Il tempo mensa alla scuola primaria

Speravo di non dover mai scrivere questo articolo, invece eccomi qui a smentire tutte le belle teorie educative che tanto amiamo sentire ed anche raccontare, sul tempo mensa alla scuola primaria….eheheh…l’incubo di ogni insegnante !
Come mai, vi chiederete voi ? Eppure nei consigli di classe non si fa altro che ricordare ai genitori increduli e distratti, l’importanza del momento mensa, ai fini della socializzazione fra alunni, dell’educazione alimentare, del favorire l’autonomia personale e tanti altri argomenti, preparati e infiocchettati di belle maniere, ma che non hanno niente a che vedere con la realtà attuale delle cose nella scuola primaria italiana.
Innanzitutto, per essere un momento educativo e socializzante, quantomeno si dovrebbe svolgere in un ambiente adatto che possa favorire appunto la possibilità di relazionarsi serenamente coi vicini di tavolo e con gli insegnanti. Invece in tutte le scuole in cui ho lavorato da vent’anni a questa parte, l’ambiente mensa era sempre un enorme seminterrato che raccoglieva 300-400 bambini urlanti nello stesso momento, ovviamente senza l’ombra di insonorizzazione…vi lascio immaginare lo stato in cui escono le maestre da quegli stanzoni, per non parlare di alcuni bambini più piccoli e più sensibili ai rumori !
In questo tipo di ambiente, potete capire che anche i più nobili intenti di noi insegnanti, vengono meno, infatti in quell’oretta in cui viene somministrato il pasto, le maestre smettono di essere maestre e magicamente si trasformano in creature multiformi, ovvero all’occorrenza gendarmi, cameriere e mamme contemporaneamente. Bisogna infatti prima di tutto evitare che i bambini giochino con posate, bicchieri e coltelli, che lancino il pane da un tavolo all’altro o che rovescino la caraffa piena d’acqua (…e già questa sembra sia un’impresa impossibile , ovviamente mentre si cerca di favorirne l’autonomia ); poi, a causa della mancanza di personale, bisogna improvvisarsi cameriere e servire le pietanze ai bambini, che nel frattempo stanno già approfittando della distrazione del gendarme-cameriera; per non parlare infine dell’opera di convincimento ( con metodi molto democratici del tipo “ chi non mangia, salta l’intervallo”) ad “assaggiare” almeno un pochino di tutto, verdura compresa e del tempo speso ad insegnar loro a tagliare e a sbucciare carne e frutta ( che poi sarebbe il compito della mamma ).
E tutto questo avviene in un clima di malcontento generale, poiché per evitare ulteriori guai, prima di recarsi nel locale mensa, ai bambini sono già stati assegnati i posti, sulla base dei desideri delle maestre, non certo di una libera scelta dell’alunno.
A questo punto si obietterà che almeno ogni bambino può contare sulla somministrazione di un pasto completo e nutriente, studiato a tavolino da esperti dietisti e nutrizionisti. Certamente, questo è vero, se non fosse però che dalla teoria del nutrizionista alla pratica del pasto, di solito ci sono cooperative che per rientrare nei loro costi di gestione, non garantiscono affatto la qualità del cibo e della sua preparazione. Non a caso infatti, ogni scuola cerca di rimediare a questo inconveniente, istituendo commissioni di genitori che si offrono per controllare che tutto corrisponda a determinati standard.
Ma noi non disperiamo, come di consueto, siamo abituati a vivere sulla nostra pelle le mancanze di tutti e dunque continuiamo a credere che in fondo, c’è del buono anche nel tempo mensa: non fosse altro che per imparare dai bambini la spontaneità dei desideri e dei gusti personali, l’entusiasmo di trascorrere del tempo “diverso” insieme in cui si è liberi di scherzare ( nei limiti della decenza ) e di conoscersi sotto un altro punto di vista, insegnar loro a comprendere che quando si è in tanti è molto importante collaborare, dare valore anche ai bisogni del corpo oltre che a quelli della mente e dulcis in fundo…coccolarseli un po’ ( che non fa mai male ! ).