Il morbillo: quanta paura dobbiamo averne?

Mi sento investita di certa responsabilità nel trattare questo argomento, ma mi fa molto piacere farlo, sperando di poter dare un aiuto a qualche genitore dubbioso o preoccupato. Anche solo pensando al titolo di questo mio articolo faccio una riflessione: è il primo che mi sia venuto in mente ed è molto significativo rispetto al mio approccio nei confronti di questa situazione patologica, molto tristemente “celebre” in questo periodo.

Cos’è il morbillo
Il morbillo è il “piccolo morbo” etimologicamente: peccato che di piccolo non abbia nulla, neanche la dimensione degli elementi cutanei che vanno a costituire l’esantema che lo caratterizza. Non è piccola, intendendo come limitata, la sua diffusione (si tratta di una patologia con indice di contagiosità elevatissimo) e non è piccola, intendendo come leggera, la sua sintomatologia. Il problema meno “piccolo”, è sicuramente la tipologia e l’esito delle complicanze che il morbillo può provocare.
Si tratta di un virus estremamente contagioso che viene trasmesso attraverso le goccioline di saliva dal soggetto malato; la contagiosità inizia con la comparsa della febbre e l’incubazione è di circa 10 giorni. Una volta penetrato nell’organismo il virus si moltiplica nelle vie respiratorie superiori e provoca inizialmente febbre, che si può associare a rinite, congiuntivite e laringite (rispettivamente infiammazione di naso, occhio e laringe) e tosse molto intensa: difficile quindi porre una diagnosi precoce, e quindi limitarne la diffusione, in questa prima fase, che può somigliare, clinicamente, a molte infezioni respiratorie stagionali. In bocca il malato mostra un’infiammazione del palato e, spesso, delle piccole chiazze biancastre all’interno delle guance (macchie di Koplik, segno tipico del morbillo). Dopo 3-4 giorni di questa sintomatologia compare, iniziando dal capo per poi estendersi al tronco e agli arti, l’esantema, costituito da elementi di colore rosso acceso, di dimensioni variabili da 2 a 10 millimetri circa, che talvolta possono confluire tra loro dando luogo ad aeree di eritema estese. L’esantema dura circa 5-6 giorni.
Il decorso della malattia è sempre grave nei soggetti immunodepressi o malnutriti, infatti la malattia rappresenta una delle principali cause di mortalità infantile nei paesi in via di sviluppo dove non sia disponibile la prevenzione.
Anche nel soggetto sano il morbillo può presentare delle complicanze (circa nel 30% dei casi e soprattutto nel bimbo di età inferiore ai 5 anni o nell’adulto di età superiore ai 20), alcune delle quali molto gravi. Tra le più frequenti possiamo citare la laringite (nella cui forma più severa necessita di tracheotomia), polmonite, ma soprattutto complicanze a carico del sistema nervoso centrale: l’encefalite (colpisce un malato su mille) è mortale nel 15% dei casi circa e in un quarto dei casi si accompagna a danni neurologici permanenti. Vi è anche una possibile complicanza neurologica tardiva, per fortuna molto rara, che può manifestarsi dopo anni dall’infezione (di solito circa sette) ed è causata dalla persistenza del virus nell’organismo: si tratta della panencefalite sclerosante subacuta, che porta sempre a morte; la frequenza di questa complicanza è tanto maggiore quanto è più bassa l’età del paziente che si ammala di morbillo.
Il morbillo è una malattia che, come la maggior parte delle forme virali, non è suscettibile di alcuna terapia specifica, può essere controllata solo con farmaci sintomatici che non prevengono in alcun modo le sue complicanze.

