Instavista a Stailuan

L’intervista del mese a @stailuan, grafico freelance, graffiti-writer e street-artist. Autore del libro “Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche”

Questo mese siamo liete di presentarvi il profilo di Andrea Antoni aka stailuan.

La gallery di Andrea è il connubio perfetto di simmetria e colore. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e siamo rimaste  colpite dalla sua gentilezza e disponibilità, oltre che dalle sue risposte.

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Andrea se dovessi spiegare ad una persona “anziana” che lavoro fai, cosa diresti? 

Sono un grafico che lavora a partita iva e che oltre a realizzare loghi, campagne pubblicitarie e cose del genere dipinge anche graffiti su parete. Che poi in realtà sono diventato un grafico perché volevo pubblicizzare le mie attività artistiche, da qui il mio interesse ai primordiali siti web realizzati (parliamo del 1998) e la nascita della passione per la grafica. Per lo stesso motivo ho cercato di parlare di me su tutti i social network possibili e sono arrivato al punto tale che hanno iniziato a chiedermi di insegnare agli altri ad utilizzarli: ecco quindi il mio libro “Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche” (Flaccovio editore) e le docenze di corsi più o meno strutturati sulle materie relative la grafica e Instagram in particolare.

 

Puoi raccontarci come e quando sei approdato su Instagram?

Ho iniziato a utilizzare Instagram relativamente tardi: circa 9-10 mesi dopo il suo rilascio. Il problema principale è che, sembra strano, ma non avevo ancora uno smartphone. Inizialmente comprai un tablet e ci installai instagram dopo enormi insistenze del mio amico @zagher, però il tutto era molto complesso. Le foto realizzate tramite tablet erano di qualità scadente, quelle realizzate tramite la fotocamera digitale dovevano essere prima riversate nel computer e poi caricate sul tablet per poter essere condivise: insomma il tutto era molto poco insta. Addirittura partecipai al mio primo instameet senza avere uno smartphone: cose che a pensarci adesso sembrano veramente utopia.
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Quando è nata in te la consapevolezza delle grandi potenzialità di questo social network?

So di essere un poco spocchioso, ma prima di credere nelle potenzialità di un social io credo nelle mie: di conseguenza io mi iscrivo di default un poco a tutto e spingo le cose che faccio. Poi ci sono social che funzionano e iniziano ad essere usati da tutti (come Instagram), social in cui non ottengo feedback neanche se piango e piattaforme in cui riesco ad avere grande seguito.
Di Instagram mi appassionò il circuito legato agli instagramers e, perché no, il fatto che giravano un sacco per l’Italia (e non) ai più svariati eventi. Chiesi di entrare in @igersFVG e (purtroppo per loro 😀 ) mi accettarono, divenni local manager del Friuli Venezia Giulia, poi ne diventai il Regional Manager e quindi diedi le dimissioni: una splendida parabola condita anche dal libro che mi venne chiesto di scrivere e dall’essere finito due volte tra i suggeriti. Quindi parlando con grande onestà, più che essere ammaliato dalle potenzialità che questo social offre posso dire di essere rimasto ammaliato dal ritorno che mi ha dato.
 

Cosa ne pensi delle novità di Instagram dell’ultimo anno? ( foto rettangolari, pubblicità, nuovo algoritmo del feed…)

Le novità sono sempre difficili da digerire: si passa dal rifiuto assoluto, alla sopportazione, alla triste accettazione fino all’esaltazione. Non ho mai sentito il bisogno di un formato diverso da quello quadrato perché non sono un fotografo, bensì sono nato come Instagramer, di conseguenza non l’ho mai avvertito come un vincolo o qualcosa di diverso: era semplicemente il campo da gioco. Un calciatore ha mai sentito bisogno di un campo triangolare? Credo di no. Uguale io con Instagram. Detto questo, in effetti, il formato rettangolare introduce interessanti approcci nella composizione.
La pubblicità, come sempre, rompe le scatole. Che sia televisione, carta stampata o social network, non amo vederla. Per alcuni mesi ho attuato la tattica del segnalare come “indesiderate” TUTTE le ADS che mi venivano proposte, e la tattica funzionava: riuscivo ad avere giornate prive di pubblicità. Essendo diventata questa la mia principale attività su Instagram mi sono adeguato passando alla fase della triste accettazione.
Che la situazione sia migliore o peggiore rispetto al passato non lo saprei dire, è sicuramente diversa e bisogna adeguarsi sempre alle innovazioni. Magari prima degli altri. Altrimenti meglio mollare tutto.
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Escludendo Instagram, qual’è il tuo social network preferito al momento?

