Bilanci, tra pancia e pernacchie.

Prima di essere madre..

  • Avevo lunghi capelli perfetti, a volte lisci piastrati, altre volte leggermente ondulati, a seconda dell’umore.

  • Andavo dal mio parrucchiere preferito per taglio e piega quando ne avevo semplicemente voglia visto che avevo razionalmente il tempo necessario per prenotare con il giusto anticipo.

  • Andavo dall’estetista Regolarmente.

  • La pancetta era presente ma timida.

  • Le mie occhiaie sparivano con un filo di correttore.

  • Ero sempre molto coordinata per uscire: borsa, scarpe, cintura, accessori.

  • Spesso avevo le unghie perfettamente smaltate.

  • Tacchi sì ma solo per le occasioni speciali, ho sempre indossato le ballerine, anche con la neve.

  • Attraversavo la città leggera in motorino.

  • Iniziavo e finivo un libro.

  • Cenavo con il gelato sul divano davanti ad un film.

  • Facevo la doccia appena sveglia ed uscivo di casa con i capelli asciutti.

  • Prima di arrivare in ufficio mi fermavo alla mia pasticceria preferita per un cappuccino.

  • Avevo il tempo di girare per negozi e di provarmi qualsiasi cosa nei camerini.

  • Conoscevo i titoli di tutti i film in uscita al cinema.

  • Se non avevo fatto la spesa mi fermavo fuori per una pizza.

  • Usavo la tovaglia bianca.

  • Facevo solo un paio di lavatrici a settimana.

  • Avevo un lavoro e del tempo libero.

  • Programmavo week end e vacanze, senza dover inserire nel pacchetto l’assicurazione per improvviso annullamento.

  • Sperimentavo ogni nuovo ristorante nella città.

  • Il sabato mattina dormivo un po’ di più, anche la domenica mattina e se ne avevo voglia pure il pomeriggio.

Poi è arrivata Lei, sono diventata madre e…

  • Lavo i capelli ma li asciugo alla buona mentre mi metto la crema sul corpo e cambio il pannolino a Lei, sì tutto contemporaneamente (il trucco è tagliare drasticamente i capelli).

  • Prenotare qualcosa con largo anticipo mi porta notoriamente sfiga visto che avere figli comporta L’Imprevisto. Perciò il mio storico parrucchiere mi vede raramente visto che mi ritrovo spesso davanti a quei parrucchieri che non fissano appuntamenti (ma devi aspettare fuori prima che aprano per essere la prima e magari portargli un caffè per farti fare una spuntatina molto veloce senza perdersi in chiacchere inutili, perche Non hai tempo da perdere).

  • Dall’estetista vado appena intravedo il rischio che mia figlia mi scambi per il lupo mentre facciamo la doccia insieme.

  • Alla pancetta non più timida ma fin troppo evidente si sono aggiunte due orecchie da Pluto (sì sto parlando del seno).

  • Le mie occhiaie sono ormai oggetto di studi per chi si occupa di cosmesi.

  • Ora esco vestita e sono già a buon punto.

  • Metto lo smalto ogni tanto, magari una mano la faccio il giovedì e l’altra il venerdì, ma ci provo.

  • Ballerine ancora presenti, ma non quando ho fretta perchè altrimenti devo combattere con mia figlia che me le vuole togliere dai piedi per mettersele. Per quanto riguarda i tacchi…le occasioni devono essere davvero mooolto speciali.

  • Il “Leggera” non è più contemplato quando devo andare da qualche parte, motorino venduto. Sempre in auto, sempre di corsa e sempre con mille borse (chissà che ci metto poi?!).

  • Dall’iniziare e finire un libro sono ancora lontana.

  • Capita ancora di cenare con un gelato, non seduta sul divano a guardare un film, ma in piedi mentre cucino la vera cena per figlia e marito.

  • La doccia di mattina è impensabile, dovrei alzarmi in piena notte praticamente.

