La famiglia allargata in vacanza

Un anno e poco più è passato da quando siamo ‘famiglia’, una cosiddetta famiglia allargata.

Dopo l’iniziale entusiasmo per la gioia di un nuovo amore, di nuovi affetti per la bella compatibilità che ci univa, ci sono stati, direi da quasi subito, momenti di alti e bassi, sempre faticosamente, ma brillantemente superati.


La famiglia ricostituita è una realtà notevole, che può essere bellissima e anche devastante, perché unisce persone diverse, due nuclei familiari che si erano già formati in precedenza e che prima di quel momento avevano abitudini, modi di vivere, stili, comportamenti, metodi educativi differenti, a volte opposti.

La famiglia allargata che vive a distanza, se è possibile, è ancora più complessa, perché si convive solo d’estate, per tre lunghi mesi, e già l’estate di per sé è un periodo particolare, perché non c’è scuola, non ci sono orari, non c’è routine, i bambini sono fissi a casa, e se, come me, scegli di non lavorare per dedicarti alla tua nuova ‘famiglia’, a volte ti viene voglia di gettare la spugna e pensi: ma chi me l’ha fatto fare? Me lo aveva ordinato il medico? Settembre quando arrivi?

Quest’anno siamo qui al Sud dai primi di giugno, più o meno fissi. Il mio compagno lavora, e tanto, più che d’inverno, nonostante tutto riusciamo a organizzare molte cose carine per i bambini, che sono felici e abbastanza grati.
Chiaramente si fanno i conti con bimbi che sono abituati diversamente anche sul discorso mare: le figlie del mio fidanzato ci vivono e come tutti quelli che abitano in città di mare, non vogliono mai andarci, io e il mio bimbo, che veniamo dal nord e il mare l’inverno ce lo sogniamo, vogliamo viverlo appieno, e quindi si fanno i nostri bei compromessi, ma una via di mezzo alla fine la troviamo sempre.

A luglio li abbiamo portati una settimana in un grande hotel sulla riviera adriatica, con tutti i comfort e i divertimenti possibili. La scelta non è stata azzeccatissima e credo che mai più la ripeteremo perché abbiamo scoperto che i nostri figli sono tre snob con l’animazione e mai, neanche un giorno, sono voluti stare al miniclub con i loro simili. Il loro unico desiderio era stare con noi, 24/24h.

Hanno schifato il mare perché pieno di alghe (in effetti…) e sono voluti stare l’intera settimana in piscina, hanno imparato a fare i tuffi a pesce, a toccare il fondo, hanno fatto gare di apnea, hanno avuto anche la loro camera, che non era la nostra ma una lì accanto con tre letti e hanno fatto grandi passi avanti nell’indipendenza, con nostra gioia e soddisfazione.


Non è stato tutto semplice: hanno litigato, abbiamo litigato, si sono lamentati, mi sono lamentata, ci siamo sopportati anche quando avremmo mandato tutti a quel paese, ma abbiamo anche tanto riso, abbiamo fatto pace, ci siamo scusati, i legami si sono tutti rinforzati e sono cresciuti, così come la confidenza e la complicità.

Quando sei tanto stanca, soffri il caldo, sei  pentita di aver scelto di non lavorare per 3 infiniti mesi,  e hai mille malesseri fisici che sono legati solo alla tua mente inquieta, tutto risulta più difficile, anche la semplice visione esterna e razionale di quello che accade. A volte hai bisogno di una voce amica che ti incoraggi e ti dica che effettivamente va tutto bene, che quello che stiamo facendo è tanto, che i sensi di colpa perché spesso non sopporti i tuoi figli, figurati quelli degli altri, sono normali, così come il desiderare di essere solo in due, invece che in cinque: tu e il tuo uomo, da soli, sì al mare, ma veramente in vacanza.


Avevo deciso di non scrivere nulla per il blog questo mese, poi ho parlato a lungo con la mia amica instamamma Francesca @cescar76, e ho ritrovato quel briciolo di positività che mi spinge ad andare avanti e a non mollare, ché alla fine siamo tutte nella stessa barca, chi più, chi meno.

Siamo mamme, forse è tutto qui.

francescag_tuttialmare