Guardare il bambino con “occhio pediatrico”

Il bellissimo tema di questo mese, cioè la “prova costume“, poco si adatta all’universo infantile, ma lo utilizzerò come spunto per approfondire insieme a voi qualche caratteristica della superficie corporea dei bambini.

L’esame clinico di un qualsiasi paziente, quindi anche del bambino, deve iniziare sempre con un’approfondita osservazione dell’aspetto generale del corpo del soggetto oltre che con la ricerca di caratteristiche esteriori importanti da valutare per individuare eventuali condizioni patologiche.

L’aspetto generale di un bambino, come è chiaro, cambia moltissimo a seconda della sua età, dato che l’organismo è in continua mutazione con caratteristiche variabili nelle diverse epoche della crescita.

Una delle prime caratteristiche che bisogna osservare quando si esamina un bambino è il colorito della sua pelle e delle sue mucose (labbra, congiuntiva): il colorito normale è molto variabile a seconda dell’etnia di appartenenza del soggetto, oltre che per le caratteristiche della sua carnagione, se si tratta di etnia caucasica.

Nel neonato un colorito che possiamo trovare con elevata frequenza è quello itterico (giallastro), nella cute, se chiara, e anche nelle sclere (la parte bianca degli occhi), che è dovuto dell’eccesso di bilirubina nei tessuti, fatto che si verifica alla nascita; nella maggioranza dei casi l’ittero neonatale, che è detto fisiologico perché non causa alcun danno, si risolve spontaneamente, oppure con il piccolo aiuto della fototerapia eseguita nei giorni successivi alla nascita in ospedale.

Il colorito pallido della pelle (etnia caucasica) ma soprattutto delle mucose (labbra chiare, congiuntive oculari poco irrorate di rosso) rappresenta un segno meritevole di approfondimenti perché può essere la manifestazione di un’anemia da valutare. Nel primo anno di vita, durante il quale si verifica una crescita corporea rapidissima, spesso si riscontra l’anemia fisiologica del lattante, che in quanto tale, non deve preoccupare. Altri stati anemici sono dovuti ad uno squilibrio tra il ferro introdotto con l’alimentazione e le effettive necessità del minerale da parte dell’organismo. Il riscontro di un’anemia ferro-carenziale avviene, dopo la visita e la raccolta anamnestica di informazioni precise, mediante l’esame del sangue e, in caso di necessità, viene trattata con la supplementazione di ferro per via orale. Ci sono poi stati di anemia che necessitano di approfondimenti più specifici, come, per esempio, il sospetto di una perdita cronica di sangue come accade nelle condizioni di malassorbimento, una per tutte la celiachia.

Un’altra caratteristica esteriore del bambino che balza subito all’occhio è l’entità e la distribuzione del grasso corporeo, sia in eccesso che in difetto. Un bambino è armonico quando il suo rapporto peso/altezza (indice di massa corporea) rientra nei percentili di normalità per la sua età. Nei bambini la valutazione della massa grassa si esegue sempre ponendo in relazione il peso all’altezza; altre valutazioni importanti sono la misura della circonferenza della vita o la plicometria (attraverso uno strumento, il plicometro appunto, si misura una plica di pelle e tessuto sottocutaneo al braccio, all’addome, alla scapola). Questi dati molto semplici da ottenere sono essenziali per darci un’idea della percentuale e distribuzione del grasso corporeo e quindi dello stato nutrizionale del nostro piccolo paziente, e rappresentano, nel caso di riscontro di sovrappeso, un valido strumento per il monitoraggio nel tempo dell’andamento della crescita staturo-ponderale, dopo essere intervenuti con consigli alimentari adeguati. La condizione di sovrappeso/obesità infantile nei paesi ad elevato tenore socio-economico è in preoccupante incremento; in Italia più del 20% dei bambini è sovrappeso e circa il 10% è francamente obeso. La prevenzione attraverso una corretta educazione alimentare alla famiglia è uno strumento fondamentale di cui disponiamo noi pediatri di famiglia, che prendiamo in carico non solo il bambino (che certo non si prepara i pasti in autonomia) ma tutto il nucleo famigliare.

All’estremo opposto del sovrappeso troviamo i bimbi magri, o anche molto magri, quelli di cui, quando vengono accompagnati nei nostri ambulatori, la prima cosa che ci dice la mamma (o, molto più insistentemente, la nonna) è che non mangiano NULLA. E la richiesta di vitamine o altri prodotti magici che stimolino l’appetito è continua. In realtà, escluse cause patologiche di magrezza (e quelle vengono valutate solo in caso di una curva di crescita statuto-ponderale decisamente in decremento), il bimbo anche magro o molto magro, per intenderci con un peso inferiore al 10° percentile (che significa che solo il 10% della popolazione pediatrica pesa uguale o meno di lui), ma che abbia una crescita staturale regolare, è un bimbo perfettamente normale, che mangia in modo sufficiente per crescere regolarmente ed essere vivace e attivo.

