Italia-Svezia: creatività a confronto

Questo mese sarebbe un piacere se ci parlassi della tua esperienza da imprenditrice e dell’importanza dell’originalità in questo tuo percorso creativo e professionale… che ne dici?
Ho sempre trovato le persone che creano qualcosa molto affascinanti e ho spesso voluto provarci pure io.

A 14 anni io e la mia amica eravamo molto appassionate di ballo, un interesse molto frequente tra le ragazzine. Abbiamo pensato come primo “mini progetto imprenditoriale” di offrire dei corsi per i bambini. L’insegnante di ginnastica ci ha permesso di utilizzare la palestra 1-2 giorni alla settimane e alla fine i bambini partecipanti erano 40.

Non abbiamo ovviamente fatto un grande incasso, ma è stata la prima esperienza che richiedeva responsabilità e creatività: persone che venivamo da te per qualcosa e che cercavi di accontentare nelle loro richieste.

La Svezia incoraggia molto il percorso creativo ed imprenditoriale sotto tanti aspetti.

Se crei dei circoli di apprendimento “Studiecirckel” su un argomento in comune (per esempio la cultura greca) lo Stato ti dà degli aiuti per poter realizzare gli incontri, come un locale nel luogo apposito e un minimo contributo a persona per ogni volta che ci si incontra per studiare insieme.

L’idea dello Stato è di aiutare le persone ad organizzarsi, ovviamente bisogna farlo in modo coretto e ci sono regole da seguire. Quando avevamo creato un circolo sulla cultura russa, che aveva come scopo anche un viaggio in Russia a fine corso, il contributo statale era di 1€ ad ogni incontro per ciascun partecipante, con il quale coprivamo le spese della merenda.

Durante gli studi all’Università potevamo presentare le nostre idee ad un ente “Incubator”, una società istituita in collaborazione fra il Comune e l’Università. Come studente potevi, durante gli studi, portare avanti le tue idee e il personale dell “Incubator” ti aiutava a realizzarle in diversi modi: per esempio ti potevano lasciare lo spazio libero con una scrivania, la connessione ad internet ecc, cioè un mini ufficio per permetterti di portare avanti la tua idea. Inoltre ti aiutavano ad incontrare le persone giuste per il tuo business. Se avevi un’ idea per un ristorante nuovo e particolare, ti facevano incontrare i ristoratori o persone che avevano avuto idee simili.

Ovviamente l’originalità del tuo progetto era il fattore più importante durante questo percorso imprenditoriale. Le idee più originali avevano ovviamente la preferenza.

Direi che l’originalità ha sempre la precedenza soprattutto nell’ambito delle neoimprese. Bisogna sempre domandarsi se puoi fare qualcosa di diverso ed originale. Ho, come tanti altri, sempre sognato di fare o aprire qualcosa di mio, creato da me e mi affascinano le persone che creano qualcosa da capo, che mantengono la loro originalità, che sanno “fare”. Nel mio caso, la mia piccola azienda mi permette di mantenere e portare in Italia un tocco svedese. Quando scelgo le fantasie e i modelli, lo faccio basandomi sui colori nordici anche se lo stile ormai è misto: non si capisce dove finisce la Svezia ed inizia l’Italia. Ma va bene così, forse è proprio quello che conferisce il tocco personale alle creazioni.

creatività svezia
In Italia lo Stato non ti aiuta tanto a mettere in piedi un’impresa, anzi tante volte ti lavora quasi contro.

In Svezia le neoimprese sono molto aiutate specialmente all’inizio dal lato fiscale.

Ma se vuoi qualcosa davvero e se sei originale avrai successo in qualsiasi posto.

In Italia hai l’opportunità d’imparare davvero bene un mestiere da capo, come si faceva una volta: dal gelataio ad antiche tradizioni in qualsiasi settore. Un’identità che viene conservata, valorizzata e ammirata in tutto il mondo.