Italian style… in Australia

Vivere lontano dall’Italia, ritrovarne lo stile in molti ambiti dell’Australia, sentire la mancanza delle piccole cose di casa nostra. La nostalgia del proprio Paese è sempre forte, come forti sono l’amore e l’orgoglio di essere italiani.

L’italianita‘ a Sydney, cosi’ come in altre città dell’Australia, e’ presente in numerosi aspetti della vita quotidiana. Basti pensare che, finita la Seconda Guerra Mondiale, l’immigrazione italiana in Australia divenne esponenziale. Si stima che dal 1949 al 2000, quello degli italiani provenienti dal Veneto, dalla Calabria e dalla Sicilia, fosse il terzo gruppo etnico per numero di immigrati, dopo gli inglesi e gli irlandesi.

Attualmente, in base ai dati di alcune associazioni culturali italo-australiane, sembra che siano circa 1 milione le persone che hanno nella loro famiglia una qualche discendenza italiana.

Italian style

Passati i primi tempi, molto duri e difficili per i nostri immigrati italiani, a distanza di anni, si può ora affermare che gli italiani siano perfettamente integrati all’interno della societa’ australiana e che abbiano contribuito in maniera notevole allo sviluppo di questo Paese. Tutto ciò, nel corso degli anni, ha permesso di creare dei solidi legami politici ed economici tra i due Paesi.

In Australia, nomi italiani sono legati a numerose imprese, all’architettura, all’arte, alla moda, alla musica, allo sport, alla gastronomia e quant’altro.

Alcuni esempi:

  • la diga di Warragamba, che fornisce l’acqua e la luce a Sydney, fu un’opera di una societa’ italo-australiana;
  • il nuovo Parlamento di Canberra fu progettato e costruito sotto la direzione dell’Architetto Giurgola;
  • le guglie della Cattedrale di St.Mary di Sydney furono realizzate dalla Ditta Melocco Bros, il cui padre fondatore era originario di Toppo di Travesio (PN) e, proprio a questa Impresa friulana, va il merito di aver completato un’opera che era in stand-by da anni.

Ma numerosi sono anche i nomi di italiani legati alla politica australiana ed alla cultura (Frank Sartor, per anni Sindaco di Sydney o Franca Arena, attivista e politica per il NSW).

Per non parlare poi del cibo. I migliori ristoranti sono italiani o hanno uno chef italiano e/o di origine italiana.

  • I salumi si chiamano Primo o D’Orsogna;
  • i dolci Mezzapica, Sulfaro o Papa;
  • i formaggi sono quelli della Paesanella;
  • i vini De Bortoli.

In tempi più recenti la ditta italiana, Prysmian Group, e’ stata scelta dal governo australiano per implementare la fibra ottica e la banda larga, con una commessa da 223 milioni di euro.

Ma più in generale, sia in Australia che nel resto del Mondo, il “Made in Italy” e’ ancora estremamente apprezzato. La qualità, il design, lo stile italiano sono unici ed inconfondibili. Sono il fiore all’occhiello, che tutto il Mondo ci riconosce e per il quale molti sono disposti a spendere di più se non addirittura il doppio. Nello specifico, qui in Australia, di fronte a tantissima “chincaglieria e cianfrusaglia” proveniente dalla Cina, un qualsiasi prodotto, un vestito, un tessuto, una borsa, un componente elettronico, una sedia, un prodotto gastronomico, qualsiasi cosa “Made in Italy”, ha ancora un buon appeal ed un vantaggio notevole. L’italianita’ e’ quindi tutt’ora molto presente ed ampiamente ricercata.

Ma nonostante in Australia ci sia questa forte impronta italiana, a me personalmente la mia Italia e la mia meravigliosa Regione Friuli Venezia Giulia, mancano molto.

Questo e’ il classico feeling che provi quando lasci il tuo paese d’origine. E’ la “saudade” che ogni tanto vela i tuoi occhi e con loro qualche mattino.
Quando vivi all’estero, quasi per magia dimentichi i lati negativi del tuo paesello e vivi solo di bei ricordi.
Quasi per incanto ti scordi della pioggia interminabile, della freddissima Bora, del provincialismo e del “chiacchiericcio di paese”. Ogni giorno ti mancano i tuoi piccoli punti di riferimento italiani, italiani d’Italia, cioè fisicamente localizzati in Italia. E ci sono giorni in cui vorresti essere con la tua amica del cuore sulle bellissime cime del Matajur o a mangiare un panino a Barcola o a correre sul lungomare di Grado o a salutare una persona eccezionale, un friulano D.O.C, che avrà sempre un posto speciale nel tuo cuore.

Ci sono giorni in cui l’italianità che hai dentro, e alla quale per nessuna ragione al mondo vuoi rinunciare, si fanno prepotenti.

E allora cerchi, scrivi, leggi, guardi. Tutto. Tutto ciò che e’ italiano, friulano. Tutto ciò che riguarda le tue radici, il tuo passato. Perché e’ da li’ che provieni. E’ li’ tutto ciò’ che ti ha formato, cresciuto, alimentato.

La mia italianità poi, dopo quattro anni a Sydney, e’ ancora viva e presente in tutto ciò che faccio. Sono ancora affettuosa e calorosa come solo noi italiani sappiamo esserlo. Gesticolo ed il mio tono di voce e’ ancora particolarmente alto. Ma sono fiera di tutto ciò. Sono fiera delle nostre italiane buone maniere, del nostro fascino, della nostra ironia, della nostra scaltrezza, della nostra duttilità, della nostra lungimiranza, del nostro proverbiale ed istintivo modo di approcciare le cose ed i problemi, del nostro “riuscire a cavarcela” sempre ed in ogni situazione, del nostro “darci una mano”.

Vivendo cosi’ lontano dall’Italia, mi piace quando al telefono, il mio interlocutore, che capisce da dove provenga il mio accento inglese, a fine telefonata, mi saluta con un “Ciao“.
Mi piace e mi fa sorridere l'”italiese” degli italiani di qui, questa nuova fantastica lingua che mescola l’italiano con l’inglese, il passato con il presente, dove “fensa” sta per “fence”, “siepe, recinto”, “parcare” sta per “parcheggiare”, “printare” sta per “stampare”, “pusciare” sta per “spingere”, “guardi bene” sta per “stai bene” “you look good”, dove “fa senso” sta per “it makes sense” “ha senso”.
Mi piace sentire gli italo-australiani, quando mi raccontano la loro “immagine dell’Italia”. Si’, perché la loro, e’ l’Italia delle vacanze, dove tutto e’ bello e buono, dove i problemi, la politica non esistono, dove anche io con il cuore piacevolmente mi immergo e dimentico tutto cio’ che troppo spesso rende la mia amata Italia un paese da cartolina ma dal quale, presto o tardi, dover andare via.
Mi piace quando mi dicono con un sorriso: “Oh wow Italy. I love Italy“.
Mi piace quando apprezzano il buon italiano di mio figlio. Molto di più di quando apprezzano il suo inglese ormai perfetto.

“…Occorre essere bambini e pensare ai segreti come qualcosa di necessario. Allora si andrà a cercarli. Da grandi, si frugherà nel luogo dell’infanzia per trovarli. Il luogo d’infanzia può essere dovunque. Ci segue, si sposta con noi anche se andiamo in capo al mondo. Anche se finiamo alle Colonne d’Ercole, dove tutto sprofonda nel nulla. Il luogo dell’infanzia brilla nel ricordo…” – tratto da “I misteri della montagna” di Mauro Corona

Buona Estate

xoxo
Elisa