La colonna sonora del mio espatrio

Hai presente quando cammini per strada sovrappensiero e un profumo, un odore ti riporta alla mente ricordi di momenti lontani?

A me capita spesso con la musica, mentre sto guidando.
Ferma al semaforo, elenco mentalmente ciò che devo ancora fare: la lista della spesa, chiamare il pediatra, prendere il bambino a scuola, prenotare in quel ristorante carino sul lungo Senna…  e intanto la radio accompagna i miei pensieri con un piacevole sottofondo musicale.

E ad un tratto ecco che arriva quella canzone che mi riporta immediatamente con la testa in Canada.

Sono a Parigi, ma grazie alla musica rivivo attimi della mia vita expat in Québec: un susseguirsi i immagini, una carrellata di istanti, istantanee di vita passata.
Un teletrasporto musicale, un viaggio tra i ricordi attraverso le note mentre una sinfonia di clacson mi riporta bruscamente alla realtà.
Il brano in questione  è “Take me to the Church“, dell’irlandese Hozier.  Nel 2014 questo brano ebbe moltissimo successo, trasmesso da tutte le stazioni radio in qualunque ora del giorno e della notte, il che ha reso semplice renderlo una delle canzoni della colonna sonora del mio espatrio.
Tra le altre canzoni che mi ricordano la mia vita a Montréal c’è “Frosty the Snowman“.
Non ridere, so che può sembrare assurdo o folle. Sai che nel periodo invernale viene trasmessa tantissimo? Ma non solo a ridosso delle festività natalizie.
Una delle prime volte che l’ho sentita ero al voltante (tanto per cambiare) intenta a portare il bimbo a scuola sotto una fortissima tempesta di neve; ricordo di aver esclamato “ma che è uno scherzo?”. Immaginami in ansia e un po’ preoccupata su una strada ghiacciata, circondata da una tempesta di neve, la visibilità ridotta quasi a zero e mentre cerchi di non sbandare-uscire fuori strada-tamponare quello davanti dalla radio giunge l’allegro motivetto:

…Frosty the snowman was a jolly happy soul,
With a corncob pipe and a button nose
And two eyes made out of coal.
Frosty the snowman is a fairy tale, they say,
He was made of snow but the children …

Suona un po’ come una presa in giro no?
La situazione era, per me, talmente comica che tutta la tensione del momento è scemata in una risata e da allora ogni volta che in radio passa “Frosty” mi si dipinge un sorriso in volto.
Altri brani, più banali, come le sigle dei cartoni tv in francese mi ricordano teneri momenti passati con il bambino a casa.

Una melodia, per quanto banale o meno sia, può avere un significato importante e diverso per ognuno di noi.

Il momento preciso in cui viene ascoltata, lo stato emotivo che ci fa rivivere, il ricordo che fa riaffiorare assumono un’importanza del tutto personale.Ciò che associamo ad una canzone e la nostra percezione della sua musica rendono un brano un successo indimenticabile.