Il primo soccorso spiegato ai bambini: Un pic-nic… mozzafiato!

C’è un limite alle cose che possiamo dire ai bambini? È giusto metterli a parte di alcuni aspetti della vita o vanno tenuti “protetti” rispetto a certi argomenti?

Questa è una domanda che molti genitori ed educatori si pongono quasi tutti i giorni, cercando di distinguere tra ciò che è opportuno o meno condividere e cercando eventualmente anche il modo giusto per parlarne.

Diventare genitore apre la porta a tutte le domande importanti e pesanti dell’esistenza. Una porta dietro cui spesso c’è un abisso di paure rispetto a situazioni che non avevamo mai preso in considerazione e al non saperle gestire… figuriamoci a comunicarle ai nostri figli con un linguaggio sereno e costruttivo!

Due tra queste sono il rischio di morire noi come genitori, lasciando i nostri figli a cavarsela senza di noi prima di essere pronti a farlo, e il rischio che i nostri figli muoiano prima di noi per incidenti o fatalità.
La genitorialità ci fa assumere con la morte un rapporto che in nessuna delle fasi precedenti della nostra vita era così indirizzato verso il terrore, è evidente.

primo soccorso

La morte è spesso fatalità e imprevisto ma a volte può essere evitata, per esempio con una buona azione di soccorso immediato. Riconoscere un problema, sapere come agire, sapere a chi rivolgersi sono tutte cose che possono davvero contribuire a salvare la vita ad una persona. E se pensi che quella persona potresti essere tu, o tuo figlio, ecco che l’importanza di cose come questa ti appare improvvisamente chiarissima.
Spiegare ai bambini l’importanza di un pronto intervento in casi di arresto cardiaco o disostruzione, per esempio, può essere difficilissimo per un genitore, perché l’argomento si porta inevitabilmente dietro una grande quantità di emotività e paure inespresse… ma sarebbe importantissimo!

Forse è proprio per questa difficoltà da parte di noi genitori e per la delicatezza dell’argomento rispetto all’età dei nostri figli, che IRC ha realizzato una sorta di storia per bambini che affronti il difficile tema del primo soccorso.

Proprio la sensibilizzazione al primo soccorso è, infatti, uno dei punti fermi nella politica di IRC (Italian Resuscitation Council), un’associazione scientifica no profit nata con lo scopo di fare sia formazione che informazione relativamente al massaggio cardiaco, per evitare che l’arresto cardiaco abbia conseguenze fatali.

Sono stata loro ospite, recentemente, insieme ad altre blogger e ai loro figli, proprio per confrontarci e fare chiarezza sull’argomento. E mi sono resa conto che non avevo mai focalizzato su certe sfumature, oppure non mi ero mai posta le domande giuste, tipo…

c’è differenza tra arresto cardiaco e infarto?

L’arresto cardiaco, chiariamolo, diversamente dall’infarto, è un vero e proprio arresto dell’attività motoria del cuore, pertanto è improvviso e immediato e necessita di un’azione altrettanto tempestiva perché, al contrario dell’infarto, ha spessissimo conseguenze fatali. Le manovre di rianimazione cardiopolmonare sono importantissime e potrebbero teoricamente essere svolte da chiunque fosse presente in quel momento, se sapesse come intervenire. Si parla di circa il 70% di possibilità in più di sopravvivenza, direi che prestare soccorso diventa un vero imperativo sociale!

Attualmente solo una bassa percentuale di persone presenti ad un arresto cardiaco decide di intervenire: la paura di peggiorare la situazione o di non essere in grado, quando non proprio il panico, spesso impediscono la lucidità necessaria a saper affrontare l’emergenza. Un’emergenza che purtroppo si verifica fin troppo spesso: la quantità di persone, in Europa, che ogni giorno muore per questo motivo è più o meno l’equivalente di quella che morirebbe nello schianto tra due Jumbo Jet… messa così è impressionante no?

primo soccorso

Come si può intervenire, in questi casi?

