La coppia svedese

V.V.V il sogno svedese

Il sogno americano lo conoscono tutti. Ma c’è anche il tipico sogno svedese: ‘Volvo, villa, vovve’, che sarebbe la percezione svedese della famiglia: bisogna avere una macchina Volvo, comprarsi una villa e prendersi un cane (‘vovve’) e a quel punto risulti un uomo o donna di famiglia. Ma spesso la famiglia si crea veramente quando i due diventano tre (almeno).
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E’ inevitabile che la vita cambi con la nascita di un piccolino che richiede tantissima attenzione, e la vita di coppia passa in secondo piano. La psicologa svedese Gerd Elliott scrive così sul famoso sito svedese “familjeliv” (la vita di famiglia): incontro tante coppie che vengono da me e quando chiedo qual è stato secondo loro l’inizio dei problemi, in tanti confessano che i problemi sono iniziati con la nascita del primogenito/a. Spesso e volentieri le cause sono la stanchezza, la mancanza di tempo insieme e di comunicazione.

Trovandosi in due, nella nuova situazione bisognerebbe lasciare passare del tempo per abituarsi per poi affrontare quando possibile questa novità insieme. Per affrontare la stanchezza è importante coinvolgere da subito il papà nella quotidianità della cura del bambino, e a questo proposito lo stato svedese ha pensato bene di riconoscere 10 giorni di ferie retribuite al secondo genitore subito dopo la nascita del figlio. In generale poi si ha diritto a 480 giorni di maternità/paternità da dividere a piacere tra i due genitori. Secondo me questa scelta aiuta molto la coppia a capirsi, lasciando provare ad entrambi le gioie e i dolori sia dello stare a casa con il figlio che del lavorare. Sono sempre di più i papà che scelgono a dividere alla pari i giorni di congedo genitoriale. Secondo il giornale scientifico sempre svedese ‘avanti con la scienza’ il rischio di una separazione aumenta quando i papà non prendono abbastanza giorni di paternità. La coppia può decidere abbastanza liberamente come meglio gestire la divisione tra famiglia e lavoro anche perché tra le altre cose il ruolo dei nonni è solitamente molto limitato.

Si usa gestire la propria famiglia senza la quotidiana presenza dei nonni per andare a prendere i nipoti a scuola, all’asilo o per portarli a corsi vari o fare i babysitter serali. Dai nonni si va volentieri ogni tanto per trovarli e giocare assieme, di conseguenza le possibilità di uscire insieme come coppia si limitano. Invece secondo Elliott si dovrebbe cercare di mantenere il romanticismo e non avere paura di lasciare il bambino con una babysitter per uscire insieme. D’altro canto i bambini piccoli in Svezia vanno a dormire presto la sera, in genere verso le otto, e secondo me questo fatto può essere una vera salvezza per la vita di coppia. Una volta messi a letto i bambini c’è via libera per stare insieme davanti a un bel film, o semplicemente parlare senza la presenza del bambino!

Io credo che le questioni e problematiche di coppia siano abbastanza universali in tutto il mondo, ma la differenza è che in Svezia si lavora molto sull’uguaglianza per dare la possibilità ai papà di partecipare di più, e permettere alla coppia e alla nuova famiglia di gestire come meglio credono la loro quotidianità.

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