Instavista a @chiarainpentola

Questo mese, come sapete, il nostro filo rosso è il food 🙂
E parlando di food, chi potevamo intervistare se non la famosissima Chiara Maci?
Simpatica, alla mano, disponibile e omjestamente bravissima, il suo profilo instagram, @chiarainpentola, è tra i più seguiti in ambito food, ricco di spunti e di bella atmosfera.
Conosciamola meglio attraverso le nostre domande!

 

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Sei cresciuta in un ambiente fatto di attenzione per la qualità e la bontà del cibo e del vino: quanto questo ha condizionato le tue scelte? Il tuo è stato un cammino “obbligato” o una scelta maturata giorno per giorno?

Sicuramente la famiglia ha contribuito fortemente alla passione e al gusto nello scegliere i giusti prodotti, i cibi corretti e i ristoranti migliori. Quando però la passione è diventata, per scelta personale, un lavoro, si è creato un po’ di scompiglio in famiglia. Perché se da un lato essere sommelier era stata una scelta quasi obbligata (lo siamo tutti in famiglia e mia madre è docente di sommelier), quella del cucinare è stata una conseguenza di una passione e come ogni passione…non si sapeva bene che conseguenze avrebbe riservato.


Il cibo è vita, calore, famiglia. Quanto secondo te è importante mantenere le proprie origini e tradizioni in termini culinari?

Per me è fondamentale. Credo valga per un cuoco, cosi come per una persona che cucina per passione. Mantenere la propria tradizione vuol dire raccontare la propria storia, vuol dire non confondersi ma soprattutto mantenere una propria identità.


La cucina, secondo te, è più gioco e sperimentazione o professionalità e ricette? È un mondo da grandi chef o da mamme e papà con le mani sporche di farina?

E’ entrambe le cose. E’ gioco e sperimentazione per chi nella vita ha scelto di dedicarsi al altro, ma è ovviamente professionalità e tecnica per chi della cucina ne ha fatto un mestiere.


Hai una bimba piccola: come concili i tuoi impegni in cucina e per il mondo col tuo essere mamma?

E’ difficile perché qui a Milano non ho nessuno della mia famiglia, ma ci riesco bene con l’aiuto di una tata super fidata e con l’incastro di lavori e viaggi dove Bianca può essere presente con me.


Cerchi di coinvolgere Bianca, per quanto sia possibile ovviamente, in quello che prepari o per ora la tieni ancora fuori dalla cucina? Vorresti che seguisse le tue orme?

Bianca vive in cucina con me! Sempre, da quando era piccolissima…All’inizio annusava gli ingredienti, ora gioca e assaggia quello che preparo in modo da conoscere tutto, in modo divertente e senza pressioni.

 

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Instagram è il primo social fotografico e moltissimi scatti sono dedicati proprio al cibo: questo dà più visibilità a chi si occupa, professionalmente o meno, di cucina e permette di creare vere e proprie community a tema. Che ne pensi di questo mondo culinario basato sulle immagini? È una buona opportunità o un’esperienza limitata?

Il cibo si comunica meglio con le immagini che con le parole, ahimè. Un po’ mi dispiace, io sono una che ama le parole, la scrittura, ma allo stesso tempo ci sono cose che vanno viste per creare successive sensazioni. E Instagram in questo è sicuramente il mio social preferito.


La rete, con i siti e i blog prima e con i social poi, ha permesso a tantissimi utenti di confrontarsi e mettersi alla prova in svariati ambiti, compreso ovviamente quello della cucina. La tua esperienza in questo campo è maturata giorno per giorno con un contatto reale con le persone, per poi allargarsi al grande schermo e tornare ad un rapporto virtuale attraverso i social, dove comunque chi ti segue ha un nome che lo identifica e non è il telespettatore X. Come hai vissuto e vivi tutto questo?

Io amo il rapporto con la gente, motivo per cui adoro viaggiare, fare showcooking in giro per l’Italia e rispondere alle persone faccia a faccia. Non sono mai stata una grande appassionata di televisione, pur consapevole della forza che ancora oggi riesce ad avere sugli spettatori. I social in questo si inseriscono alla perfezione perché sono una giusta via di mezzo per comunicare rimanendo raggiungibili e soprattutto creando interazione con le persone. Per me questo è fondamentale.