Gli screening in età pediatrica

Dal momento della nascita e per i primi anni di vita i nostri piccoli vengono sottoposti regolarmente a visite pediatriche di controllo, che sono finalizzate a valutare lo stato di salute generale, l’accrescimento staturale e ponderale, l’adeguatezza dell’alimentazione alle diverse età; una parte fondamentale di queste visite poi dovrebbe essere riservata alla prevenzione di potenziali situazioni patologiche, sia mediante l’educazione sanitaria (prevenzione di incidenti domestici e automobilistici, igiene dentale, prevenzione dell’obesità infantile, ecc.), sia attraverso l’esecuzione di test diagnostici specifici e la prescrizione di visite specialistiche di screening.

Lo screening è una strategia preventiva fondamentale: essa consiste nella possibile identificazione precoce di situazioni patologiche che, pertanto, una volta riconosciute, possono essere trattate tempestivamente con la terapia più idonea.

Ogni Pediatra stabilisce a quante e quali visite sottoporre i propri piccoli pazienti, ma esiste uno schema di visite consigliate dalle singole ASL regionali, che devono essere eseguite ad età particolari. Nel corso di queste visite di routine vengono effettuati alcuni test da parte del Pediatra Curante, che possono suggerirgli l’eventuale presenza di una situazione patologica. Le visite “filtro”, o “bilanci di salute”, rappresentano l’occasione ideale per eseguire questo tipo di test.

A partire dalla nascita, almeno una volta all’anno, i piccoli pazienti dovrebbero essere sottoposti alla valutazione del riflesso rosso oculare: si tratta di un esame semplice, da attuare al buio, mediante uno strumento (oftamoscopio) che produce un fascio luminoso sottile, diretto verso la pupilla del bimbo, meglio se dilatata (mediante applicazione di un collirio apposito); un anomalia del riflesso rosso può significare un problema all’occhio. Molti Pediatri, per questo motivo, preferiscono inviare già alla nascita il paziente dall’oculista, che controlli in maniera più specifica l’assenza di una patologia oculare.

Verso l’età di 7-9 mesi, in occasione del quarto bilancio di salute, un altro esame che esegue il Pediatra è il Boel test: esso valuta, attraverso l’utilizzo di fonti sonore di diversa tonalità, l’udito del bambino. Il piccolo viene posto seduto e fatto distrarre da un oggetto colorato che lui cercherà di afferrare e portarsi alla bocca. Nel frattempo il Pediatra esaminatore produrrà la fonte sonora in vicinanza delle orecchie del bimbo, una per volta. Una risposta normale si ha quando il piccolo si gira verso la fonte del suono, sia esso acuto che grave. Nel caso di un Boel test anomalo è importante l’invio del piccolo paziente per una valutazione audiologica più approfondita, in modo da escludere una sordità.

Tra i 15 e i 18 mesi, nel corso del sesto bilancio di salute, è possibile per il Pediatra, che raccoglie le informazioni mediante domande mirate ai genitori e osserva il bambino nel tempo della la visita, escludere o sospettare un disturbo della sfera della socializzazione (es. disturbi dello spettro autistico); nel caso di un sospetto di questa natura è importante consigliare un inquadramento neuropsichiatrico infantile per effettuare una diagnosi il più precocemente possibile.

Tra i 24 e i 36 mesi è consigliato il settimo bilancio di salute, che, tra le altre cose, consente al Pediatra di fare il punto della situazione su due aspetti fondamentali dello sviluppo psico-sensoriale del bambino: il linguaggio e la vista.
I ritardi o disturbi del linguaggio sono situazioni di riscontro molto frequente. Sta al Pediatra decidere se consigliare già a questa età una visita neuropsichiatrica infantile che consenta di escludere una situazione di ritardo neurologico più complessa e di porre diagnosi di disturbo del linguaggio isolato: in tal caso viene solitamente consigliato un percorso di tipo logopedico che aiuta il bimbo a risolvere più rapidamente il proprio problema.
Durante la stessa visita il Pediatra Curante esegue il test di Lang che permette di effettuare una valutazione di massima sulla capacità di visione coordinata di entrambi gli occhi del bimbo. Esso consiste nel mostrare al piccolo una cartolina plastificata di colore grigio nella quale, se la visione è corretta, il bimbo può vedere emergere delle figure tridimensionali. A questa età è comunque consigliabile sottoporre il bambino ad una valutazione ortottica se non è stata ancora effettuata (alcuni centri specialistici la consigliano entro il primo anno di vita).

Tra i 5 e i 6 anni, in occasione dell’ottavo bilancio di salute, viene valutata l’acuità visiva, che consiste nella capacità di distinguere correttamente gli oggetti. A questa età, sempre che per qualche altro motivo non sia stata già eseguita, è consigliabile una visita oculistica di screening, in modo che il bambino non arrivi alle scuole elementari con qualche difetto visivo non corretto da apposite lenti.
In questa occasione è importante anche l’osservazione della bocca del bimbo: carie dentali, malocclusione, palato stretto possono essere motivi di una visita dentistica o odontoiatrica precoce.

Infine, al nono bilancio di salute, verso i 9 anni di età, è importante l’individuazione di eventuali problemi di curvatura della colonna vertebrale, che il Pediatra effettua tramite la scoliometria con un semplice strumento (scoliometro) e con una visita clinica mirata. Nel caso di un sospetto, naturalmente, il piccolo paziente verrà inviato dalla specialista ortopedico.

I test e le visite di screenig sono uno strumento fondamentale in età pediatrica, in quanto il piccolo paziente non è ancora in grado di avvertire un eventuale disturbo e quindi di riferirlo. La diagnosi precoce di situazioni anomale consente di intervenire con la terapia più indicata senza che l’eventuale problematica evolva portando a un danno più importante. Io consiglio ai genitori dei miei pazienti di eseguire sempre le visite “di controllo”, che, oltre a rappresentare momenti di scambio reciproco di informazioni importanti tra me e loro, mi consentono di fare diagnosi precoce, importantissima sempre, soprattutto nell’età infantile.