Il gravido

Prendere chili in gravidanza è una caratteristica che definirei fisiologica: lo è sicuramente per chi ogni giorno di più si appresta a contribuire alla sovrappopolazione globale, forse lo è meno se a prendere peso è il padre.

Vivendo una vita di coppia ci si condiziona a vicenda, se si condivide la cucina con un’azionista della Ferrero, con un portafoglio titoli pieno zeppo di titoli (tossici?) Nutella, il passo verso l’obesità o quantomeno un disordine alimentare grave è molto breve.

Si assiste e si partecipa a colazioni in cui non è importante tanto cosa ci sia alla base, tutto è adatto allo scopo, a patto che sia spalmabile a piacimento con la preziosa sostanza alla nocciola, contribuendo così alle 250 mila tonnellate vendute all’anno in 75 paesi differenti.

Si parte con delle innocenti e salutari gallette di riso, passando alle fette biscottate per finire con il coprire degli insospettabili biscotti, già di loro ipercalorici, già di loro lesivi della forma fisica.

il gravido con logoNonostante in vita mia abbia sempre mangiato quello che ho desiderato, spesso anche in quantità industriali, sono sempre riuscito a rimanere tendenzialmente magro.
l mio segreto è dato da una delle mie croniche debolezze, la memoria: semplicemente mi dimenticavo di mangiare e saltavo un buon numero di pasti.

Questo, condividendo le giornate con una donna gravida è impossibile.
Colazione, pranzo, merenda, cena e gelatino sono le tappe fisse del quotidiano; lo sono quanto l’ecografia mensile, il quotidiano acido folico o il giro all’Ikea con l’immancabile mano appoggiata sulla pancia, un po’ ostentazione un po’ a giustificare i chili in eccesso.

Però va detto, dalla nascita della nana ho incominciato anche a fare della sana palestra.

Ho scoperto, ad esempio, di avere dei muscoli facciali di cui ignoravo l’esistenza, ma che sono risultati indispensabili nel dispensare sorrisi forzatissimi per rabbonire la piccola furia urlante.
Stesso discorso vale per le braccia: portare il voluminoso passeggino in metrò ed edifici pubblici privi di rampe, scale mobili o ascensori ha contribuito al mantenimento della mia, seppur precaria, forma fisica.

In fin dei conti posso ritenermi soddisfatto: la mattina ho un motivo per svegliarmi, il giorno ho un motivo per uscire di casa e la sera ho un motivo per comportarmi meno peggio del solito; ho qualcuno che mi aspetta e lo fa a prescindere da tutto, anche dalla mia discutibile forma fisica.