Jonathan Franzen, Le Correzioni

Un libro che analizza il difficile rapporto tra genitori e figli nell’età adulta. La malattia, i fallimenti e l’amore non sono sempre come ce li immaginiamo.

 

Franzen

Si è parlato molto di Franzen nel 2016 dopo l’uscita del suo ultimo libro Purity. Io non mi ero mai approcciata a questo scrittore, nonostante la mia passione per la letteratura americana contemporanea, perché come mio solito quando qualcosa o qualcuno diventa popolare perdo interesse.
Poi ho deciso di farmi una “violenza” e ho acquistato “Le correzioni“.

Tre figli grandi e due genitori anziani.
Le grandi aspettative di una madre ansiosa ed ostinata, attaccata ossessivamente alle apparenze, figlia di quel perbenismo americano degli anni ’50.
Un padre anziano vittima del Parkinson con il corpo alla deriva che si lascia trasportare dagli eventi e dall’inedia.

Il percorso della vita non è mai lineare e nonostante la buona volontà, i figli finiscono per scontrarsi con una realtà fatta di fallimenti (sentimentali e lavorativi) che i genitori si rifiutano di vedere o accettare.

Niente di strano quindi. Questa è la vita.
Siamo figli della grande epoca dei fallimenti.
Fallimenti che i nostri genitori non hanno conosciuto e con i quali fanno fatica a relazionarsi.

Il libro di Franzen gioca con le debolezze e la fallacità della natura umana. Si compiace intessendo il romanzo di lunghissime descrizioni caratteriali che rallentano la narrazione e annoiano il lettore che non ne comprende il fine reale.

Insomma questo scrittore così incensato dalla critica e dai lettori non mi ha convinto. La sua prosa mi ha lasciato parecchie perplessità, ho avuto la costante impressione di essere stata raggirata dell’ennesimo prodotto studiato a tavolino.

Nel complesso rimane un buon romanzo, da prendere comunque con le pinze.

Le Correzioni,  Jonathan Franzen

Editore: Einaudi, Collana: Super ET, Anno edizione: 2005, Pagine: 604 p.

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