Come stabilire il prezzo delle tue creazioni

Come si fa a stabilire il prezzo per una creazione artigianale? In questo post vi aiuteremo a capire in che modo valutare il vostro lavoro e quanto valgono i prodotti handmade

Questo mese mi piacerebbe affrontare con voi una questione che io reputo abbastanza importante.
C’è una domanda che in molti si pongono quando decidono di vendere le proprie creazioni online (ma direi che questo vale anche per chi le vede direttamente al pubblico traminte mercatini o in conto vendita): come faccio a determinare il prezzo delle mie creazioni?

Ormai frequento il mondo dell’handmade da diversi anni e sempre più spesso mi rendo conto che la maggior parte degli artigiani stabilisce un prezzo “concorrenziale” in base all’andamento del mercato.

Quando mi sono approcciata alle prime vendite online non è stato facile capire che valore dare ai miei prodotti. Molto spesso ci si trova a dover competere con chi “svende” le proprie creazioni, utilizzando materiali non proprio di qualità o riducendo all’osso il profitto.

Io credo che questa tendenza sia profondamente sbagliata. Ci sono due fattori che vanno analizzati prima di riuscire a determinare il prezzo del proprio lavoro:

  • La prima cosa necessaria che dovete fare è giudicare obiettivamente il vostro operato. I vostri prodotti sono fatti oggettivamente bene o hanno dei difetti? I materiali che avete utilizzato sono di qualità o scadenti? Vi ritenete delle “professioniste/i” nel vostro campo?
    Ecco, quest’analisi di coscienza a mio parere è importatissima per capire se effettivamente il vostro lavoro è un buon lavoro. Vendere prodotti scadenti o realizzati in maniera pessima non è mai una buona scelta, se ancora non vi sentite sicure del risultato ottenuto continuate ad esrcitarvi. Mettetevi alla prova e esigete da voi la perfezione.
    Una volta che avrete fatto questa analisi chiedetevi ora quanto vale il vostro lavoro in ore. Ovvero: che prezzo ha un’ora del vostro impegno?
  • Il secondo punto a mio avviso molto importate è la scelta dei materiali. Di pessime materie prime è pieno il mondo. Se per motivi di investimento economico non potete permettervi di acquistare materie prime di qualità dovete anche rendervi conto che il piano con cui vi mettete in concorrenza è quello della grande distribuzione o alla peggio delle “cineserie”. Perchè qualcuno dovrebbe acquistare da voi qualcosa che può trovare facilmente al mercato o nei negozi ad un prezzo vantaggioso? Non potete predendere di competere con la distribuzione di massa. Fate uno sforzo economico iniziale ed esigete il meglio da voi stessi e dalla vostra materia prima. Una sciarpa di acrilico o una gonna in poliestere posso trovarle ovunque. Uno scialle di cachemire o una gonna di seta acquistano un valore aggiunto quando vengono trasformati da mani esperte.

L’artigianato deve distinguersi per l’eccellenza. Non chiedetevi se voi potete permettervi i vostri prodotti, sicuramente nel mondo esistono persone che possono permettersi il meglio oppure semplicemente apprezzano il lavoro fatto a mano e ne comprendono il loro valore decidendo di investire su di voi.

Una volta che avete fatto questa profonda analisi siete pronti per capire che prezzo dare al vostro lavoro.

Nel web circola da diverso tempo una tabella che riassume la formula per stabilire il “giusto” prezzo

giusto prezzo delle mie creazioni

 

Tempo + Materiali = Costo

Costo * 2 = Prezzo all’ingrosso

Prezzo all’Ingrosso x 2 = Prezzo al Dettaglio

Io credo che questa formula possa andare bene per la produzione industriale o tuttalpiù per chi è artigiano professionista con regolare Partita Iva e con i costi di gestione di un laboratorio o atelier, ma per quanto riguarda il campo della semplice hobbistica questo teorema non rende un prezzo finale realistico.

Vi faccio un esempio prendendo come spunto il mio ultimo pattern che ho pubblicato in questo sito, la Shabby Market Bag.

Per realizzare quella borsa ci sono volute 20 ore di lavoro (si lo so, sono tante, ma visto che il pattern è gratuito provate a farla anche voi e vi renderete conto dell’impegno che comporta).

Il costo del materiale, 200 g di cotone, siamo sui 7 euro.

Il prezzo della mia mano d’opera, per questa lavorazione più complessa, l’ho fissato a 8 euro l’ora (e mi sono tenuta bassa) quindi moltiplicando 8 euro x 20h avrei un totale di 160 euro a cui vanno aggiunte 7 euro per i materiali.

Ora stando alla formula questi 167 euro rappresentano il costo puro dell’oggetto.

Moltipicando 167 x 2 ho 334 euro che rappresentano il prezzo della mia borsa acquistata all’ingrosso. Ma non è finita.

Ora dobbiamo moltiplicare questo importo nuovamente per 2 ottenendo il prezzo della borsa da vendere al dettaglio ovvero 668 euro.

Per quanto abbia faticato a creare questa borsa, un prezzo del genere è veramente esorbitante, considerando che nel mio caso non ho spese extra a parte quelle di progettazione.

Ecco come stabilire il prezzo delle tue creazioni

Se non siamo artigiane professioniste e facciamo della nostra passione un semplice hobbie non possiamo tirare fuori questi prezzi. Ma da una parte non è giusto nemmeno svendere il proprio lavoro, quindi è necessario trovare una via di mezzo.

Il costo di 167 euro non può essere il prezzo finale perché per realizzare la mia borsa ho speso tempo ed energie per la sua progettazione, pagato eventuali costi per la pubblicazione su una piattaforma online, fatto foto e speso tempo per condividere la mia creazione, pagato l’affitto di un banco per un mercatino dell’artigianato o i costi di imballaggio e confezionamento se vendiamo sul web.

E’ necessario fare un calcolo forfettario che includa tutto il lavoro extra che c’è dietro questa realizzazione.

Dopo varie considerazioni credo che la cosa più giusta sia aggiungere una percentuale che può oscillare tra il 20 e il 40 % in più al prezzo di costo. Valutate voi in base alla vostra attività la percentuale da aggiungere, forse chi vende sia nei mercatini che online ha maggiori spese, questa è un’analisi che va fatta al livello personale. In linea di massima credo che questa percentuale non debba superare il 40% del costo, visto che stiamo parlando di artigiani che vendono per hobbie e non per professione.

Nel mio caso aggiungendo il 20% in più si ottiene la cifra di 200,4 euro, da arrotondare a 200.

Ora riflettendo bene su tutto questo, io che ho realizzato questa borsa sento che questo potrebbe essere il giusto prezzo per tutto il lavoro. So che fare un esempio con un lavoro all’uncinetto così complesso possa essere fuorviante, ci sono sicuramente tante realizzazioni che richiedono meno impegno in ordine di tempo, ma provate ad applicare questa formuletta al vostro lavoro e ditemi cosa ne pensate

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