata più che egregiamente!

Qualcuno ha detto che dietro un Grande Uomo c’è sempre una Grande Donna.
Ma resta il fatto che una Grande Donna non ha bisogno di ricalcare modelli maschili per essere tale e per dimostrarlo…Non siete d’accordo?