I vaccini spiegati ai miei figli

Il concetto e l’importanza delle vaccinazioni possono essere spiegate ai bambini, con parole adatte e metafore comprensibili

A inizio luglio, io e i Patati abbiamo fatto il vaccino contro la meningite ACWY: un vaccino di fatto non obbligatorio ma compreso nel calendario vaccinale della Regione Toscana, a partire dai 9 anni compiuti.
I miei figli non erano esattamente entusiasti dell’idea di farsi bucare, avevano paura del dolore (l’ultimo fatto era stato il Meningo B, obiettivamente abbastanza doloroso, di cui avevano memoria viva e recente), perciò hanno fatto le loro rimostranze.
Dopo anni di vaccini, avendo vissuto quattro anni in Africa ne hanno fatti parecchi in più dei loro coetanei (solo per dirne alcuni: febbre gialla e tubercolosi, che in Italia non si fanno), hanno espresso i loro (legittimi, viste le loro non conoscenze) dubbi.
Ho una grande stima dei miei figli e ho sempre pensato che i bambini non debbano subire il “perché sì” ma al contrario debbano ricevere risposte ad ogni domanda, anche le più scomode, imbarazzanti o complicate… ovviamente con un linguaggio e dei concetti comprensibili alla loro età, perciò ho capito che era arrivato il momento dello spiegone e mi sono preparata al dibattito.
Quella che segue è la nostra discussione, più o meno letterale.


Mamma, perché dobbiamo fare il vaccino?

Ricordate che fin da quando eravate piccoli, abbiamo immaginato le malattie come dei germi cattivi che cercano di attaccare il vostro corpo e le medicine come i soldatini speciali che combattono per noi?
I vaccini, più che soldatini, sono come una sorta di scudo specialissimo: immaginateli realizzati con un materiale specifico per ogni tipo di attacco, quindi per ogni tipo di malattia… perciò non curano, piuttosto non permettono proprio ai virus di entrare!
Ecco perché ne avete fatti e ne farete diversi negli anni.


Ma allora perché alcune malattie le combattiamo quando sono già entrate e altre invece dobbiamo combatterle prima?


Perché alcune malattie sono peggiori di altre, purtroppo.
Ci sono malattie, come la polio, di cui avete visto le conseguenze pesanti coi vostri occhi: ricordate le persone in strada ad Abidjan con i corpi in posizioni strane? Ecco, i loro corpi erano deformati da quella malattia.
Poi ci sono malattie, come la meningite per cui state per fare il vaccino, che non solo possono lasciare conseguenze pesanti, come la perdita delle braccia o le mani o problemi neurologici, ma possono addirittura portare alla morte.
Quando non c’erano i vaccini per alcuni ceppi di meningite, alcuni bambini sono morti nel giro di poche ore, nonostante tutti gli sforzi fatti dai medici per salvarli.
Ricordate quando sono andata a Milano, un mese e mezzo fa? Ecco, in quell’occasione ho partecipato ad un incontro con un dottore, il Dott. Salari, proprio per parlare di questa terribile malattia e ho visto un video con la testimonianza di una mamma che ha perso la sua bimba piccola, Alessia, in pochissimo tempo. Purtroppo, quando è accaduto il vaccino per quel ceppo di meningite, che è quello che ricordate perché vi ha causato indolenzimento per qualche ora, non c’era ancora. Non c’era nulla che si potesse fare per evitarlo. Immaginate la sofferenza di quella mamma? Capite perché io e papà vi abbiamo fatto fare il vaccino?


Se ci vacciniamo proteggiamo anche persone che stanno male?

Il vaccinarsi è una sorta di scudo a livello sociale, che tutela un po’ tutti.
Si chiama “immunità di gruppo (o di gregge)” ed è un concetto molto semplice: se il gruppo si protegge, argina ciò che può fargli male e in più tutela i più deboli, quelli che da soli ad opporsi non ce la fanno perché sono più piccoli o più deboli o non possono proprio difendersi, loro malgrado. Nonno Walter, per esempio, era uno tra questi: il suo cuore non funzionava bene e alcuni vaccini per lui potevano essere pericolosi. Quelli che poteva fare, come quello antiinfluenzale, li faceva periodicamente proprio per tutelarsi.


Ma mamma, i vaccini sono obbligatori?

Il vaccino che stiamo per fare non è obbligatorio, per esempio. E neanche gli altri che avete fatto lo erano fino all’anno scorso. Alcuni vaccini sono stati resi obbligatori proprio perché in molti non si vaccinavano e alcune malattie, potenzialmente molto pericolose, stavano tornando ad avere più spazio di manovra e libertà di circolare.


I vaccini sono pericolosi?

Di certo, ragazzi, i vaccini sono qualcosa che immettiamo nel nostro organismo. Prima di farlo dobbiamo essere in salute, per questo dobbiamo informare i medici delle nostre condizioni di salute e valutare insieme a loro, che, se sono specializzati in questo campo, di certo ne sanno molto più di noi.
Quando andremo a fare il vaccino, vedrete che la dottoressa ci chiederà delle nostre condizioni di salute, si informerà su allergie e su eventuali farmaci che prendiamo.

È stato così per tutti i vaccini che abbiamo fatto, anche per andare in Africa: ci siamo confrontati con il medico specializzato in vaccini e insieme a lui abbiamo valutato e deciso.
Esistono dei dati scientifici ufficiali sull’efficacia dei vaccini, comunque; come esistono campagne di informazione, come quella portata avanti dalla mamma di Alessia e da altre mamme, proprio per sensibilizzare sull’importanza della vaccinazione per alcune malattie e sulla ricerca di informazioni da fonti certe e sicure.


Il discorso deve essere stato esaustivo e logico, per i Patati: siamo andati a vaccinarci e sono usciti dal centro vaccinale compiaciuti di aver fatto una cosa buona per loro e per tutti coloro che da soli non possono tutelarsi.
Per chi volesse cercare informazioni, vi segnalo, oltre al sito di Mamme contro la Meningite www.mammecontrolameningite.it, anche alcuni link utili:

 

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