Il tempo dell’attesa: portare il pancione

L’ultimo mese di gravidanza il tempo sembra liquido, a volte scorre via e non riusciamo ad arginarlo, altre rimane fermo, stagnante e incomprimibile, per alcune il mese si riduce a una manciata di giorni, altre invece (me compresa) si ritrovano a vivere un tempo dilatato in attesa della dilatazione.

Gli ultimi giorni ci si angoscia un po’ per tutto: il lavoro che dovrebbe andare in pausa e magari si complica; la valigia per l’ospedale che era pronta, ma poi mancava proprio la cosa più importante; le telefonate, che cominciano sempre con un: ”Allora? è nato/a?”… Tutto si ingigantisce e in particolare la pancia arriva al suo acme assumendo il ruolo di  pancione.

art 09_1Il pancione non è ancora un figlio “vero”, ma già si comporta in maniera relativamente autonoma e occupa spazi intorno a noi dove non credevamo di arrivare. Ci stacca dalle cose terrene, nel senso che ci permette di superare qualunque fila (dalla posta, al pagamento del ticket, al supermercato) e che ci impedisce di vedere come i nostri piedi si attaccano alla terra, al contempo però, ci rende talmente pesanti, da farci avvertire la forza di gravità come mai prima.

Alcuni punti della schiena vengono sollecitati specialmente e in alcuni casi sono accompagnati da fastidiosi dolori. Ci sono vari rimedi dall’acquagym allo yoga, io vi propongo di tirar fuori dalla confezione la fascia scelta per portare il bebè e mettersi all’opera con quella.

 

 

art 09_2La Scuola del portare ha elaborato alcune specifiche legature che consentono di contenere e “sollevare” il pancione creando attraverso nodi e intrecci della fascia dei punti di scarico del peso controllati e non dolorosi.

Bastano un paio di mosse et voilà: ci si ritrova avvolte in quel lungo drappo che ci appariva senza forma e si comincia a scoprirne la consistenza, la morbidezza, la tenuta.

La fascia va conosciuta anche prima che ci sia un bebè da metterci dentro perché presto diventerà una nostra estensione e in questo ultimo mese di gravidanza c’è il tempo e il modo di farci amicizia senza preoccupazioni legate a poppate e cambi.

Una fascia di tessuto rigido di 5 metri circa non è subito comoda da maneggiare, infatti, nella mia esperienza, le mamme che iniziano il percorso di consulenza dal pancione sono più sicure nel portare i loro piccoli dalla nascita, c’è chi rivende il trio acquistato e usa addirittura solo la fascia.

art 09_3La fascia può essere tenuta addosso per quanto tempo si desidera, la si può indossare in casa o per uscire ( i colori e tessuti sono davvero fashion), ci si può vestire sopra, usandola come un indumento intimo, oppure metterla sugli abiti.

Dopo il primo lavaggio, consiglio di non lavarla ( a meno di macchie specifiche) fino all’arrivo del bebè. In questo modo il tessuto prende l’odore della mamma, che tutti sanno essere il profumo preferito dei neonati.

Un discorso a parte per alcune fasce che a seguito di molti lavaggi diventano più lavorabili, è il  caso di quelle dalla grammatura più pesante, per le quali questo può essere il momento giusto per effettuare abbastanza lavaggi per portarle al grado di lavorabilità desiderato, che permetterà maggiore sicurezza all’arrivo del bebè.

Un grazie speciale alle consulenti della Scuola del portare per l’immagine allegata a questo articolo.

Lavoro come consulente a Roma e occasionalmente in Sicilia, quando torno a casa dalla mia famiglia.

I miei contatti sono:

Eliana Gitto @Eliana Gitto

tel. 328 9428293

email: bebe-a-porter@email.it

Sono nello staff dei consulenti di http://www.babyplanneritalia.it

Il sito web della scuola per trovare la consulente più vicina è: http://www.scuoladelportare.it/dove_siamo.aspx