Inizi in corso d’anno

Se c’è una cosa di cui sono convinta è che le famiglie devono essere protagoniste del progetto di un nido e di una scuola dell’infanzia. Questo è il pensiero che la nostra scuola ha deciso di sposare. Quella partecipazione auspicata la si realizza nel momento in cui una scuola oltre ad offrire un’opportunità educativa e di crescita, offre anche sostegno a famiglie che mai come oggi ne esplicitano l’esigenza e il bisogno. È vero, per funzionare bene una scuola ha bisogno di linee guida chiare e precise, di tempi e spazi consolidati e sempre previsti, ma alle volte la scuola stessa deve in primis farsi accogliente. E questo a maggior ragione di fronte ad esigenze di “inizi” in corso d’anno. I motivi sono svariati, da quelli lavorativi – mai come oggi le famiglie sono sottoposte a cambiamenti spesso obbligati e con poco preavviso che hanno poi ripercussioni sulla loro organizzazione familiare – a scelte più personali legate al particolare momento che la famiglia sta vivendo.

inizi in corso d'anno

Capita quindi che gennaio sia per i bambini un mese di ripresa, ma per alcuni un mese di inizio. L’emozione è tanta per queste famiglie perché nell’aria della scuola si avverte che tutto è già consolidato, si respirano bambini che sanno muoversi da soli in autonomia, che si sentono parte di quello spazio e lo agiscono da protagonisti. Credo che per queste famiglie allora sia importante uno sguardo che accoglie e rassicura, ma che allo stesso tempo non nasconda quanto sia complesso e delicato “entrare” in un gruppo di bambini che si è già formato, che ha già vissuto un tempo e uno spazio nel quale elaborare relazioni, conoscenze, consolidandosi nelle routine della giornata e nel gioco. Occorre perciò esserne consapevoli, ma non per questo scoraggiarsi, bensì avere fiducia. E soprattutto avere fiducia anche nelle risorse che sanno mettere in atto i bambini stessi. È vero, a volte si hanno reazioni di bambini che rifiutano il “nuovo arrivato”, lo guardano con distacco, lo ignorano; altre volte si hanno reazioni positive e accoglienti fin da subito. Ma queste sono le emozioni spontanee dei bambini e non vanno modificate o corrette, bensì accolte e rispettate.

Ci vuole tempo. E il tempo dei bambini non è il nostro tempo. Le cose poi avvengono, accadono. Le relazioni cominciano a ingranare giorno dopo giorno, in piccoli gesti quotidiani. Capita che arrivi una mattina diversa nella quale il nuovo arrivato o la nuova arrivata venga accolto/a proprio da quel bambino che all’inizio era stato così diffidente e che magari tenda la mano per invitare al gioco. Lì si realizza quell’atto di grande fiducia che si deve avere nei bambini e che ci ricorda che noi adulti non abbiamo la soluzione per tutto. Molto spesso la migliore strategia educativa che possiamo mettere in atto è saper attendere con fiducia.

Sara