La donna da mangiare

 

Margaret Atwood

 

Questo mese volevo parlarvi di un libro letto ormai diversi anni fa ma che ha rivestito una grande importanza nel mio percorso di crescita personale.

Nonostante risalga al 1969 La donna da mangiare ( The Edible Woman) resta a mio avviso un romanzo con un contenuto sociale molto attuale e sempre più preoccupante.

La scrittrice canadese Margaret Atwood affronta lo spinoso tema del ruolo della donna nella società moderna. In un mondo che si evolve e progredisce in fretta le donne sembrano vacillare ed entrare in  una sorta di crisi di ruolo. Quello che è stata la donna per millenni è stato spazzato via lasciando caos e confusione su ruolo e aspettative.

Marian McAlpin è una giovane ragazza canadese con un fidanzato e un lavoro normale ma ad un certo punto della sua vita viene colta da pazzia, ovvero da una patologia che oggi conosciamo come anoressia nervosa. Marian non riesce più a mangiare, inizia ad avere paura del cibo perché non distingue più la differenza tra corpo e nutrimento. Per il timore di essere mangiata non mangia. Oppure la sua è solo la voglia di sparire e defilarsi da un mondo che non riesce ad accettare le molteplici forme dell’essere femminile.

In questo libro vengono rappresentati due degli stereotipi femminili più comuni :

– La donna madre/casalinga frustata ed imprigionata dentro una dimensione ridotta ed emarginata

– La donna emancipata e femminista che vuole aggredire la vita enfatizzando tutti gli aspetti sociali fino ad allora negati apertamente alle donne

In tutto questo marasma la povera Marian si sente fagocitata dal mondo circostante e  solo attraverso un percorso un po’ surreale e divertente riuscirà a trovare scampo dai suoi potenziali fagocitatori.

Il primo romanzo di questa brava e talentuosa scrittrice continua a scatenare opinioni divergenti.

Si ama o si odia senza vie di mezzo.

Nonostante lo stile della Atwood sia ancora acerbo ho apprezzato molto il messaggio. La crisi della donna è un tema che ad oggi non è stato ancora risolto. Ci ostiniamo a correre dietro a uno stereotipo che non ci appartiene mai veramente, mettendo da parte la nostra felicità ma soprattutto la libertà delle nostre decisioni e del nostro modo di essere. Spesso ci ritroviamo a voler accontentare tutti finendo aspirate in un vortice di impegni e ruoli che non ci consentono di fermarci mai. Vittime dell’apparenza che ci vuole sempre perfette, organizzate e sicure di noi.

Ne sappiamo qualcosa vero? La perfezione spesso maschera dietro la sua bella facciata un mondo fatto di cristalli delicati pronti a frantumarsi al primo alito di vento. Fatichiamo a erigere muri impenetrabili di apparenze da sogno per placare un’Io in perenne stato confusionale. Madri, professioniste, figlie e mogli che non sanno più sfuggire al bombardamento mediatico che esige da noi sempre di più e non ammette fallimenti. La perfezione del corpo, l’efficienza lavorativa, la determinazione sociale.

Un libro per riflettere ancora un po’.

 

 

 

La donna da mangiare

Atwood Margaret

Prezzo di copertina € 15,00

2002, 295 p., brossura

Editore Corbaccio (collana Scrittori di tutto il mondo)