  • Cappuccino in pasticceria sostituito da percorso ad ostacoli per arrivare in ufficio alle otto dopo aver lasciato mia figlia al nido.

  • Il Non avere tempo per fare prove in camerino ha fatto sostituire lo shopping per me con lo shopping per Lei.

  • Cinema? Si ci tornerò nel 2025.

  • Ordino la pizza a domicilio ma in ogni caso Non si può non fare la spesa.

  • Tovaglia bianca? Sì nel 2025 insieme al cinema.

  • Lavatrici: se ne avessi due in casa potrei farle andare contemporaneamente tutti i giorni e avere comunque una montagna di panni sporchi (con quale incantesimo si moltiplicano nella cesta?!).

  • Ho ancora il mio lavoro, non ho più il mio tempo libero.

  • Dopo la seconda vacanza in tre andata in fumo ( e con lei la caparra) causa malanno (vedi L’Imprevisto di cui sopra), studio tutte le clausole dell’assicurazione piccole piccole che ti fregano sempre del pacchetto che sto valutando di prenotare.

  • Sperimento ogni ristorante con zona giochi e menù baby della città.

  • Dormire? Non più del necessario, quelle quattro/cinque ore che servono a mia figlia per ricaricarsi.

Eppure adoro la mia vita folle di mamma.

Gin di @Petitmati

Sono certa che la lista di ognuna di noi è più o meno lunga, più o meno varia rispetto alla mia e che come me nessuna di voi vorrebbe tornare indietro. Queste cose riguardano la donna che ero prima e nessuna di queste cose è fondamentale nella mia esistenza, fanno solo parte di un contorno che sceglievo per sentirmi meglio, ma credo (spero?) siano solo rimandate di qualche anno, le potrò fare di nuovo (Dormire soprattutto, ditemi di sì).

Diventare madre ha cambiato la mia vita inevitabilmente, sono stata stravolta, sorpresa, conquistata, distrutta.

Matilde è stata desiderata ed è arrivata dopo qualche mese, questo mi ha dato più tempo per farle spazio razionalmente nella mia vita, nella mia casa, nel mio lavoro, nel mio rapporto di coppia, nel mio cuore.

Ma quando è arrivata lei non si è presa solo degli spazi, lei si è presa tutto, si è presa il mio riposo, la mia energia, la mia pazienza, e ovviamente il mio tempo, Matilde mi ha totalmente rapita dalla mia vita di prima.

La donna che ero prima di diventare madre c’è sempre, ma l’ho messa un po’ da parte, all’inizio senza rendermene conto, ora è una scelta consapevole.

I manuali dicono che non devi annullarti, devi ritagliarti spazi per te stessa, per i tuoi hobby, per la coppia, bla bla bla, senza dubbio giustissimo. Ma come mettere in pratica queste cose nel quotidiano, soprattutto se convivi con tutti i tuoi sensi di colpa per essere una madre lavoratrice? Al momento non ho nessuna intenzione di fare più spazio alla donna che usciva con le amiche, andava in palestra, leggeva in una sera un libro e passeggiava senza fretta e senza meta durante le giornate di sole, questo spazio se lo prende già il mio lavoro. Dopo quasi tre anni da madre sto iniziando a concedermi una serata, un’ora di pilates e qualche attimo di pigrizia sul divano (dite che sto uscendo dal tunnel?), ma non mi sento in difetto per essere felice di aver cambiato la mia visione delle priorità. Tante cose che prima ritenevo fondamentali per il mio benessere sono state sostituite da tutto ciò che gira intorno alla mia famiglia, è inevitabile, naturale.

Non voglio nemmeno sentirmi in difetto quando necessito di una boccata di ossigeno, che per me significa andare a fare commissioni senza il traffico di passeggino, borsa cambio, allaccia e slaccia dal seggiolino, pulisci il moccolo, trova i crackers nella borsa e così via, non certo prendersi due giorni per andare in una Spa con massaggi e trattamenti compresi.

Ma tra qualche anno ci andrò in quella Spa.

