La prova costume

La prova costume.
Problema che affligge migliaia di donne (e spesso indirettamente anche mariti, compagni e fidanzati !) ogni anno dalla primavera in poi… Cominciano le diete, le sedute in palestra, le corsette per i parchi cittadini onde smaltire quei chili in più accumulati nel corso dell’anno è che si sono depositati qua e là senza armonia.
Ma sarà poi vero? Secondo me, ma posso anche sbagliare, si tratta più di una moda che di un’esigenza vera e propria: piace a tutte sentirsi dire:” ma dai, non ne hai bisogno! Hai un corpo da invidia!”

Forse il problema è proprio questo: non si può accettare il fatto che un’amica o un’altra donna sia meglio di noi, fisicamente parlando. Provate a riflettere un momento su questo: il problema è “a monte”, perché spesso siamo noi stesse a non accettarci così come siamo.
Che peccato! Siamo quello che siamo con i nostri pregi e i nostri difetti, le nostre peculiarità e le nostre lacune, ma proprio per questo ognuno di noi è unico ed irripetibile: vi pare poco?

Non si può trascorrere la vita a rincorrere modelli che non sono i nostri, non ci appartengono e non rispondono alle nostre esigenze; in molti altri Paesi, europei e non, la maggior parte delle donne non si pongono il problema del girovita o della figura più o meno appesantita: basta guardare qualche foto sui settimanali. È ovvio che non parlo di attrici, cantanti, gente dello spettacolo: mi riferisco a persone comuni, come tutte noi, quelle che possiamo incontrare ad ogni angolo di strada.

Comunque mi pare sacrosanto che ciascuno di noi, e parlo anche dei maschietti che in quanto a cura del corpo ci stanno superando alla grande!, tenga al proprio aspetto e alla propria immagine, ma non è che tutto si possa risolvere nel giro di un paio di mesi, è impossibile cambiare di punto in bianco il nostro modello di vita, le nostre abitudini alimentari!

Mi viene da pensare a Rossella O’ Hara, che obbligava la povera Mami a stringerle il busto fino allo svenimento per poter mostrare un vitino da vespa! Tutte le nobildonne che, nel Romanticismo, offrivano un’immagine di delicatezza estrema e mostravano un diafano pallore, non soffrivano di” mal d’amore” ma…di mancanza di ventilazione, ingabbiate in busti di stecche di balena, nella migliore delle ipotesi!!!

Per fortuna il buonsenso interviene e non si arriva a certi estremi, però tendiamo spesso a dimenticare che, tutto sommato, siamo ciò che mangiamo, come diceva Feuerbach, anche se lui ne parlava soprattutto dal punto di vista filosofico.
Il nostro corpo è la risposta a ciò che mangiamo: è un contenitore che si riempie e si modella in base a ciò che vi mettiamo dentro, come ho sentito dire ultimamente. Se non sappiamo regolarci arrivano i problemi, non ultimo quello della cellulite, che ha provocato improvvisi ed enormi guadagni da parte di società che si occupano di estetica, quando, invece questa è dovuta soprattutto a cattive abitudini, come l’uso costante di tacchi molto alti e jeans troppo aderenti che danneggiano la micro circolazione, di cui la cellulite è una delle conseguenze.

Negli anni ’60 il problema non si poneva: si andava in vacanza, più o meno lunga a seconda delle disponibilità, per riposare dopo lunghi mesi di lavoro, per divertirci dopo lunghi mesi di scuola… ma nessuno pensava alla… prova costume!
L’importante era stare sulla spiaggia, sguazzare fra le onde inondandoci di spruzzi l’uno con l’altro, giocare sulla sabbia con gli amici fino al prossimo tuffo, passare le serate insieme cantando con l’aiuto di una chitarra o dei juke-box che suonavano a ripetizione le canzoni dell’estate…Come ci divertivamo!!!