Fuori dal Nido

Giugno è un mese difficile, perché si porta via le abitudini di un anno intero. E quando si porta via le abitudini maturate in un intero ciclo scolastico, diventa una vera sfida.

Giugno è un mese difficile per le mamme, e non è colpa solo del clima pazzo o delle feste e delle cene di ogni tipo che accompagnano la fine dell’anno scolastico con gli annessi corsi sportivi, incasinandoci l’agenda.

Giugno è un mese difficile emotivamente.

Il compleanno dei figli o il Natale portano sempre con loro per noi mamme la malinconia del tempo che passa, è vero, ma nulla come la fine di un anno scolastico ci pone davvero davanti alla infanzia che scorre veloce, ai piccoli cicli della loro vita che terminano, il loro crescere e cambiare senza poter per noi trattenere la loro fanciullezza, lanciata sul binario della vita a gran velocità.

Arriva giugno e si porta via le confortanti abitudini di un anno scolastico che si chiude e apre gli interrogativi per le nuove sfide che arriveranno a settembre.

Arriva giugno a scandire in classi che finiscono il tempo che passa e che è già passato.

Per i miei bimbi è una festa, la fine dell’anno.

Con l’estate davanti non potrebbe essere altrimenti, per chi ancora vive inconsapevolmente e gioiosamente il presente. Io che come sempre sono in bilico tra la voglia di conoscere i ragazzi che diventeranno e il bisogno di tenere quei bambini un po’ bambini per sempre vivo questi giorni con meno leggerezza.

E non è tanto la recita di fine anno e i saluti con le maestre e con i compagni, che mi rendono malinconica.

E’ il pensiero delle “ultime volte che” e dei cicli della loro vita che si chiudono inesorabilmente.

Quest’anno per noi è l’anno dell’addio definitivo al Nido.

Ho varcato quasi ogni mattina della mia vita da mamma la porta del Nido della struttura in cui vanno i miei bimbi per quasi 5 anni,  prima con Lorenzo e poi con Leonardo.

Sono entrata la prima volta sentendomi la più inesperta mamma del mondo un settembre di 5 anni fa e uscirò l’ultima volta la prossima settimana  con la serena consapevolezza che le mamme esperte non esistono.

I miei bimbi hanno imparato a camminare, a mangiare da soli e ad usare il vasino tra quelle mura, io ho imparato a scendere a patti con i sensi di colpa da madre lavoratrice, a gestire una famiglia e a confrontarmi, ho conosciuto i miei figli in maniera diversa attraverso le esperienze delle maestre e dei compagni.

Anche Leo inizierà la Materna e solo la sua felicità nel diventare “Cerbiatto” riesce per fortuna a contagiarmi e a lenire la malinconia per questo periodo della nostra vita che si chiude.

Infondo, il grande potere dei bambini è proprio questo, essere sempre felici senza curarsi troppo di passato e futuro e un pochino da loro cerco di imparare.

Vorrei ringraziare le Maestre dei miei bimbi che in questi anni sono state parte della nostra vita, della nostra quotidianità e che hanno contribuito alla crescita e alla spensieratezza dei miei bambini.

La cronaca spesso ci fa parlare purtroppo di asili e maestre in termini negativi, invece esistono anche (e voglio pensare che siano la maggior parte) asili che sono seconde case per i nostri bimbi e maestre che sono seconde mamme per loro e amiche per i genitori.

 

Il Nido, che è inevitabile abbandonare prima o poi, è già il bel ricordo di un periodo meraviglioso.

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