Gastroenterite: istruzioni per l’uso

In base alla mia esperienza, di mamma oltre che di pediatra, la gastroenterite è una delle patologie pediatriche più “drammaticamente devastanti” nonostante si tratti di una patologia non pericolosa se ben gestita.

La drammaticità dell’evento si riferisce a vari ambiti: l’ingresso di un virus gastrointestinale (si tratta di virus nella stragrande maggioranza dei casi) tra le mura domestiche, a mezzo del nostro piccolo bimbo, determina spesso la falcidia di interi nuclei familiari, senza risparmiare nessun elemento dell’albero genealogico (pensando ai nonni vomitanti mi scende una lacrima), con la speranza che, dato il breve tempo di incubazione e quindi la possibile contemporaneità della sintomatologia in più membri della stessa famiglia, suddetta famiglia possieda più di un bagno in casa….; altro elemento quantomeno “fastidioso” è la possibile inondazione di tappeti, letti, divani, muri, suppellettili, abiti, capelli ecc. in seguito alla fuoriuscita di quantità di vomito assolutamente inattese dai corpicini delle nostre minuscole creature; come ultimo fatto citerei la totale sorpresa con cui questi tsunami di liquidi organici si palesano in famiglia, spesso in piena notte, spesso dopo abbondantissimi pasti consumati con ottimo appetito: “mamma ho un po’ di mal di panc…” e parte il primo getto che solo per miracolo non raggiunge l’appartamento dei dirimpettai dall’altra parte della strada.

Un po’ di ironia per inquadrare una situazione molto frequente, presente in ogni stagione dell’anno, che si manifesta ad ondate epidemiche, spesso a partenza dalle comunità infantili (nidi, materne, elementari). Gli agenti responsabili delle gastroenteriti sono nella grande maggioranza dei casi i virus e, pertanto, molto contagiosi. Ci sono molti tipi di virus che possono causare sintomi gastrointestinali, ma spesso non ci interessa risalire all’eziologia (cioè dare un nome e un cognome al virus in questione mediante esami specifici di sangue o feci), in quanto si tratta di patologie autolimitantisi, che necessitano solo di una terapia di supporto.
La via di trasmissione è quella oro-fecale, quindi un presidio preventivo fondamentale è il lavaggio accurato e frequente delle mani del soggetto affetto e di chi si occupa di lui.
L’incubazione è spesso molto rapida, 24-48 ore nella maggior parte dei casi.
I sintomi, oltre alle manifestazioni a carico dell’apparato gastroenterico, quindi nausea e/o vomito e/o diarrea, possono comprendere anche febbre (>38°C) o febbricola (<38°C), rash cutanei o veri e propri esantemi, e a volte anche manifestazioni a carico delle vie respiratorie (come succede nel caso degli adenovirus).

Tra i più temuti responsabili di infezione gastrointestinale c’è il rotavirus, che si rende spesso agente causale di forme piuttosto severe, con vomito ripetuto e diarrea profusa persistente; attualmente è disponibile un vaccino molto efficace per il rotavirus, che deve essere somministrato nel lattante.
Come ho già detto queste infezioni sono autolimitantisi e si risolvono spontaneamente in un tempo variabile. Il rischio maggiore connesso a questa patologia è, naturalmente, la disidratazione. Attraverso il vomito e la diarrea si perdono abbondanti quantità di liquidi ma anche, fatto fondamentale, di sali minerali (sodio e potassio). La terapia si fonda quindi essenzialmente sul mantenimento dello stato di idratazione attraverso la somministrazione al bimbo di soluzioni idroelettrolitiche reidratanti, la cui composizione è precisamente determinata in modo da sostenere tutti i tipi di perdite dell’organismo (di acqua, sali e zuccheri).
Attualmente i farmaci antiemetici sono del tutto sconsigliati in età pediatrica, quindi l’unico presidio terapeutico di cui disponiamo è, appunto, il sostegno dell’idratazione. Le sostanze reidratanti in commercio sono molte, ed hanno gusti diversi, quindi è importante trovarne una che sia gradita dal vostro bimbo perché ne dovrà assumere per bocca grandi quantità (io dico sempre: “più ne beve meglio è!”), per fare un esempio per un bimbo di circa 10 Kg almeno 1 litro – 1 litro e mezzo nelle 24 ore. Le soluzioni vanno somministrate a piccole quantità (un cucchiaino o il contenuto di una siringa da 5 ml ogni 5-10 minuti), contrastando in questo modo il desiderio del bambino, che, assetato, vi chiederà di poter bere un bel bicchiere; facendo così però la dilatazione dello stomaco è molto probabile che gli faccia vomitare immediatamente tutto il suo contenuto. Se il bimbo vomita nuovamente, si attendono 15-20 minuti e poi si riprende la reidratazione graduale. Il consiglio è di somministrare solamente soluzioni reidratanti evitando la sola acqua o sostituendole con succhi di frutta o, peggio, bibite gassate dolci, che non sono assolutamente bilanciate per quanto riguarda gli elettroliti.
A volte, tuttavia, la reidratazione per via orale non è sufficiente e il piccolo necessita di ospedalizzazione per la somministrazione delle soluzioni glucoelettrolitiche che lo sostengano per via endovenosa. Questo accade soprattutto per i bimbi più piccoli o se vi è un rifiuto all’assunzione delle soluzione per bocca o, ancora, in caso di sintomatologia molto intensa.
Un altro presidio di supporto che può aiutare in caso di diarrea sono i fermenti lattici; sempre per quanto riguarda la diarrea, ci sono a disposizione farmaci in grado di ridurla o arrestarla, per cui affidatevi al vostro Curante per la gestione di questa sintomatologia.
Se il nostro bimbo ha una gastroenterite quali sono i segnali di allarme-disidratazione? Labbra secche e lingua asciutta ma soprattutto sonnolenza e prostrazione eccessive possono rappresentare dei segni che ci devono allertare: in questo caso è essenziale far valutare il bimbo dal Pediatra.
Ci sono bambini (ed adulti) maggiormente soggetti ad acquisire questo tipo di patologia; se il vostro bimbo appartiene sfortunatamente a questa categoria di estremamente suscettibili mettetevi il cuore in pace che almeno una volta all’anno vi toccherà affrontare la situazione che, attraverso i consigli del vostro Curante e, non meno importante, la vostra stessa esperienza, sarà di più facile gestione.
Io, dalla mia parte, consiglio sempre di avere nella farmacia domestica, una confezione di soluzioni reidratanti, in modo da prevenire la disidratazione precocemente, alla comparsa dei primi sintomi.