Instavista a @MammaImperfetta!

Silvia è una blogger di successo, una giornalista in gamba, una donna bellissima con una bellissima famiglia, una grande sportiva e ha pure una galleria Instagram fantastica.

A dispetto di tutto quanto elencato sopra, lei è nota nel web come MammaImperfetta ed è stata una delle prime mamme digitali ad affermare il diritto all’imperfezione materna.

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Abbiamo deciso di conoscerla meglio insieme a voi e questa è la bellissima chiaccherata che abbiamo fatto con lei:

Silvia, il tuo nickname, mamma imperfetta, suona come un diritto ad essere una mamma comune, con gli errori e le vittorie quotidiani, nella realtà che tipo di mamma imperfetta sei?

Il mio nick ormai ha stufato. Ma ne rivendico la lungimiranza 😉
Tra il 2007 e il 2008 era un aspetto della maternità ancora da sdoganare. Così tanto da sdoganare che ho deciso di crearci un blog.
Fino ad allora l’approccio alla maternità era un po’ costruito sulla teoria e questo era fonte continua di l’inadeguatezza per le mamme che per la prima volta si trovavano alle prese con un neonato, magari problematico.
Queste donne, scollate dal nucleo famigliare che una volta costituiva la rete su cui posare la stanchezza e i dubbi,
si trovavano spiazzate perché, appunto, si percepivano imperfette, inadeguate, difettose o, semplicemente, insofferenti e stanche. Non erano, anzi, non eravamo, in grado di perdonarci nulla.

Il messaggio, che da anni, io, ma non solo io, stiamo tentando di trasmettere sui vari blog (chi in un modo chi un un altro) è che si è ottime madri anche se a tratti si mal sopportano i figli, anche se ci si sente stanche, anche se li si lascia una notte a dormire dai nonni, anche se si esce a prendere un aperitivo con le amiche, anche se non si ha pazienza.

Si è ottime madri “anche se”.

Uno scollamento tra “mamma ideale” e “mamma reale” dovuto anche al fatto che nei secoli si è passati da una rete familiare che garantiva serenità e appartenenza comunitaria a un tipo di famiglia mononucleare, in cui la donna si trova priva di conoscienza ed esperienza tramandata, quindi fragile.

Qui si è inserita la rete, prima con i forum e poi con i blog, colmando questo vuoto e adattandosi ai tempi frenetici che spesso non lasciano alle madri (e ai padri) alcun tempo per comunicare tra loro.

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Per aggregazione spontanea (come le Instamamme!!!) è nato anni fa l’hashtag #runningformommies, da cui poi hai creato una pagina Facebook. Avresti mai pensato che un semplice hashtag avrebbe portato alla conoscenza personale e alla condivisione di esperienze personali, o è stata una (bella) sorpresa?
#runningformommies è un gruppo Facebook di mamme appassionate di corsa. L’ho aperto più di tre anni fa, ma gli ho dato gambe in questi ultimi due anni e mezzo. Non è un gruppo sportivo, né competitivo. C’è chi fa semplicemente jogging (vale a dire che corre lentamente per tenersi in forma) e ci sono atlete tesserate.
C’è chi ha bimbi piccoli e ha fatto della corsa una terapia quotidiana di piccola evasione dalla routine.
C’è chi corre 20 km quasi ogni giorno, chi suda e fatica per racimolare tempo ed energia per farne 3.
Per alcune è diventato uno stile di vita: c’è chi ha perso 40 kg anche grazie alla corsa. Io stessa, grazie alla corsa ho smesso di fumare ormai 6 mesi fa.
Nessuno avrebbe scommesso che più di 1.000 donne riuscissireo a stare insieme senza litigare/discutere eccessivamente.
Invece lì è così. Pochissimi i momenti di tensione in tanti anni.
E’ un circolo virtuoso questo gruppo: da qui sono nate amicizie, corse condivise, staffette, progetti.

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Tra il tuo blog, i profili instagram e twitter e il gruppo Fb, quanto i social hanno cambiato la tua quotidianità di mamma? Quanto aiutano e quanto, eventualmente, distraggono?

I social sono per me essenzialmente lavoro e personal branding. Li uso da sempre. Ma da quando sono diventati parte del mio lavoro cerco di farlo sempre con coscienza. Quasi sempre, perchè poi, essendo ormai luoghi antropologici (e non un mondo a parte) così come accade nella vita reale, c’è un tempo per ridere e un tempo per ragionare.
Più che me stessa, ora, mi sto ponendo il problema dei miei figli. Matteo ha 10 anni e i suoi amici hanno mail, facebook e profili instagram. Urge una riflessione e un ragionamento con loro che sparga consapevolezza digitale.

Hai aperto il blog nel 2008 con l’intento di creare un posto virtuale in cui offrire le risposte e il confronto di cui avresti avuto bisogno tu, alle prese con l’esperienza della maternità. Il blog è ancora questo, per te, o ha acquisito significati nuovi?

Esatto. Ho creato quello che avrei voluto trovare io quando avevo i bambini piccoli e quella stanchezza immane carica di sensi di colpa che tutte le mamme conoscono molto bene. Non l’ho trovato. E così lo ho creato.
Ora che i bambini sono cresciuti, il blog si è trasformato. I racconti di vita quotidiana si sono diradati, lasciando spazio a riflessioni che spesso trascendono i bambini. Sempre più importanza ha assunto negli anni la parte informativa di articoli specializzati sui diversi aspetti di gravidanza e maternità, anche grazie all’aiuto prezioso dei 13 specialisti che collaborano con me.

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Con la crescita dei tuoi figli il tuo blog si è arricchito di contenuti dedicati a una fascia d’età più alta. I blog che affrontano questo tema sono pochi, ma veramente ad un certo punto si trova il famoso libretto di istruzioni, oppure le mamme con figli più grandi condividono meno.

Si come dicevo, il blog è cresciuto con i miei bambini. Adesso hanno 10 e 8 anni e i problemi che si pongono sono completamente differenti. Scuola, educazione digitale, affettività, relazioni.

Per tutte le mamme che vorrebbero tanto iniziare a correre ma pensano di non avere tempo, dove trovare la motivazione?

La prima cosa da dire è che il tempo è una scusa. Anche io dicevo così, l’ho detto per 37 anni. Nel gruppo ci sono mamme che escono alle 5.30, corrono un’ora, poi tornano, preparano i figli per la scuola e iniziano la giornata.

Come la iniziano? E’ sul “come” che va trovata la motivazione. Ma non si può spiegare. Provate e…raccontatemi!

 

Potete seguire Silvia nel suo blog, su Facebook e ovviamente su Instagram.

Se invece volete iniziare a correre qui c’è un gruppo stupendo di donne e mamme pronte a correre virtualmente con voi.