Il paziente pediatrico adolescente

L’adolescenza è un periodo “esplosivo” nella vita dell’individuo che passa dall’età infantile a quella adulta. Ai radicali cambiamenti fisici corrispondono altrettanto profonde e rapide mutazioni emotive, per cui si tratta di un momento molto delicato, difficile da affrontare tanto per l’adolescente protagonista di questa sua nuova realtà fisica e psicologica, quanto per gli adulti che si rapportano a lui, soprattutto per i suoi genitori.
Da un punto di vista cronologico l’adolescenza è l’epoca che si colloca tra i 10 e i 20 anni circa (alcuni esperti tendono a farla protrarre anche oltre) ed ha il suo inizio con la comparsa dei caratteri sessuali secondari.

I cambiamenti fisici
Le modificazioni del corpo durante lo sviluppo sessuale sono stimolate da due gruppi di ormoni: da una parte abbiamo gli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenaliche, (che nel nostro corpo si trovano, come suggerisce il loro nome, proprio sopra ai reni), che controllano la comparsa di peluria a livello pubico ed ascellare e la secrezione delle ghiandole sudoripare (sudorazione acre) e sebacee (acne e seborrea); questa fase dello sviluppo è chiamata adrenarca; dall’altra parte abbiamo gli ormoni estrogeni ed il testosterone prodotti rispettivamente da ovaie nella femmina e testicoli nel maschio, che sovraintendono la comparsa e lo sviluppo di tutti gli altri caratteri sessuali secondari, contestualmente o secondariamente all’adrenarca. Nella ragazza si assiste ad un progressivo aumento di volume della ghiandola mammaria, oltre che ad un cambiamento dei genitali: ispessimento della mucosa che riveste la vagina, aumento di volume di clitoride e grandi e piccole labbra, progressivo aumento di spessore dell’endometrio uterino. Nel maschio la produzione testicolare di testosterone conduce ad un graduale aumento di dimensioni di pene e testicoli, oltre che di prostata, vescichette seminali ed epididimo.

La valutazione dello sviluppo puberale e dei caratteri sessuali secondari viene fatta nel corso delle visite di controllo da noi pediatri di famiglia, che abbiamo (auspicabilmente) in cura il bambino, ora adolescente, fino ai 14 anni di vita. La visita dei genitali è una parte integrante dell’esame obiettivo sempre, tanto più nei nostri ragazzi in età pre-puberale o puberale, anche se, per timidezza e pudore, può rappresentare per loro un momento di imbarazzo; sta a noi far sì che questa fase della visita sia accettata senza problemi dal nostro paziente che, per fortuna, conosciamo da molto tempo e con il quale abbiamo potuto instaurare un rapporto forte. Per questo motivo è importante che, in una fase di crescita così delicata, il ragazzo possa affidarsi per la visita, oltre che per una chiacchierata su tutto quello che sta succedendo al suo corpo, ad un medico del quale ha fiducia e che conosce da tempo, quindi, se c’è la possibilità, è fondamentale mantenere come riferimento il proprio Pediatra di fiducia fino all’età di 14 anni (ed in futuro anche per più tempo, se ce ne sarà la possibilità!).

