Instavista a un papà blogger : Francesco Uccello

Oggi vorrei presentarvi, se non lo conoscete già, uno papà blogger che seguo con piacere da diverso tempo sia nel web che su Instagram. Lui  è Francesco, il suo blog si chiama Mo te lo spiego a papà, ha due splendidi bambini e una moglie che adora, nella vita reale fa l’educatore e da poco ha pubblicato per la TEA un libro dove ci racconta con ironia la sua esperienza di genitore.

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Francesco come è nata l’esigenza di raccontare la tua esperienza di padre e condividerla nel web?

L’esperienza con i figli, in alcuni momenti, è esilarante e sentivo forte l’esigenza di condividerla con qualcuno. Succedevano delle cose a casa che mi ispiravano racconti, battute di scherzo e non potevo non raccontarle. Non potendo chiamare al telefono gli amici ogni giorno per raccontare quello che era accaduto ho pensato che la forma a me più congeniale fosse il web e in particolare il blog. Mi è sempre piaciuto raccontare le cose a modo mio. Lo facevo anche sul lavoro scrivendo racconti di quello che accadeva.

Quali pensi possano essere le potenzialità della rete per i genitori 2.0?

La rete ti permette in maniera immediata di confrontarti con chi ha le stesse tue difficoltà. Ci trovi gruppi di interesse, siti di informazioni di ogni tipo e consulenti di ogni genere. La cosa difficile è la ricerca. Ogni bambino è diverso e ogni approccio va misurato tenendo presenti diversi fattori. La rete consiglia, ma attenzione a cercare la ricetta giusta perché non esiste. Quando sei all’inizio dell’esperienza di genitore vorresti che ti dicessero come fare e c’è il rischio di seguire consigli e metodi che poi non riesci ad applicare aumentando ancora di più le tue frustrazioni.  Viva i genitori 2.0, ma viva soprattutto i due genitori punto e basta.

Tu sei un papà molto attento al dialogo con i propri figli, è davvero questa la chiave per essere un buon genitore?

Per fare il genitore ci vuole un mazzo di chiavi. Direi che è il caso di pensare a San Pietro che gira il Paradiso con il suo mazzo per aprire le tante porte. I nostri figli sono il Paradiso ( a volte anche l’Inferno direi), ma aprire quelle porte non è mai facile. A volte serve dialogo, a volte serve un NO, a volte serve la cura e a volte serve un po’ di fortuna.

Cosa ne pensa la tua famiglia del tuo lavoro di blogger? E come riesci a conciliare lavoro, famiglia e web?

La rete ti porta via molto tempo sia per la scrittura del blog, sia per animare la parte social. I bambini sono contenti quando gli dico che sto scrivendo delle storie in cui loro sono i protagonisti, mentre mia moglie (MPS) crede fortemente in me anche se la sera la lascio spesso da sola sul divano mentre io scrivo. Il vantaggio della rete è che puoi postare una foto, un link o un pensiero in qualsiasi luogo o momento, ma sicuramente ti distrae da quello che stai facendo. Bisogna alternare ed equilibrare. Non è facile, ma in questa sfida so che mia moglie è la mia prima fan e vederla rileggere il libro di Mo te lo spiego a papà ogni quindici giorni è una gioia grandissima. Ah sì perché non ve l’ho detto, ma dal blog ne è uscito anche un libro omonimo edito da TEA dove potete leggere il racconto di un papà alle prese con i figli, con i dubbi e con l’amore.

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