Il carciofo, re d’inverno

Qualche nozione sulle proprietà del carciofo, sulla sua storia e tutti i motivi per cui vale la pena consumarlo (a parte il fatto che è buonissimo, naturalmente)

Il carciofo (Cynara scolymus) è una pianta erbacea biennale originaria del Mediterraneo, nota già al tempo dei Greci e dei Romani, i quali le attribuivano proprietà afrodisiache. Secondo alcune fonti, la selezione del carciofo, come lo conosciamo oggi, sarebbe avvenuta in Sicilia a partire dal I secolo a.C. e si diffuse rapidamente nel resto d’Italia e in Europa. La tradizione racconta che in Francia fu introdotto da Caterina de’ Medici, quando sposò il re Enrico II, mentre in Inghilterra, arrivò grazie agli Olandesi. Si narra che intorno al 1530, Enrico VIII facesse coltivare i carciofi nei propri orti. Oggi, viene utilizzata i buona parte del mondo, sia per uso alimentare che per uso erboristico e farmaceutico. Infatti, il fusto e le foglie, consumate sia crude che cotte, contengono numerosi principi attivi utilissimi per l’organismo.

carciofo

Dal punto di vista botanico la pianta, appartiene alla famiglia delle Asteraceae e deriva dalla selezione del cardo (Cardo cardunculus), il quale a sua volta originerebbe da un tipo di cardo selvatico. Il fusto può raggiungere i 150 cm di altezza e si presenta dritto e robusto con striature longitudinali. Le foglie sono alterne, piuttosto grandi di colore verde intenso con sfumature grigie nella parte superiore e più chiare nella parte inferiore, dove si trova una specie di peluria. I fiori tubulosi ermafroditi sono raggruppati in una infiorescenza a capolino e inseriti nella base, formando quella che viene chiamata “barbetta”. Nel capolino immaturo l’infiorescenza vera e propria è protetta da una serie di brattee involucrali strettamente embricate, con apice inerme, mucronato o spinoso, a seconda della varietà. Fiori e setole sono ridotti ad una corta peluria che si sviluppa con il procedere della fioritura. In piena fioritura le brattee divergono e lasciano emergere i fiori violacei. La parte edule del carciofo è rappresentata dalla base delle brattee e dal ricettacolo, comunemente chiamato “cuore”.

Il mese di Giugno è il più adatto per la coltivazione dei carciofi ma la raccolta avviene a novembre e con alcune varietà si arriva fino ad aprile. Le varietà sono distinte in base a diversi criteri tra cui: la presenza delle spine sulle foglie (spinose e inermi), il colore del capolino (violette e verdi), il periodo di raccolta. Fra le varietà più famose troviamo: il carciofo Brindisino, il Paestum (carciofo IGP proveniente dall’omonima città Capaccio-Paestum) lo Spinoso sardo, lo spinoso d’Albenga, il Catanese, il Verde di Palermo, la Mammola verde, il Mazzaferrata di Cupello, il Violetto di Toscana, il Precoce di Chioggia, il Romanesco, il Violetto di Provenza, il Violetto di Niscemi.

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PROPRIETÀ

L’attività terapeutica del carciofo, dipende dalla sinergia di numerosi principi attivi. L’acido caffeico e la cinarina, ne fanno un ottimo epatoprotettore e un buon diuretico. La cinarina, una sostanza amara, stimola la secrezione di bile e con essa l’escrezione di colesterolo e sostanze solide, svolgendo un’azione detossificante per il fegato. Gli orto-difenoli e i lattoni sesquiterpenici aiutano a combattere dispepsia e disturbi gastrici, inoltre, insieme alla cinarina svolgono un’azione ipocolesterolemizzante con riduzione del colesterolo LDL ,pericoloso per l’apparato cardiocircolatorio.

La presenza di fibra, solubile (inulina) e insolubile è utile sia per regolare la funzionalità intestinale e mantenere in equilibrio la flora batterica, sia per controllare l’assorbimento degli zuccheri e quindi i picchi glicemici. La presenza di sali organici come potassio e magnesio e di vitamine del gruppo B e ferro, ne fanno un ottimo ricostituente. Le sostante “amare” contenute nelle foglie contribuiscono, inoltre, a combattere l’anemia sideropenica, favorendo l’assorbimento di vitamina B12. Alcuni recenti studi hanno evidenziato un’azione anticancerogena delle sostanze presenti nel carciofo dovuta all’inibizione della proliferazione delle cellule tumorali.

Il carciofo è dunque un grande alleato per la salute, soprattutto in questo periodo di post-bagordi natalizi.

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Che venga consumato crudo, in pinzimonio o nelle insalate, oppure cotto in umido, nel riso o in frittata, quest’ortaggio è davvero il re dell’inverno.

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