Per anni mi sono riconosciuto in Twitter ora invece, mi sembra incredibile scriverlo, devo dire di amare Facebook. O almeno di saperlo utilizzare abbastanza bene per riuscire a promuovere le mie attività a un pubblico piuttosto nutrito. Amo la necessità di sinteti che sta alla base di twitter, ma serve una presenza veramente troppo massiccia per poter essere visibili in uno stream che più che un fiume in piena ormai è uno tsunami di aggiornamenti continui. Facebook mi permette di scrivere pensieri leggermente più lunghi, pubblicarli nei momenti della giornata più idonei e sviluppare il dialogo con chi mi segue in relativa calma. Poi per quel che riguarda la mia piccola esperienza personale è anche la piattaforma in cui le ADV portano a migliori risultati, ma magari è perché nelle altre piattaforme sbaglio qualcosa.

 

Quali sono secondo te i requisiti fondamentali per avere successo su IG?

Dipende. Avere successo su Instagram se si è nulli nella vita è abbastanza inutile. Ci sono tantissimi profili perfetti, costruiti copiando tendenze e tipologie di scatto degli instagramer più famosi, che ottengono migliaia di like e follower. Ma se questo engagement non si converte in qualcosa di concreto ritengo che sia simile a vincere ogni giorno al monopoli. Che poi dà soddisfazione eh, ma è come farsi fare continuamente “pat-pat” sulla spalla. Diciamo che se sei una persona attraente e ami mercificare il tuo corpo tramite le immagini, con Instagram potrai ottenere rapidamente consensi: poi magari ti verranno anche regalati gadget strepitosi come orologi, calzini, scarpe e occhiali e ti sentirai veramente cool. E dopo? Boh.
Credo sia necessario essere se stessi, nel bene e nel male, a costo di farsi dei nemici che (a mio avviso) è molto più bello che attorniarsi dai falsi amici.
Per il resto le tattiche sono sempre quelle che leggete su tutti i post in materia: creare un progetto fotografico concreto, aggiornare con costanza e con tempistiche non troppo ravvicinate, cercare uno stile il più possibile personale, rispondere alle persone che ti commentano perché Instagram è un social network e non un semplice sito vetrina. E poi – esagero – (tenendo presente che è illegale) potete anche pensare di utilizzare i bot che tutti vi dicono essere il male, ma a allo stesso tempo quasi tutti usano 😀
Comunque vada sarà un successo: alla fine si parla di condividere foto in bassa risoluzione e scambiarsi cuoricini in modo ossessivo, mica di cose serie come crescere un figlio 🙂

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5 Igers che ammiri e consiglieresti di seguire

Sarò banale ma per me il buon @osnuflaz che gira il mondo fotografando il suo t-rex giocattolo nelle situazioni più assurde, non passa mai di moda.
Amo particolarmente il profilo di @anthony_walsh_ che gira il mondo surfando e, purtroppo per lui, ha avuto la sfortuna di cercare di insegnarlo anche a me in quel di Biarritz.
Trovo spettacolare il profilo di @kidvikk nell’approccio, nella composizione e nell’idea semplice (dopo che qualcuno ci è arrivato risulta sempre semplice) ma funzionale del suo progetto che decontesualizza ed emoziona.
Se vi piacciono fotografie di architetture e in particolare di scale di tutte le forme ed i colori, la galleria di @crisgravin è sicuramente il posto che fa per voi.
Infine chiudo con @night.crawlers e le sue foto notturne create tramite GoPro e bellissimi giochi di luce.

 

 

Se volete conoscere meglio Andrea Antoni potete trovarlo qui:
Instagram: https://www.instagram.com/stailuan/
Sito: http://www.andreaantoni.it/