Instapapà 2 – il diabolico farmacista

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La minaccia non è solo dietro le spalle ma anche il mondo esterno, crudelmente, si approfitta di te.

Altro esempio, vai in farmacia perché hai bisogno di un ciuccio e di una cremina per il delicatissimo sedere del frutto dei tuoi lombi, il farmacista ti vede entrare, capisce tutto (perché il farmacista è un professionista al soldo di lucifero e come tale sa tutto) e, SENZA CHE TU GLI ABBIA DETTO NIENTE, sorride sardonico e tira fuori la calcolatrice. Tu gli chiedi quello che ti serve e lui comincia: abbiamo i ciucci normali e quelli extra quale vuole? Attimo di suspance.

In realtà in quel momento ti potresti ancora salvare, leggende vogliono che padri leggendari a quel punto abbiano avuto la presenza di spirito di rispodere che era tutto uno scherzo e chiedere una scatola di pastiglie Valda, ma parliamoci chiaro, sono solo leggende. Tu in effetti subodori il pericolo, e prendi una posizione che ti pare quantomeno innocua chiedendo “e che differenza c’è?“ ma appena pronunciate le parole capisci di essere fottuto, il farmacista trionfante ti spiega che solo i ciucci extra garantiscono una corretta ciucciata, che apportano immensi benefici all’autostima del bambino, che prevengono la scrofola e le malattie veneree, e che sono utilissimi contro il raffreddore, naturalmente in combo con un aerosol di ultima generazione che solo per caso ha lì in offerta, che faranno dormire meglio il tuo bambino, amplificando a dismisura l’effetto già straordinario della casina delle api che può fornirti con un modico sovrapprezzo e così via.

Soprassediamo sui connessi della cremina (al piombo o al triossido ipoglicenato di wolframio signore?). A quel punto anche i più sprovveduti subodorano la tremenda inculata e quindi tenti un timido “beh e quelli normali invece…” e a quel punto scoppia il finimondo. Il farmacista che fino a quel momento ti teneva a braccetto come se ti conoscesse da una vita si stacca da te con violenza, torna di corsa dietro il bancone e risponde gridando “quelli normali sono là!” una cliente di una certa età con addosso una stola di zibellino siberiano ti guarda come se fossi un cane che gli ha appena cagato sul tappeto del salotto buono, un agente prezzolato dalla farmacia mormora “anch’io una volta ho preso i ciucci normali e adesso mio figlio vive in un polmone d’acciaio” e tutti ti guardano male, malissimo, la pressione sale e tu…. tu compri tutto l’orrendo pacchetto regalo.

Seicentoquindici euro per un bancale e mezzo di ammennicoli vari, esci dalla farmacia con la morte nel cuore, sai che dovrai fare un mese di straordinario per pagare tutto e come un macigno ti cade addosso la consapevolezza di aver fatto un’enorme puttanata … perché sei venuto in motorino e non sai dove mettere tutta quella roba.

A quel punto sei un uomo finito, butti via tutto (i meno saldi di carattere anche il ciuccio e la cremina) e prendi la strada dell’osteria.