I papà e le due società

In Svezia ci sono 1,9 milioni di bambini di età compresa tra 0 e17 anni . Nel 2012 , la percentuale di bambini con i genitori che non vivevano insieme era del 25% . Ciò significa che circa 480.000 bambini hanno genitori che sono separati o che non hanno mai vissuto insieme .*

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Lo stato lavora costantemente per aumentare l’uguaglianza tra le donne e gli uomini. L’introduzione dei cosiddetti “mesi dei papà”, dell’assegno parentale può aver influenzato i genitori a condividere più equamente la cura dei bambini. Vivere una settimana insieme alla mamma e poi la seguente con il papà è diventato sempre più comune con le recenti statistiche.L’aiuto della società a rafforzare il ruolo dei papà aiuta a creare un rapporto forte tra il papà e il bambino già dalla più tenera età del piccolo.

Il ruolo dei papà in Svezia viene rafforzato dai papà stessi dove per esempio i papà in difficoltà creano opportunità per condividere e aiutarsi nelle difficoltà con consigli e aiuti, come per esempio il sito www.pappabarn.se :lo slogan è “tutti i bambini hanno il diritto di avere tutti e due i suoi genitori”. Una community simile alle instamme. Su questo si trovano spesso le testimonianze di bambini che hanno vissuto senza un papà o con un papà poco presente. Vuoto, tristezza ed insicurezza in se stessi e l’ambiente che li circonda accomuna questi bambini. Io credo che I papà, indipendentemente dal Paese di origine, hanno un ruolo unico nella vita dei loro figli e non possono semplicemente essere sostituiti dalle madri . Madri e padri trascorrono del tempo con i loro figli in modi diversi .I papà giocano i giochi più vivaci e stimolanti , usano più un linguaggio adulto , pongono spesso anche maggiori esigenze e hanno maggiori aspettative dai bambini.

Eppure anche in Italia il congedo parentale per i padri è regolato dal 2000 con la legge 53, voluta dall’allora ministro per la Solidarietà sociale Livia Turco. La norma consente ad entrambi i genitori, se dipendenti e con figli minori di otto anni, di stare a casa per un certo periodo di tempo. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero nel 2013 ha introdotto i ”congedi papà” : tre giorni di congedo dopo la nascita del bimbo, senza variazioni di stipendio. Poco o niente rispetto ai 30 giorni concessi dalla Svezia , ma comunque un passo importante.

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Il Jobs Act, ultimamente approvato, inoltre introduce alcune importanti novità relative al congedo parentale, la possibilità cioè per i genitori di assistere il proprio bambino nei primi anni di vita ideata proprio con l’obiettivo di facilitare la conciliazione tra via privata e lavoro. Richiedere il congedo non è difficile, si fa tutto sul sito dell’Inps. Si compila la domanda, si ottiene un codice di protocollo e lo si comunica all’azienda. Niente code o burocrazia infinta. C’è anche la possibilità di richiedere l’integrazione dello stipendio con il Tfr per tornare al 100% della spettanza mensile.

Nonostante la semplicità della pratica, secondo l’Istat, in Italia i papà che scelgono di rimanere a casa sono meno del 7%. La società italiana non incentiva scelte di questo tipo come fa la società svedese. C’è ancora , da un lato una sorta di maschilismo per cui sono le donne a doversi occupare dei figli e dall’altro forse le stesse mamme ritengono in qualche modo una loro prerogativa occuparsi della cura dei figli ? Nemmeno le aziende aiutano, soprattutto in tempo di crisi, e molti padri temono di mettersi in cattiva luce con il datore di lavoro.

Stefano Dell’Orto invece, un 42enne manager italiano, emigrato in Svezia per amore e papà di Eleonora e Sofia racconta di prima persona la sua esperienza: “Sono rimasto a casa dopo la nascita di entrambe le mie figlie -racconta – tre mesi con la prima e quattro con la seconda. Qui è normale. Sei una mosca bianca se non lo fai”. In Svezia la legge che regola il congedo parentale è stata introdotta nel 1974, all’inizio veniva sfruttata solo dal 2,5% dei padri, oggi dall’80 per cento. “Nella società per cui lavoro – spiega Stefano – ci sono più congedi maschili che femminili. Lo stato rimborsa l ’80 per cento dello stipendio, sino a 42.400 Euro l’anno. Molte aziende poi aggiungono la differenza per garantire la copertura sino al 90-100 per cento del salario effettivo…… Il congedo non è una vacanza, ma un’esperienza totalizzante”.** Ci sarebbe sono da lavorare verso l’aumento dei 7 % dei papà a casa secondo me.

*’l’istituto statale della statistica
http:///sv_/Hitta-statistik/Artiklar/Fler-barn-bor-vaxelvis-hos-mamma-och-pappa/

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http://congedoparentale.blogspot.it/