La femminilità perduta?

Una donna che diventa madre attraversa diversi stadi di consapevolezza del proprio corpo e della propria femminilità, oltre che delle proprie caratteristiche intrinseche.

Si crea una nuova identità: l’essere madre. Questa nuova donna emerge gradualmente attraverso un’ esperienza interiore intensa, per molti aspetti inaspettata ed ambivalente, così come il suo amore per il nuovo essere che crescerà tra le sue braccia. La formazione di questa identità materna è graduale, passa attraverso il dolore fisico e psicologico dovuto prevalentemente al passaggio da diversi ruoli; la donna si trova in poco tempo da figlia a madre!

La gravidanza segna una profonda crisi nella donna, un momento di svolta irreversibile nel ciclo vitale femminile ed una trasformazione dell’identità femminile attraverso l’acquisizione e l’integrazione delle funzioni materne.

Parliamo di cambiamenti naturali e molto delicati che vanno valorizzati per favorire quel cambiamento fisico e psichico inevitabile dalla natura stessa dell’essere femminile. Durante la gravidanza la struttura del corpo cambia, si trasforma e si ammorbidisce aumentando le curve e rendendo il corpo più dolce e amorevole.  Un vero e proprio stravolgimento che spesso fa sì che talvolta si dimentichi la propria femminilità di donna a favore del continuo pensiero di diventare madre. Alcune caratteristiche del corpo vengono valorizzate, alcuni difetti si riducono: la pancia in continua crescita, forme più abbondanti dal seno alle cosce, viso più lucente.

In questo periodo si mette in moto tutto un meccanismo di immaginazione, costruzione e ricostruzione della nostra immagine e identità personale, non solo corporea ma anche prettamente femminile, sociale ed emotiva.
Iniziano ad insinuarsi domande “come sarò come madre? Quanto cambierà la mia vita?”. Tutti interrogativi di una persona in cui matura e si trasforma l’immagine di ciò che si vuole diventare in questo percorso di madre, iniziando a ripensare ai propri valori e alle proprie scelte.  Un vero e proprio percorso di crescita interiore.

Nove mesi di cambiamenti al termine dei quali vi è una trasformazione nel corpo e nella mente, è un momento della vita in cui la donna è fragile e sensibile, coinvolta in processi intrapsichici di perdita e “cambiamento”. Una parte della sua personalità sta scomparendo per dare spazio a una nuova identità, integrata da altri aspetti.

La nascita, o la rinascita, del “senso dell’essere madre” emerge gradualmente ed è un’esperienza interiore intensa. La mamma, è investita da profonde e importanti trasformazioni psicologiche che si riflettono sulla sfera intrapsichica, affettiva, relazionale, cognitiva e sociale.

Diventare madre modifica in maniera  permanente la vita di una donna.

Nella nostra società purtroppo però troviamo dei canoni di bellezza ben definiti che influenzano molto questo meraviglioso cambiamento e spesso viene proposta una concezione della femminilità alquanto confusa, contraddittoria, conflittuale.
I modelli proposti creano non poche difficoltà nelle neo madri che hanno partorito da poco e vogliono ritornare “in forma”  in breve tempo per poter essere nuovamente considerate affascinanti e femminili. Per molte donne gravide infatti non è facile accettare di vedere il proprio corpo modificarsi rispetto ai canoni di bellezza comunemente accettati.
Il senso di perdita provato per queste modifiche del corpo durante la gravidanza può produrre dei cambiamenti sulla psiche della donna, anche diverse settimane dopo il parto, con perdita dell’autostima, sensi di sconforto e sentimenti di inadeguatezza.

In realtà in quella trasformazione da donna a madre ha in sé una speciale “bellezza” che indiscutibilmente la contraddistingue; un corpo diverso sotto alcuni aspetti ma anche e soprattutto arricchito da un’esperienza meravigliosa che lo ha modificato in meglio e reso molto più femminile grazie a nuove forme che ricalcano, invece, il simbolo più antico della donna con forme più abbondanti e legate alla fecondità.

La trasformazione non è una sconfitta e non deve essere vissuta come esperienza negativa rispetto all’immagine che si aveva prima di avere un figlio. Piuttosto dovrebbe essere vissuta come arricchimento del corpo e dello spirito grazie ad un’esperienza unica che tramuta la figlia in madre passando attraverso un percorso che aiuta ad affrontare paure, pensieri e ci pone di fronte ad una vera e propria crescita personale.
La vita trascorsa come figlia diviene il passato e inizia il futuro di madre. In seguito a questa trasformazione radicale che avviene in un lasso di tempo breve, è possibile avvertire un profondo senso di perdita o al contrario una straordinaria conquista (Lerner, 2001). In un caso o nell’altro la donna non sarà più semplicemente una figlia.

Una madre deve ripartire da se stessa: guardandosi allo specchio deve capire che è ancora donna, femminile, stupenda ed orgogliosa di ciò che è diventata.

Il più grande insegnamento  dalla maternità ? Accettare i mutamenti che la maternità ha portato nella propria vita  e  accettare il dono più bello che da questo ne deriva: un’altra sorprendente nuova vita.

Alessandra Parisi