Il figlio

Questo mese vorrei parlarvi di un libro molto affascinante: Il Figlio di Philipp Meyer scrittore americano di grande talento.

 Il Figlio
Una saga familiare raccontata a tre voci (quattro in realtà) ambientata nel giovane Texas. Superficialmente potrebbe essere definito un libro western ma questo significherebbe sminuirlo. È un libro che racconta con il sangue e il dolore la nascita di uno stato e di una famiglia.
Giustamente crudo e brutale nella prima parte, il racconto cattura l’interesse del lettore grazie al carismatico capostipite Eli (successivamente soprannominato Il Colonnello). I tre tempi narrativi viaggiano di pari passo alternandosi tra loro in modo equilibrato e in un crescendo continuo che non lascia spazio alla noia.
Tre modi di aggredire la vita diversi, tre visioni del mondo distanti in cui l’elemento cardine è il conflitto con la figura paterna. Nessuno di loro riuscirà a sciogliere e risolvere il conflitto con la propria origine. Ma forse è proprio grazie a questa disarmonia che riusciranno a creare il loro destino.
Gente ostinata i Texani, ruvidi e duri come la pietra. Spietati e determinati alla loro sopravvivenza, avidi di potere e grandezza.
Figli che odiano i padri, padri che non accettano i figli.
L’intellettuale soccombe perché debole e sentimentale. Vince la prepotenza e l’opportunismo; quello che gli indiani hanno insegnato ad Eli durante la sua prigionia è che il valore di un guerriero si misura dal coraggio e dal numero di scalpi collezionati.
E’ un libro di conquiste, di terra, di sudore e di sangue ma il prezzo di tutto questo?
Una famiglia che non ti ama e non ti rispetta.

Il figlio
Meyer Philipp
€ 20,00
2014, 553 p.
Editore Einaudi (collana Supercoralli)