La primissima cosa è stabilire se siamo in presenza di un arresto cardiaco: assenza di battito e di respiro sono i segni inequivocabili di un arresto del cuore. Il passaggio immediatamente seguente è chiamare i soccorsi, ma nel tempo che intercorrerà tra la chiamata e il loro effettivo arrivo si può intervenire con un massaggio cardiaco e, qualora ce ne fosse uno nelle vicinanze, con un defibrillatore, guidati dalle istruzioni del 118. Questo regalerà alla persona in arresto parecchie chances in più, come abbiamo visto.

primo soccorso

Ma l’arresto cardiaco a volte è addirittura l’esito di altri eventi, come nel caso dell’ostruzione delle vie aeree, vero e proprio terrore di ogni genitore.
L’ostruzione delle vie aeree, infatti, è più diffusa in ambito pediatrico, per evidenti motivi: da una parte il bambino non ha la coscienza del pericolo e dall’altra sicuramente, soprattutto nei primissimi anni di vita, la bocca è uno degli organi attraverso cui esplora il mondo.
A rifletterci su non dovrebbe stupire, ma quanti di noi avevano focalizzato sul fatto che un’ostruzione delle vie aeree ha come esito un arresto cardiaco nel giro di pochissimo tempo?

primo soccorso

Per imparare come agire in questi casi esistono dei corsi appositi, ovviamente, ma una cosa importantissima da fare è una sensibilizzazione riguardo all’argomento. Una sensibilizzazione che parta anche dai bambini, che li aiuti a comprendere, a saper affrontare un’emergenza da principio a livello emotivo, e crescendo anche dal punto di vista pratico. Proprio per questo i nostri figli, mentre noi approfondivamo la parte teorico-pratica del primo soccorso, erano “impegnati” ad affrontare lo stesso argomento sotto forma di fiaba, nell’ ambito decisamente ludico e meno “teorico” della App che IRC ha creato proprio per i bambini.

primo soccorso

Si può imparare come intervenire attraverso una App? Ovviamente no.
Un pic-nic… mozzafiato!, questa fiaba per bambini creata da IRC, si pone infatti un altro obiettivo: diffondere la cultura del primo soccorso a partire dai giovanissimi, con un linguaggio grafico ad hoc, per trasmettere l’importanza di una consequenzialità logica tra il problema (arresto cardiaco e/o ostruzione delle vie aeree) e l’intervento (massaggio, manovre di disostruzione).

primo soccorso

Disponibile sia su supporto cartaceo che, grazie alla collaborazione di Elastico, sotto forma di App gratuita sia per iOS che per Android, Un pic-nic…mozzafiato! affronta il tema del primo soccorso attraverso due eventi che coinvolgono gli animali in occasione del pic-nic di primavera: i piccoli scoiattoli hanno un’ostruzione delle vie aeree mettendo in bocca una nocciolina e l’orso ha invece un attacco cardiaco… saranno papà e mamma scoiattolo nel primo caso e l’amica volpe nel secondo, a prestare soccorso e salvare chi è difficoltà!

La versione su App ha subito, proprio negli ultimi giorni, un’implementazione nella parte multimediale: attraverso una parte di gioco, i bambini “mettono in pratica” sui personaggi della fiaba ciò che era stato fatto dai protagonisti in termini di primo soccorso, trasferendo un concetto solo visivo in un’azione, seppure svolta in un contesto ludico, pratica. I bambini presenti all’incontro hanno anche avuto il privilegio di poter trasferire ciò che avevano visto attraverso la fiaba in un gesto concreto di rianimazione sui manichini di primo soccorso, guadagnandosi perfino un attestato di rianimatore esperto (di orsi e scoiattoli! 😉 )

primo soccorso

Devo riconoscere che l’uso di questa App, sia nella parte narrativa che di gioco, non solo ha trasmesso ai miei figli il concetto dell’importanza di un’azione tempestiva di soccorso con facilità, ma ha anche permesso a noi genitori di affrontare i vari discorsi connessi con più tranquillità e senza ansia e in famiglia siamo stati felicissimi di averla scoperta, perché ci ha portato a maggiore consapevolezza rispetto a certi argomenti!
I Patati hanno anche deciso che porteranno a scuola la loro copia cartacea, che potete acquistare anche voi qui per parlarne con le maestre e i loro compagni (che, immagino, conoscendoli, poi sfideranno nella parte multimediale a casa!)

La coscienza dell’importanza del primo intervento è qualcosa che va condiviso e diffuso… se inizia da piccoli porterà ad una diversa coscienza sociale e civile. È un importante investimento per il futuro, e credo che, davvero, dovremmo farlo tutti!