Il decluttering in piccolo: i giocattoli

Per riorganizzare la camera dei bambini e generare nuovo spazio, bisogna innanzi tutto fare decluttering dei giocattoli. Qui vi suggeriamo da dove partire, come organizzarsi e come ottenere la collaborazione dei bambini.

Siete riuscite a liberarvi dei vestiti e trucchi superflui ?
Posto che siamo state brave, questo mese e il prossimo ci dedicheremo alla croce e delizia di tutti i genitori… la camera dei bambini!
Inizieremo questa avventura approcciando l’aspetto ludico della loro stanza: ed ecco quindi qualche suggerimento per fare un buon decluttering dei giocattoli.

Come tutti noi genitori abbiamo scoperto in modo assolutamente empirico, la capacità di accumulare oggetti e giochi è inversamente proporzionale all’età del frutto dei nostri lombi, perciò se abbiamo bambini compresi tra 3 e 10 anni di sicuro abbiamo un corredo di roba di vario genere ad occuparci la casa.

In generale, la brutta notizia è che il decluttering in questo ambito è da fare spesso, essendo personcine in crescita e di mutevoli interessi… quella buona è che con un po’ di organizzazione ve la caverete (ehm… ce la caveremo: sono esattamente sulla vostra stessa barca!)

Il decluttering dei giocattoli: dividili per gruppi!

I giochi sono per i bambini un buon connubio tra l’apprendimento di capacità e nozioni e divertimento e sono perciò un qualcosa di importantissimo, ad ogni fascia di età!

Mano mano che i bimbi crescono, si spera ricevano giochi più mirati alla loro età e in genere selezionino da soli le cose da tenere in base ai loro interessi. Non sperateci troppo, però (sad true story).

Resta il fatto che anche in questo ambito occorre fare, ad un certo punto, una razionalizzazione, vedremo come farla senza (troppo) stress ;).
La divisione per raggruppamenti è sempre la soluzione più logica e facile da fare, quindi anche in questo caso ci verrà in aiuto: formate dei gruppi di giochi in base alle loro caratteristiche rispetto all’età dei vostri figli.
Vediamo insieme come farlo:

 

Gli evergreen, da tenere sempre a disposizione

Ci sono giochi in grado di passare di generazione in generazione e di avere sempre lo stesso grado di fascinazione. Non so i vostri figli, ma per esempio i Patati hanno amato e amano molto i giochi miei e del Marito Paziente che sono arrivati fino a loro!

  • giochi non strutturati: costruzioni (in genere il modello piccolo), barrette magnetiche o di legno, ovvero tutti quelli in cui la fantasia fa da padrona indiscussa e che permettono una sperimentazione continua.
  • giochi di ruolo: bambole, pupazzetti, personaggi. Il gioco di ruolo porta i bambini ad esprimere le loro emozioni in maniera mediata e aiuta perciò ad esorcizzare paure e a riflettere in maniera più obiettiva sulle situazioni
  • giochi di illustrazione: matite, colori, timbri, adesivi. Permettono di disegnare i sogni e esprimere i sentimenti, non a caso i terapisti dell’infanzia chiedono ai bambini di disegnare per esprimersi!
  • giochi di carte e di società. Creano relazioni, stimolano alla creazione di strategie e aiutano i bambini a metabolizzare le “sconfitte”. Sono anche un ponte importantissimo tra genitori e figli, laddove i grandi si lascino coinvolgere!

 

I giocattoli in uso

Sono quelli con cui i vostri figli giocano più spesso e i “giochi del momento (appena ricevuti o in qualche modo “di moda”).
Su quelli non dovete fare alcuna azione se non cercare di fare una divisione per tipologia e, per gestire meglio lo spazio a disposizione, trovar loro una collocazione!

 

Ma non sarai troppo grande per questo gioco?

Noi genitori a volte ci scordiamo di essere stati bambini:

un gioco piace ad un bimbo non in base alla fascia d’età cui è destinato ma in base agli stimoli che ha dato e può dare, a chi lo gielo ha regalato, al periodo della vita in cui lo ha ricevuto, alle possibilità diverse che gli offre.

Fatto sta che ci sono giocattoli che, apparentemente inspiegabilmente, i nostri figli continuano ad apprezzare a prescindere da tutto.

