Il finocchio, che passione!

Croccante, antifame, rinfrescante e aromatico. Crudo, è ottimo come snack, nel pinzimonio e in insalata. Cotto, si adatta a moltissime ricette. Stiamo parlando del finocchio, il cui nome botanico è Foeniculum vulgare. Appartiene alla famiglia delle Ombrellifere, proprio come la carota, il sedano, il prezzemolo e il ginseng. Noto per le sue proprietà aromatiche e digestive, ha un sapore che ricorda in qualche modo quello dell’anice ed è ampiamente usato non solo in cucina ma anche in fitoterapia.

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La varietà serlvatica è costituita da piante erbacee che raggingono anche i 2 metri e vengono coltivate per la produzione di semi e foglie. La varietà Foeniculum  vulgare dulce, coltivata soprattutto nell’Europa meridionale, è il finocchio che abitualmente è presente sulle nostre tavole. Quest’ultimo è costituito da una parte bianca, bulbosa, edibile, detta “grumolo” che è l’insieme delle sue guaine fogliari che giungono a maturazione tre mesi dopo la semina. La comune distinzione tra finocchio femmina e finocchio maschio è solo formale: il primo è di forma allungata e il secondo di forma tondeggiante e un po’ meno fibroso.

È composto per il 90% da acqua, l’1,3 % da proteine, il 3 % da fibre, l’1 % da ceneri, lo 0,2 % da grassi. Contiene molti minerali come potassio, magnesio, calcio, sodio e fosforo ma anche alcune importanti vitamine come la vitamina A e C. È ricco di fibre insolubili, ha un elevato potere saziante e poche calorie. Nel finocchio sono presenti anche oli essenziali come l’anetolo che gli conferisce proprietà diuretiche, dissintossicanti e digestive. È considerato un carminativo, antispasmodico, antinfiammatorio ed emmeneagogo.

Infatti è indicato per chi soffre di dispepsia e aerofagia, poiché stimola la secrezione di succhi digestivi e aiuta a ridurre la formazione di gas intestinale. Le tisane di finocchio sono frequentemente usate per ridurre la componente dolorosa della sindrome da colon irritabile.

I fitoestrogeni presenti, possono aiutare a regolare il flusso mestruale e gli sbalzi ormonali nelle varie fasi della donna. In allattamento è di grande aiuto per ridurre le coliche d’aria del bambino e nella medicina popolare viene consigliato per aumentare la montata lattea e rendere più gradevole il sapore del latte materno.

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Il cineolo presente nel grumolo è un toccasana anche in caso di affezioni respiratorie e cumuli di catarro perché svolge un’azione fluidificante.

Data la diffusione di bronchiti e influenze di quest’inverno dal clima insolito, vale la pena di aiutarsi anche a tavola, sfruttando le proprietà dei prodotti di stagione. Cosa aspettare, aggiungiamo subito i finocchi al carrello della spesa e via libera alla fantasia tra i fornelli!

Curiosità: qual è l’origine del detto popolare “farsi infinocchiare”?

Gli oli essenziali presenti nell’ortaggio, alterano la sensibilità delle papille gustative, facendo sembrare tutto dolce e gradevole. Osti e commercianti di vino poco onesti, usavano offrire i finocchi agli avventori o ai consumatori prima dell’assaggio dei vini, in modo da coprirne i difetti o la bassa qualità. Da qui il termine farsi infinocchiare.

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