Il bello e il brutto delle vacanze con figli

Anche quest’anno giungono le vacanze ed è già ora di portare quella creaturina, che per un anno ha incrementato ma anche subito la nostra stanchezza, trovandosi spesso nelle peste, a fare danni sulle spiagge! Tornare a quella sensazione di quando si perde ogni reticenza a rilassarsi, a spogliarsi dello stress; vuoi riappropriarti del rapporto profondo con il tuo cucciolo e lo cerchi tra gli ombrelloni, correndo e gridando in preda al più genuino entusiasmo. Fino a ieri eri collegato h24 alle notifiche delle e-mail; ora hai del tutto abbandonato il terrore di non averne più notizie.

Quanto fa male tutto quell’arido correre invernale e quanto, invece, torna prepotente quel senso di emozione lungo la schiena, quando il bambino si rotola sulla sabbia come una cotoletta e devi solo pensare a goderti quello spettacolo! Capisci che puoi crescerlo, tirarlo su con la forza dell’amore e, perché no, della gioia… che poi ti domandi per quale ragione proprio tu dovevi avere una previsione di vita fredda e “adulta”, quando invece la vita aspettava per sorprenderti e darti in sorte un gigante, non un bambino qualunque.

La sabbia che si infiltra in ogni pertugio dei nostri cuori e delle nostre anime, una specie di scrub spirituale, a scrostare ogni stanchezza, anche quella che è più ostinata e non si toglie neanche con le cannonate. E col cervello in pace, sotto al sole estivo, finalmente, cavolo si riesce a fare qualche bella dormita! Mattina presto, pennichella pomeridiana, frescura serale, ogni momento è buono per ritemprarsi e riprendere fiato in vista del prossimo, faticoso autunno, senza impellenze lavorative a rompere i coglioni: giochi, canti e urla festose, questo è l’unico pensiero della famiglia, stretta, viva, pacificata, pronta a condividere ogni singolo momento!

È questa la meravigliosa bellezza delle vacanze con un figlio di tre anni.

Però, se leggi solo le frasi in neretto, riesci a coglierne pure l’aspetto negativo.