Nell’osservazione generale del bambino, poi, un capitolo a parte meritano le caratteristiche della sua pelle. Ci sono entità cutanee che vanno osservate e tenute sotto controllo dal pediatra alle varie visite ed, eventualmente, anche dallo specialista dermatologo, quali i nevi, gli angiomi o le situazioni di anomalie della pigmentazione cutanea: chiazze o macchie sia ipercromiche che ipocromiche, cioè più scure o chiare della pelle circostante.

I nevi sono di riscontro molto frequente ed aumentano di numero e a volte di dimensioni con la crescita del bambino: è buona norma attuare la prevenzione già in età pediatrica attraverso controlli regolari dal dermatologo.

Siamo in estate ed in epoca di esposizione ai raggi solari: ricordiamoci sempre di proteggere la nostra pelle e quella dei nostri bimbi in modo adeguato. Vi ricordo qui, inoltre, di prestare molta attenzione nell’esporre al sole la pelle che abbia in corso situazioni infiammatorie (es. esantemi cutanei da malattie virali) o esiti cicatriziali (es. nell’immediato post-varicella).

Una patologia della pelle che trova, invece, beneficio dall’esposizione ai raggi solari è la dermatite atopica, cioè quella situazione cronica di irritazione e secchezza cutanea che è presente in particolari zone corporee nei soggetti predisposti: durante l’estate migliora, ma ricordiamo sempre di utilizzare detergenti adeguati ed idratare la pelle atopica con creme dalla texture più leggera rispetto a quelle usate nei mesi invernali.

Un’altra situazione tipica della pelle soprattutto d’estate ed al mare è l’impetigine: si tratta di una vera e propria infezione cutanea causata da batteri, che viene frequentemente acquisita in spiaggia, molto contagiosa soprattutto tra i bambini. Essa si manifesta con pelle molto irritata e pruriginosa, con presenza di lesioni tipiche papulo-pustolose (piccoli foruncoletti con punta bianca): si tratta di una situazione sempre meritevole di valutazione medica e di terapia antibiotica locale (preparati antibiotici ad uso topico) o, più frequentemente, generale (antibiotico per bocca).

Per ultimo l’osservazione del corpo del bambino non deve mai esulare dalla valutazione obiettiva dei suoi genitali esterni. Sia nel maschi che nella femmina infatti, sono da esaminare accuratamente per confermare la normale morfologia ed escludere patologie che li possono coinvolgere primariamente (es. malformazioni, neoformazioni) o secondariamente come accade nelle anticipazioni puberali.

Tra le situazioni para-fisiologiche, le più frequenti sono la fimosi nel maschietto e le sinechie delle piccole labbra nella bimba.

La fimosi è causata dall’impossibilità di retrazione della pelle del prepuzio sul glande, che rimane quindi coperto. Cosa fare in caso di fimosi? La risposta è molto semplice: nel bambino piccolo (diciamo fino ai 5-6 anni) non si deve fare nulla! I tentativi di ridurre manualmente la fimosi potrebbero addirittura essere dannosi e peggiorarla ulteriormente in quanto possono creare stati infiammatori locali con esiti cicatriziali. Se la fimosi non si risolve spontaneamente con la crescita del bimbo il vostro Pediatra di fiducia vi consiglierà inizialmente una terapia locale con creme cortisoniche, successivamente, se necessaria, una valutazione dal Chirurgo Pediatrico.

Le sinechie delle piccole labbra sono causate dall’aderenza dell’epitelio molto sottile della mucosa delle piccole labbra stesse, che tendono ad incollarsi l’una all’altra. Come la fimosi per il maschio non è una condizione che deve destare preoccupazione, ma se si tratta di una chiusura totale delle labbra, è consigliabile l’apertura delle stesse (operazione davvero semplice che fanno anche molti pediatri), per evitare che il ristagno di urina possa creare infiammazioni ed infezioni genitali o delle vie urinarie.

In queste poche righe ho cercato di dare un po’ di spunti di osservazione del corpo del nostro bimbo: se avete qualsiasi dubbio sull’aspetto di vostro figlio, come sempre vi esorto a chiedere tutti i dovuti chiarimenti e consigli al vostro Pediatra e non solo a Mr. Google o alla cugina dell’amica della vicina della zia.