Le Instamamme all’Instameet VolterraLive2014

Domenica 24 agosto abbiamo completato le gite fuori porta di questa traballante estate confermando che quando si muovono le Instamamme…
non piove! (come all’instawalk allo Zoom di Torino!)

L’occasione è stato l’emozionante instameet #volterralive14 organizzato dagli Instagramers, ed in particolare da @Igerstoscana e @Igerpisa, che hanno svolto un ottimo lavoro organizzativo con grande volontà e passione, con la piena collaborazione dell’amministrazione locale.

La giornata è iniziata con quella forte commozione che riempie gli incontri tanto attesi. Non mi sembrava vero di poter abbracciare le nostre Francesca @cescar76_instamamme e Marzia @dexterina_instamamme che ormai da più di un anno sono entrate nella mia vita come amiche e confidenti ma con le quali fino a ieri avevo solo comunicato virtualmente.

Grazie per avermi confermato tutto la genuinità e la simpatia che mi avete da subito trasmesso!

Ma le forti emozioni erano appena iniziate!

Infatti la prima tappa del tour è stata una visita guidata all’ex ospedale psichiatrico di Volterra.

  ex manicomio Volterra   ex manicomio Volterra

Diversi edifici severi dai grandi finestroni sbarrati dai quali l’aria penetrava a fatica che portano il nome di famosi psichiatri. Noi partiamo dal Livi, il reparto riservato alle donne, è vietato entrare in questa come in tutti le altre strutture per motivi di sicurezza.
Poi cominciamo a salire alla scoperta dello Charcot, del Marigliano e infine del Ferri, l’istituto giudiziario, limbo tra carcere e manicomio. Tutto ciò che resta risulta inglobato in una vegetazione gelosa dei suoi tesori.

Difficile anche solo immaginare la vita in quei luoghi e in quegli anni (un arco di tempo lungo una sessantina d’anni a partire dai primi del novecento) in cui in una struttura del genere era facile entrarvi (anche per una depressione post partum!) e impossibile uscirne, in cui malattie e incomprensioni diverse dovevano imparare a convivere, in cui i rapporti tra infermieri e malati, tra città e manicomio erano indissolubilmente intrecciati: gli “sconsegnati” (i detenuti che potevano uscire) lavoravano per Volterra e la città ricambiava.

ex manicomio Volterra ex manicomio Volterra ex manicomio Volterra ex manicomio Volterra

Il lavoro, ripagato con una moneta coniata appositamente per loro, restituiva ai malati, che con il ricovero perdevano anche i diritti civili, la speranza di tornare ad essere persone.

Città e manicomio erano quindi due comunità capaci di creare una insolita simbiosi destinata a soccombere alla legge Basaglia ma soprattutto alla mancanza di fondi.

 

Moltissimi sono ancora legati affettivamente all’ex ospedale psichiatrico perchè ci hanno lavorato loro stessi o un loro caro.

Luoghi testimoni di ogni forma di abbandono e miseria ma anche del bisogno irrefrenabile di raccontare una storia anche a costo di inciderla con una fibbia lungo metri di muro come nel caso di Oreste Ferdinando Nannetti simbolo del manicomio di Volterra.

Abbiamo avuto il privilegio di provare amicizia e condivisione in luoghi dove si lottava contro incomprensione e isolamento. Un contrasto forte e coinvolgente.

È stata anche l’occasione per sostenere nel nostro piccolo (eravamo però 120!) chi si adopera per restituirci un pezzo di storia importante per Volterra ma anche per chi crede che sofferenza ed impegno meritino dignità e memoria (Onlus Inclusione Graffio e Parola).

L’instameet si è poi concluso in città dove siamo stati coinvolti in una rievocazione storica in piena regola con tanto di pranzo medioevale, maestri falconieri, danze e cortei.
Tutto questo ha portato il nostro fugace viaggio nel tempo in un passato antico ricchissimo di tradizioni e di storia di cui spesso purtroppo non riusciamo ad essere i degni custodi.

rievocazione medievale Volterra  rievocazione medievale Volterra  rievocazione medievale Volterra  rievocazione medievale Volterra