Figli, rete e social media

I nostri figli sono nativi digitali, ma come per ogni linguaggio c’è bisogno di educazione e attenzione

Da un po’ di tempo il lavoro di genitori comprende anche insegnamenti diversi: vista la facilità di accesso e la loro propensione, come gestire il rapporto tra figli, rete e social media?

NATIVI DIGITALI: subito in rete?

Lo scorso mese abbiamo riflettuto sull’attuale dimensione genitoriale a cavallo tra realtà e mondo digitale.

È importante che all’inizio i bambini vivano la realtà, che accedano in maniera molto graduale al mondo digitale, sotto stretta sorveglianza, sia per i pericoli in cui si può incorrere, sia perché sotto una certa età è bene sperimentare attraverso tutti i sensi e il movimento del corpo il mondo reale.

Per un discorso di futura “reputazione” anche le foto che pubblichiamo a probabile “imperitura memoria” vanno ben ponderate. È una scelta da fare con consapevolezza.

FIGLI E SOCIAL MEDIA: libertà o mediazione?

A una certa età i figli vorranno utilizzare il web e social media, ci vedono farlo, si rendono conto che lo troviamo interessante, forse anche utile lavorativamente, anche loro inevitabilmente ne saranno attratti e magari i loro amici già li usano.

Quale dovrebbe essere questa “certa età”?

Ad esempio un gruppo whatsapp, ci sono solo gli amici.

Facciamo un parallelo col mondo reale: a quale età lascereste i figli con gruppo di amici da soli in casa e vi allontanereste senza poter intervenire se qualcuno dice qualcosa di male e magari da vita ad un litigio che non sa gestire?

Certo i bambini sono diversi gli uni dagli altri, magari un genitore sa che suo/a figlio/a è perfettamente in grado di autogestirsi da sé in tutto e per tutto, un altro genitore invece sa che per il proprio/a figlio/a non è così.

A questo punto ci viene in aiuto la “regola”: whatsapp si può utilizzare solo dai 13 anni in su.

Direi che è una buona regola.
Sicuramente molti protesteranno.
Undicenni e dodicenni potrebbero lamentare di non sentirsi tanto meno maturi dei loro amici tredicenni.
Tuttavia un limite andava posto. Così come per la guida di un’automobile esiste un’età specifica.

Proseguendo il parallelo con la guida, raggiunta l’età giusta non si viene catapultati alla guida! Bisogna dare un’esame specifico, prepararsi e dimostrare la propria preparazione. In sostanza per essere abilitati alla guida dobbiamo prima imparare a farlo, sono previsti appositi corsi.

Cosa accade invece con il web?

I figli arrivano preparati all’uso?

Si tratta di una situazione talmente nuova che si va lentamente strutturando, probabilmente alcune scuole potrebbero proporre incontri con esperti o laboratori in merito, così da coadiuvare il lavoro dei genitori nell’educare i figli all’uso del web e dei social media.

COME SI FA A SORVEGLIARE I FIGLI SUI SOCIAL?

A questa domanda è difficile rispondere allo stesso modo e addirittura più di come potrebbe essere difficile se la domanda fosse inerente il mondo reale, soprattutto via, via che i figli crescono e guadagnano maggiore libertà.

Ciò che può aiutare loro a muoversi nel mondo, quello virtuale come quello reale, e noi a sentirci più sereni di lasciarli andare, è aver lavorato bene su:

  • – una buona preparazione all’uso dei social-media
  • – aver costruito una buona comunicazione

Siamo noi adulti i primi che stiamo “imparando sul campo” ad esistere anche nel mondo digitale. Si va recentissimamente iniziando a costruire una consapevolezza della vita digitale.

Siamo però giunte a questa prova in un epoca adulta, già sostanzialmente ben equipaggiate per la vita reale, per quanto si possa esserlo.

Credo che siano buone prassi per aiutare noi stesse a sostenere i nostri figli:

  • rispettare le età d’uso previste per i vari social media
  • mostrare loro un buon uso dei social (rispetto delle persone, delle opinioni)
  • una buona educazione emotiva, per la vita reale prima che per quella virtuale. Comprendere bene e manifestare in modo adeguato le proprie emozioni aiuta a comprendere quelle degli altri e rispettarle. Una buona consapevolezza delle emozioni proprie e dell’altro è la miglior prevenzione a comportamenti che posso degenerare in prepotenza.
  • parlare di noi, di come ci sentiamo, raccontare cosa stiamo facendo mentre usiamo lo smarthphone o il tablet, al fine di promuovere una sana comunicazione anche da parte loro.

Questa “accelerazione sociale” può spaventare. È GIUSTO AVERE PAURA?

Direi proprio di si.

Come si fa a non aver paura di tutto quello che potrebbe succedere ai figli?

La paura ci preserva dai pericoli.

Questo vale nella vita reale come online.

Il web e i social media evolvono ad una velocità che rende difficile il nostro compito come genitori.

Tuttavia è nostro compito capire anche questo mondo cui ormai da alcuni anni ci affacciamo e accompagnare i figli “per mano gradualmente a muovere il loro passi nel mondo digitale, così come facciamo in quello reale, fino al momento in cui non sentiremo che è giusto per loro e per noi lasciarli andare da soli, qui, oltre a tutte le possibili raccomandazioni tecnico-pratiche, educative o legali, entrano in gioco tanto le emozioni, sentirsi pronte a lasciare andare i figli nel mondo, favorendo quella “separazione” da noi tanto difficile da elaborare e attuare è un discorso che abbraccia tutta l’esistenza, dentro e fuori dalla rete.


Tu come ti stai “regolando” per l’accesso al web e ai social-media da parte dei figli?