Il pranzo di Babette

 

Non è stato facile questo mese scovare il libro giusto attinente al nostro tema del mese .

Nella marea di romanzi che trattano l’argomento cibo ho cercato di trovare quello che mi avesse maggiormente colpito e che meglio potesse rappresentare la gioia di vivere ad esso legata. In letteratura spesso questo tema è utilizzato come tramite per ricordi e storie familiari oppure come indagine introspettiva per sviscerare il lato oscuro della (de) nutrizione con un’infinità di storie che affrontano il problema dei disturbi alimentari.
Io volevo un romanzo capace di trasmettere la vera essenza del piacere. Quella sensazione di benessere che solo un lauto pasto cucinato con amore e perizia può infondere al nostro corpo.
Così come San Paolo sulla via di Damasco, anche se il paragone con il Santo non mi si addice, sono stata folgorata dal l’illuminazione e mi sono ricordata del bellissimo racconto di Karen Blixen, l’autrice de “La mia Africa” (mica PizzaeFichi), “Il pranzo di Babette” da cui è stato tratto anche il film omonimo vincitore di un Oscar come miglior film straniero.

 

Forse molti di voi ricorderanno proprio questa pellicola, io però vorrei soffermarmi sul racconto e la bravura della Blixen, una delle pochissime scrittrici femminili del XX secolo veramente degne di nota (opinione mia personale eh).

Il racconto narra l’arrivo in un triste villaggio Norvegese della misteriosa e rivoluzionaria francese Babette che sarà accolta come domestica nella casa di due zitelle luterane ammuffite.
Immaginatevi questa piccola comunità norvegese del XIX secolo fondata da un reverendo Luterano e composta da 12 abitanti. Una vita fatta di rinunce e privazioni in nome della religione, un’esistenza quasi monacale dove ambizione e felicità non hanno mai trovato spazio.

Grazie ad una vincita miracolosa Babette, dando sfoggio di vera generosità, sorprendentemente chiederà il permesso per organizzare un pranzo per tutta la comunità rivelandosi una chef de cuisine di prim’ordine.

Tutto il suo denaro sarà speso per questo pranzo luculliano di cui i poveri commensali non saranno mai in grado di capirne il vero valore. Un valore non solo economico ma anche morale per l’orgoglio di un’artista costretta all’esilio che non può rinnegare se stessa.

Allora Martina disse:”E adesso sarete povera per tutta la vita, Babette?”
“Povera?” disse Babette. Sorrise come a se stessa. “No.
Non sarò mai povera. Ho detto che sono una grande artista.
Un grande artista, mesdames, non è mai povero. Abbiamo qualcosa, mesdames, di cui gli altri non sanno nulla.”

 

Il racconto è contenuto nel volume:
Capricci del destino
Blixen Karen
Prezzo di copertina € 8,50
2013
Editore Feltrinelli (collana Universale economica)