Il coraggio delle donne

Ci sono donne che ci appaiono coraggiose per le scelte che hanno fatto nella vita, ma il vero coraggio non è nella scelta che si fa, piuttosto nel fare scelte e prendere decisioni ogni giorno

Il coraggio delle donne è nel loro fare scelte, ogni giorno.

Sue Aikens è sopravvissuta all’attacco di un grizzly, l’orso l’ha lasciata a terra, credendola morta, dopo averle causato gravi ferite all’addome.
Sue vive una vita solitaria in Alaska dove gestisce il Kavik River Camp, una base per cacciatori di animali di grossa taglia a 500 miglia dalla città più vicina, in un territorio dove il terreno rimane ghiacciato tutto l’anno e bisogna convivere con orsi, lupi e il freddo polare.
In Canada il programma televisivo che la vede protagonista “My Life Below Zero”, della National Geographic, spopola. Il programma è seguitissimo ed ammetto che anche io, potendo, non mi sono mai persa un puntata abbagliata dal carisma di questa rude donna.

Michelle Oakley è veterinario nell’aspro territorio dello Yukon, nel Canada settentrionale.
Gestisce una clinica veterinaria, ha un marito e tre figlie. Guida per centinaia di kilometri nei territori del nord, all’occorrenza prende aerei per raggiungere i “pazienti” troppo lontani e si occupa, inoltre, del centro di riabilitazione della fauna selvatica, per lo Yukon Wildlife Preserve. Spesso si reca a Calgary per occuparsi degli animali dello zoo della città.

Catherine Poulaine è francese ha lavorato in Islanda, in Canada ed è arrivata in Alaska passando per Hong Kong.
In Alaska ha lavorato per più di 10 anni, da clandestina, come pescatrice sui pescherecci per la pesca di halibut nel pericoloso mare di Bering. Unica donna dell’equipaggio a fare un lavoro da uomini.
Nel 2003 è stata espulsa dal paese dal reparto immigrazione del governo americano perché priva del permesso di lavoro. Ora vive in Francia come allevatrice.
Racconta la sua appassionante storia nel romanzo “Il grande marinaio”, opera che non solo è una storia di formazione ma anche un romanzo sulla condizione umana e sulla caparbietà femminile. Ne ho letto e gustato ogni pagina, rapita dalle parole di Catherine, durante il mio trasferimento a Parigi.

Sono attratta da queste figure di donne affascinanti e carismatiche, dalle vite spericolate e sicuramente fuori dalla norma, o meglio fuori dalla routine a cui siamo abituai e quindi dai nostri criteri di normalità.
Donne che fanno “lavori da uomini” in tutta tranquillità, perché non hanno bisogno di dimostrare niente a nessuno. Donne che piangono, che si innamorano, che figliano, che hanno bisogno di aiuto. Donne che non si autolimitano. Ammiro le donne coraggiose. Non ritengo sia necessario vivere una “vita al limite” per essere coraggiose.
Ammiro il coraggio delle donne che espatriano, di quelle che rimangono nel proprio paese, di quelle che decidono di seguire la carriera invece dei figli, di quelle che scelgono i figli invece della carriera. Ammiro soprattutto il coraggio delle donne che non si sentono in colpa per le loro scelte. Nella vita alcune decisioni avvengono in modo naturale, altre sono obbligate, altre ancora sono sofferte. Credo che dovremmo ricordarci più spesso che tutte siamo coraggiose perché qualunque cosa decisione prendiamo si dimostrerà quella giusta, semplicemente perchè abbiamo avuto il coraggio di prenderla.