Istinto materno e genitorialità

Nell’essere umano istinto materno e genitorialità convivono nell’esperienza quotidiana, legandosi addirittura ad una sorta di “sesto senso” che ci porta a capire se e quando i nostri figli hanno bisogno di noi

Mi piace pensare che l’istinto materno e genitorialità siano connaturati in tutto il mondo animale, di cui anche noi “umani” facciamo parte: è semplice rifarsi a quello che prova ogni mamma dal momento in cui si rende conto di avere un’altra vita dentro di sé.

È qualcosa che sfugge ad ogni tentativo di darne una definizione, è troppo complesso per poterlo circoscrivere: è nello stesso tempo amore, comprensione, ansia, a volte anche dolore, dubbio di sbagliare e chissà quante altre cose ancora.

Spesso mi è capitato di sentire delle mamme che si sentivano in colpa perché erano convinte di non averne ma non è vero: proprio perché è un istinto, in quanto tale è irrazionale, non quantificabile nel tempo e nello spazio.
Non si può dire, almeno per la mia esperienza personale, quando e dove si manifesta: solo a posteriori ci accorgiamo di aver agito per il bene dei nostri figli, anche se abbiamo fatto delle scelte che andavano contro un modello comune di comportamento; ci sentiamo spinti ad agire in modo diverso proprio perché “istintivamente” percepiamo che quello è il modo giusto.

Non so quante di voi abbiano notato un parallelismo tra l’istinto materno e il cosiddetto “sesto senso”, ma per me sono spesso strettamente collegati: non vi è mai capitato di sentirvi “strane”, non sapete neanche voi come, però c’è qualcosa che vi disturba senza sapere cos’è?

Un esempio fra tanti: una volta mi è capitato, mentre ero in macchina, di sentirmi così ed ho provato un improvviso desiderio di telefonare a Francesca che era in vacanza. All’improvviso ho visto una moto tagliarmi la strada: ovviamente ho frenato ma la strada era deserta!
Due ore dopo mi ha telefonato Francesca per dirmi che avevano avuto un incidente con la moto ma, per fortuna, ecchimosi e graffi a parte, i danni erano stati pochi!

L’istinto materno sicuramente si sviluppa in modo più cosciente e consapevole quando uno dei nostri figli ha problemi piuttosto gravi, come nel caso di Alessandra, la mia piccola trentaseienne che ha le capacità intellettive di un bimbo di due o tre anni.
In questi casi è indispensabile il nostro aiuto perché dobbiamo sostituirci a loro stessi, cercare di immedesimarci in loro e soltanto il nostro istinto materno può aiutarci: non sempre ci si riesce ma, quando vediamo la gioia nei loro occhi, capiamo di avere rispettato i desideri e le aspettative che non possono essere espressi a livello cosciente.
È difficile, faticoso e a volte frustrante ma estremamente gratificante!