La nonna che sarò

Che nonna sarò? Una bella riflessione fondata nel presente e nel passato per proiettarsi in una dichiarazione di intenti per il futuro

La nonna che sarò, ammesso e non concesso che i miei figli scelgano di diventare genitori, sarà una nonna, e non una specie di genitore vicario. Depositaria del passato, ma curiosa del presente e aperta al futuro, custode di radici e dispensatrice di ali.

La nonna che sarò rimarrà prima di tutto una mamma. La madre dei suoi figli, prima ancora che la nonna dei suoi nipoti. Interessata e preoccupata del benessere dei suoi figli, dei loro bisogni e dei loro desideri. E naturalmente di quelli dei nipoti.

La nonna che sarò, se mai lo sarò, cercherà di essere di aiuto, ma non trascurerà i propri bisogni. Terrà conto delle esigenze di figli e nipoti, ma non le metterà davanti alle proprie. Non trasformerà la vita dei figli dei suoi figli nel centro assoluto della propria. Darà una mano, quando richiesto, al massimo delle sue possibilità, ma non si sentirà in dovere di essere disponibile tutti i giorni dell’anno, ventiquattro ore su ventiquattro. Non si giustificherà per il tempo che vorrà dedicare ai viaggi, alla cultura, alle terme e alle altre cose che ama da sempre.

La nonna che sarò saprà che non spetta a lei educare i suoi nipoti. Ma cercherà di non mancare di rispetto ai genitori dei suoi nipoti, che dovranno invece educarli con uno sforzo immane ogni giorno.

La nonna che sarò proverà a dare ai suoi nipoti quello che ha avuto la fortuna di ricevere lei per tutta la vita: amore, certo. Ma anche strumenti per sognare, immaginare, scoprire il mondo e pensare con la propria testa. Una nonna che incoraggia la curiosità e l’interesse per la diversità, che approva la sperimentazione e l’avventura. Una nonna che oltre agli spaghetti con le vongole, prepara pietanze cinesi e spagnole. Che impiante nuove tradizioni coi suoi nipoti, senza preoccuparsi di sovvertire quelle vecchie. Una nonna che non dà importanza alle feste comandate, ma per le quali ogni giorno può diventare una festa. Una nonna che prova ad alimentare lo spirito e la mente, più che la pancia e l’ego.

La nonna che sarò si sforzerà di ricordare. Com’era essere una nipote e una figlia. E, soprattutto, ricordare com’era essere una madre. Magari alle prime armi, magari stanca o insicura. Magari triste, magari sola. La nonna che sarò farà di tutto per non giudicare i suoi nipoti e i suoi figli. Per concedere ai suoi discendenti il diritto fondamentale di ogni genitore e di ogni figlio: commettere i propri personalissimi errori, sbagliare con la propria testa.

La nonna che sarò sarà una nonna imperfetta, proprio come la madre che sono adesso e la figlia che sono sempre stata. Si sentirà in colpa per i suoi sbagli, chiederà perdono quando lo sentirà necessario. Ma amerà tanto, e saprà che questo, alla fine, è la cosa più importante.