La valutazione dei caratteri sessuali viene fatta dal Pediatra associando ciò che vede all’esame obiettivo, in termini di volume di seno nella ragazza, pene e testicoli nel ragazzo, e peluria pubica ed ascellare in entrambi, a tabelle di riferimento che raffigurano i diversi stadi di sviluppo puberale, gli stadi secondo Tanner. Il volume dei testicoli viene normalmente misurato mediante uno strumento comparativo che si chiama orchidometro di Prader, importante per stabilire se è iniziato lo sviluppo gonadico nel maschio (lo è se il volume dei testicoli è >3 cc). Queste valutazioni sono molto importanti per stabilire se lo sviluppo puberale è normale come tempi di insorgenza e rapidità di evoluzione; esistono infatti delle condizioni patologiche che portano ad anticipazione, ritardo o anomalie dello sviluppo sessuale, come per esempio la pubertà precoce, che si configura quando i caratteri sessuali secondari compaiono prima degli 8 anni nella femmina e prima dei 9 nel maschio. Si tratta una situazione meritevole di approfondimenti diagnostici specialistici (endocrinologia pediatrica) e suscettibile di terapia specifica, quindi è molto importante il suo riconoscimento precoce.
La pubertà nella femmina porta, circa due anni dopo l’inizio dello sviluppo del seno, alla prima mestruazione, definita menarca, dopo la quale la ragazza presenta cicli mestruali che, per circa un anno, possono essere irregolari, sia come tempo tra una mestruazione e l’altra, sia come quantità.
La forma del corpo muta in entrambi i sessi sotto l’impulso degli ormoni sessuali: nella femmina aumenta la massa grassa, che di distribuisce prevalentemente a livello di cosce e glutei; nel maschio aumenta la massa muscolare. In entrambi i sessi, poi, si assiste ad un notevole incremento della velocità di crescita, il cosiddetto spurt puberale, a volte preceduto da un rallentamento della stessa per qualche mese: dall’inizio della pubertà le femmine crescono in media 23 cm ed i maschi 25 cm.

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I cambiamenti emotivi
Tanto profondi sono i cambiamenti del corpo nell’adolescente, quanto lo sono quelli della sua psiche. E tali modificazioni non vanno sempre di pari passo.
Gli adolescenti vivono costantemente in una situazione di equilibrio emotivo precario e di relativa confusione rispetto al desiderio di indipendenza ed affermazione di sé, mediante l’allontanamento dall’immagine dei genitori e dai valori che essi rappresentano, la ricerca della propria maturità ed identità sessuale e la ricerca di un ruolo nel gruppo di coetanei.
L’adolescente vuole fare l’adulto ma vuole anche essere coccolato dai suoi genitori, con i quali si pone spesso con atteggiamento oppositivo, ma dei quali ricerca costantemente l’appoggio e l’approvazione.
I cambiamenti che si verificano nel suo corpo sono spesso vissuti non serenamente, ma come fonte di insicurezza nel confronto coi coetanei, fino alla non accettazione del proprio aspetto esteriore per percezione anomala di esso (dismorfofobia).
La ricerca di indipendenza e di affermazione di sé passa attraverso l’instaurarsi di solidi rapporti amicali con i coetanei; l’accettazione da parte del gruppo è una vera necessità. Il ragazzo smette di vedere sé stesso solo attraverso gli occhi dei genitori, ora si guarda e si conosce anche per come lo identificano i coetanei, i giudizi dei quali non sono sempre positivi, con tutte le ansie e frustrazioni che questo può comportare.
In questo momento di estrema insicurezza, labilità emotiva ed equilibrio precario, l’adulto che interagisce con l’adolescente deve trovare il modo migliore per porsi in atteggiamento di osservazione, aiuto, supporto e guida. Presente ma mai invadente.

Prevenzione nell’adolescente colpa-delle-stelle-default
Il pediatra può e deve avere un ruolo primario nel realizzare, accanto ai genitori o da solo se il suo paziente si rivolge a lui in autonomia, un semplice e corretta educazione sanitaria finalizzata alla prevenzione di comportamenti a rischio per la salute, molto frequenti in epoca adolescenziale. La prevenzione dovrebbe riguardare la contraccezione (l’età media del primo rapporto sessuale è in costante discesa; un’indagine dell’osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, condotta nel 2013 su 1400 giovani, ha rivelato che il 19% degli adolescenti ha rapporti sessuali prima dei 14 anni), le malattie sessualmente trasmissibili, fumo, uso di alcool e droghe. Non sempre è facile affrontare questi argomenti col nostro paziente, soprattutto in presenza del genitore che il più delle volte lo vede “troppo piccolo” per essere a rischio. Quindi noi pediatri abbiamo il compito di trovare un canale comunicativo efficace e diretto col nostro paziente, anche e soprattutto con il non facile adolescente!

 

Immagine: www.online-news.it