Se invece rifletto sulla mia femminilità sono felice di ammettere che non ne ha risentito dopo la maternità, è stata una naturale evoluzione del mio essere e mio marito in questo ha un grandissimo merito. Non ha mai smesso di vedermi bella e di corteggiarmi, ha contribuito a farmi sentire femminile più che mai da quando sono madre, nonostante le mie forme siano cambiate e con esse il mio rapporto con lo specchio. Sono sempre stata una ragazza “femminile” ma non appariscente, mi è sempre piaciuto truccarmi, vestirmi in modo carino e scegliere un bel paio di orecchini. Sono cose che faccio anche ora che sono madre anche se spesso è una conquista riuscire a presentarmi al lavoro truccata e in ordine.

Ora però la mia femminilità ha un sapore diverso, non credo che l’umanità ne risentirà se esco con i pantaloni della tuta per andare dalla pediatra e non credo sia così fondamentale essere promossa alla prima prova costume dopo il parto anche se ammiro chi ci riesce. Trascorro molte notti a vegliare su Matilde ammalata, agitata o semplicemente capricciosa. Quando si sveglia la prima parola che pronuncia nel buio è Mamma e quella mamma sono io e non vorrei essere da nessuna parte se non lì a tenerle la manina anche se poche ore dopo devo essere in ufficio, ma nonostante tutto dedico cinque minuti ogni mattina per truccarmi e vestirmi decentemente, ma lo faccio per me e non per gli altri, mi fa sentire bene.

Sono arrivata a capire che non devo piacere a nessuno se non prima a me stessa, se dalla pediatra ci vado in tuta è perchè quel giorno gira così e basta, non mi sento per nulla meno femminile indossando un capo di abbigliamento piuttosto di un altro, posso anche uscire non truccata senza temere gli sguardi degli altri. Non è questo la femminilità, forse a vent’anni, ma a trenta e dopo una gravidanza la femminilità non può significare il tipo di scarpe che indossi. Sento di dover dare anche un buon esempio di femminilità a mia figlia, cerco di trasmetterle la delicatezza e che mi piace scorgere nelle donne che incontro sul mio cammino che emanano femminilità da ogni poro della pelle e non dai vestiti perchè solitamente sono davvero le più semplici ad essere le più femminili. Per me vale la regola che se non sei educata ed elegante nei modi puoi anche indossare tacchi e Chanel senza essere femminile.

Sono quotidianamente messa alla prova come donna in ufficio e come mamma a casa, devo organizzare tutto e prevedere sempre un piano B perchè L’ Imprevisto è sempre dietro l’angolo in agguato. Avere figli infatti comporta organizzare qualsiasi cosa ed essere pronti a stravolgere ogni piano. Tornata al lavoro dopo la maternità devo dimostrare sempre di esserne ancora all’altezza anche se a volte devo scappare all’improvviso perchè mia figlia sta male cercando di non sentirmi in torto. Il conflitto più grande tra la donna che ero e che sono lo vivo molto di più sull’ argomento lavoro che non su altro. Un lavoro a cui tengo moltissimo per la donna che sono ma che non riesce a conciliare con la mamma che vorrei essere.

Perciò se devo fare un bilancio, della donna che ero prima a volte mi manca la routine più calma, il dormire abbastanza da svegliarsi con la piega del cuscino sulla guancia, uscire dall’ufficio e andare a mangiare direttamente in centro solo perchè mi è venuta voglia, partire per un viaggio senza pensare e senza organizzare, trascorrere le giornate di pioggia in pigiama sul divano con un libro e non con una bomba di Didò e giocattoli esplosa per tutta la casa. La mia femminilità si è evoluta e non ho rinunciato a prendermi cura del mio aspetto anche se con peso diverso, certo ora il risultato è più duro da ottenere, tra occhiaie da asfaltare e orecchie di Pluto da tirare su lottando con la forza di gravità, ma non me ne faccio un cruccio, mia figlia nella piega della mia pancia fa le pernacchie…non ho così fretta di farla sparire.

@Petitmati