Istinto materno e medicina: qual è il limite da non superare?

L’istinto materno è il miglior alleato del pediatra, ma non può fare a meno di lui, nemmeno se “ci si informa”. In rete è facile cadere nelle trappole delle teorie pseudo scientifiche che si guadagnano attenzione facendo leva sull’emotività.

L’istinto materno può essere il migliore alleato di un medico che lavori al benessere di un bambino, ma può anche essere il suo peggior nemico.

Viviamo in un mondo in cui le informazioni su qualsiasi argomento sono facilmente reperibili on-line. Tuttavia tutta questa mole di informazione non è altrettanto facilmente interpretabile.

Una mamma ha a disposizione una quantità incredibile di informazioni su Internet, ma non sempre ha gli strumenti per interpretare quello che legge per ciò che significa veramente. La medicina è una materia complessa per gli stessi professionisti e non è una scienza esatta: per questo è necessario affrontarla con coerenza, correttezza, rigore scientifico e soprattutto esperienza clinica.

Bisogna anche aggiungere che i messaggi che arrivano dal mondo non scientifico sono più facili da capire, più immediati, e per questo più pericolosi in quanto privi di alcun riscontro e fondamento scientifico a fronte di una capacità di sortire reazioni emotive molto forti.

Un esempio eclatante è quello della diffidenza che si è diffusa negli ultimi anni nei confronti dei vaccini. Dire che “il vaccino può far male” ha la capacità di attirare molto l’attenzione perché genera un grande impatto emotivo (il pericolo), mentre invece, in assenza di una memoria o di un’esperienza del pericolo rappresentato da certe malattie che da solo basterebbe a convincere chiunque (un po’ come la frase “il vaccino fa male”), spiegare approfonditamente le ragioni per cui il vaccino andrebbe fatto ha molto meno impatto e richiede tempo e pazienza in chi legge.

Ma anche al netto di internet, una mamma può essere per natura eccessivamente apprensiva ma anche sottovalutare un pericolo. Per esempio l’esigenza di legare il bambino al seggiolino in auto non sempre viene percepita dalla mamma in maniera corretta. È lo stesso discorso fatto qui sopra: in assenza di una percezione concreta di pericolo legata ad un’esperienza personale (ad esempio il fatto di avere avuto un incidente in passato o di averne avuto una testimonianza diretta), una mamma può cedere più facilmente ai capricci del bimbo che rivendica la propria libertà.

La mamma riveste una funzione fondamentale ma ausiliaria al lavoro del medico o dell’esperto.

La mamma dovrebbe essere il corrispondente del medico al servizio del bambino. Nessuno come la mamma, infatti, conosce il proprio bimbo e se correttamente guidata, può riferire tutto ciò che solo lei sa del suo bambino al medico, suo punto di riferimento e titolare del trattamento sanitario. In questo modo entrambi collaborare per il bene del bambino e prendere le decisioni cliniche più corrette.

L’istinto materno ha un ruolo importante, ma altrettanto importante è che questo intuito venga supportato da una metodologia scientifica e dall’esperienza clinica.

Dott.ssa Ombretta Papa