Come possiamo prevenirlo?
Negli ultimi anni, in relazione alla riduzione del numero di bambini vaccinati si sta assistendo, anche nei paesi sviluppati, ad un aumento delle epidemie di morbillo, l’ultima delle quali, molto recente e piuttosto estesa, si è sviluppata a Disneyland ed ha causato circa 70 casi.
L’unico strumento che abbiamo a disposizione per la prevenzione è il vaccino specifico.
Il vaccino per il morbillo è associato a quello anti-parotite e rosolia (anti-MPR) e viene somministrato in due dosi, di cui la prima tra i 12 e i 15 mesi e la seconda tra i 5 e i 6 anni di età. Si tratta di un vaccino non obbligatorio ma fortemente consigliato, proprio per la pericolosità delle complicanze di questa malattia. E’ costituito dai tre virus vivi che vengono attenuati per poter sviluppare l’immunità nel soggetto vaccinato senza causare la malattia.
Come ogni sostanza che introduciamo nel nostro organismo (compresi farmaci ed alimenti!) il vaccino può dare luogo a reazioni avverse, la maggior parte delle quali sono di lieve entità (febbre, eruzione cutanea, gonfiore al volto/collo, dopo 1-2 settimane dall’iniezione); le reazioni di gravità moderata (convulsioni febbrili, infiammazioni articolari, riduzione delle piastrine) sono rare e non lasciano esiti nella maggior parte dei casi, mentre le reazioni più gravi sono rarissime (es. reazione allergica grave in un caso su un milione di dosi) e soprattutto molto più rare delle frequenza con la quale si presentano le complicanze severe della malattia naturale.

Il vaccino del morbillo non causa l’autismo
La comunità scientifica è unanime nel negare una correlazione tra la vaccinazione anti-MPR e i disturbi dello spettro autistico. Di questa patologia si sa ancora poco, sicuramente vi è una predisposizione individuale, studi recenti sembrano mostrare anomalie del sistema nervoso centrale già presenti nella vita fetale.
La diagnosi di disturbi dello spettro autistico negli ultimi anni è più precoce ed estesa, perché si conoscono maggiormente le caratteristiche cliniche di esordio e di espressione di questa condizione patologica, caratteristiche che esordiscono nei primi tre anni di vita. Ad oggi la letteratura scientifica non ha trovato alcuna correlazione tra la somministrazione del vaccino e la patologia.
A Rimini, nel 2012, vi fu una sentenza che creò un precedente molto grave ammettendo una correlazione tra vaccino anti-MPR. Tale sentenza è stata recentemente (13 febbraio scorso) completamente smentita in appello dal tribunale di Bologna e la verità scientifica è stata ristabilita, purtroppo a spese di un importante calo del numero di bambini vaccinati, soprattutto in Emilia Romagna.

Perché vaccinarsi contro il morbillo?
Per proteggere il singolo e la comunità, e decidere di vaccinare è una scelta eticamente molto importante. La vaccinazione infatti non protegge solo il singolo individuo, ma, limitando la circolazione del virus, protegge indirettamente anche tutti i soggetti suscettibili: i bambini sotto l’anno di vita non ancora vaccinati, i soggetti che per diversi motivi (tumori, terapie immunosoppressive, patologie del sistema immunitario) non possono vaccinarsi, gli individui adulti e anziani nei quali la quantità di anticorpi protettivi tende a ridursi col tempo.

Informarsi correttamente per decidere
É giusto e doveroso. E’ fondamentale che le informazioni in risposta alle vostre domande provengano da fonti idonee (parlate con il vostro pediatra/medico di fiducia, con medici specializzati in igiene, con gli operatori sanitari della struttura ASL della vostra città, sul web cercate siti riconosciuti e gestiti da organi competenti), che siano chiare e comprensibili, fornite con un linguaggio semplice. Solo le informazioni supportate da studi scientifici controllati, eseguiti su campioni di popolazione abbastanza numerosi perché vi siano correlazioni vere e quindi dimostrabili tra un fatto (es. somministrazione del vaccino) ed una conseguenza (es. reazione avversa), sono considerabili attendibili.

Quindi….
Il mio messaggio, se non fosse ancora abbastanza chiaro, è VACCINATE!!!
Non mettete a rischio i vostri bambini di ammalarsi morbillo ed altre malattie pericolose e prevenibili! Noi operatori sanitari, che vacciniamo i nostri e vostri figli, lavoriamo solo al fine di migliorare la salute della popolazione.

Peddyfra