Nella Tana per esempio vanno ancora alla grandissima le costruzioni per bimbi piccoli, quelle robuste e più grandi: non avrei mai pensato che due bambini (ragazzetti, ormai) di quasi 10 e 8 anni potessero ancora usare costruzioni del genere e di primo acchito avevo pensato di toglierle e stop… e avrei fatto un grande errore!

Il mio consiglio è quindi di osservare con quali giochi di questo gruppo giochino i nostri figli per capire se ha senso toglierli oppure no, oppure di parlarne direttamente con loro.

Il vostro mettere ordine nella loro camera non deve essere per loro uno stress o una minaccia: dobbiamo far loro capire che non si può tenere tutto ma che, se ci sono giochi cui loro tengono particolarmente, possiamo trovare un compromesso. Dialogo, dialogo, DIALOGO!

Una volta capito cosa abbia senso tenere, i giochi di questo gruppo finiranno automaticamente o nel gruppo dei giochi in uso (e andrà collocato insieme ad altri del suo genere) o in quello di quelli superati (e vedremo che opzioni ci saranno in quel caso).

 

I giochi non ancora adatti ai nostri figli

I genitori, ma più spesso gli amici e i parenti, amano regalare le cose “in crescenza”. Mentre nell’ambito vestiti ciò porta spesso a gratitudine eterna da parte di noi genitori, nel caso dei giochi questo può portare a senso di incapacità e frustrazione nei nostri figli.

Un gioco troppo complesso per le capacità acquisite fino a quel momento, porta i bambini a guardalo sì, incuriositi, ma a metterlo via presto per un naturale e istintivo senso di sopravvivenza: nessuno ama essere messo di fronte a qualcosa che ancor non sa capire e usare, soprattutto se il gioco in questione è un gioco “strutturato”, ovvero con uno scopo e un modo di utilizzo ben preciso.

Il mio consiglio è di mettere via subito questi giochi e di riproporli più in là: lasciarli a disposizione del bambino potrebbe fargli perdere l’effetto novità e quindi l’interesse, anche quando arrivi il momento in cui sia adatto a lui.
Un altro consiglio, se siete in confidenza con chi ama fare questo tipo di regali, è quello di spiegare alle persone che li fanno che il bambino non recepisce come stimolo un oggetto di cui non capisce lo scopo perciò, per andare sul sicuro, è meglio regalare giochi “evergreen”, che di certo lo faranno felice per taaaanto tempo!

 

I giochi incompleti o rotti

I bambini hanno la tendenza all’accumulo, rispetto alle cose. Spesso terrebbero anche giochi parzialmente rotti o incompleti. Immaginate un puzzle che abbia perso dei pezzi, o una macchinina senza ruote, per dire.

  • I giocattoli palesemente rotti e non aggiustabili in alcun modo vanno semplicemente buttati, senza se e senza ma.
  • Ai giocattoli incompleti potete, in base al grado di affezione che ha per loro il vostro bimbo, dare un’altra possibilità: metteteli da parte e vedete se escono i pezzi mancanti facendo pulizie più approfondite… in caso negativo, nel pattume anche quelli e via! 😉

 

Giochi definitivamente superati

Appartengono a questo gruppo tutti quei giochi evidentemente non più interessanti per i vostri figli: quelli con cui non giocano mai, che hanno un dito di polvere sopra, che ormai non hanno più segreti per loro e quindi hanno perso ogni attrattiva.

Cosa fare?

  • lasciarli da parte per fratellini o cuginetti più piccoli
  • regalarli, se sono in buono stato e siete certi di non offendere, a figli di amici
  • portarli nei nidi o nelle scuole materne, ovviamente se sono in buono stato e solo dopo averli lavati perfettamente
  • regalarli ad orfanotrofi e istituti simili (conventi con accoglienza per ragazze madri, ad esempio), mi raccomando anche in questo caso solo se in buono stato e puliti: la dignità prima di tutto!
  • buttarli: a me pare un peccato, ma ognuno decide per sé!

 


A questo punto avrete collocato logicamente tutti i giochi dei vostri figli: non vi resta che assegnare un posto a quelli che rimangono, mettere da parte quelli non ancora adatti, inscatolare quelli da regalare e imbustare quelli da buttare!
Buon lavoro!