La responsabilità dei genitori nella crescita dei figli

Come genitori abbiamo grandi responsabilità nella crescita sociale dei nostri figli. Alla base la cura parentale e l’esempio.

Quanto è grande la nostra responsabilità come genitori?

Genitori e responsabilità rappresentano un binomio indissolubile. La percezione più grande e che quasi mi toglieva il respiro di quando sono diventata mamma è stata la responsabilità della vita di mia figlia nelle mie mani. Ero responsabile per lei in tutto e per tutto. Questa è una cosa enorme.

Una responsabilità che diminuisce gradualmente a mano a mano che i figli crescono e diventano responsabili per sé stessi di piccole cose.

A un certo punto saranno in grado di andare in bagno da soli, di scegliere un gioco. Poi di fare una nuova amicizia con un bambino, di imparare a leggere e scrivere. Poi crescendo sempre di più sapranno far da sé.

Siamo la causa dei comportamenti dei nostri figli

Tuttavia, già ci starai pensando mentre leggi, l’amicizia che “sceglieranno” dipenderà dal luogo che noi, in quanto responsabili dei nostri figli, gli abbiamo lasciato frequentare, la scuola o l’attività extrascolastica che abbiamo scelto per loro.

Come ti sarà facile renderti conto, la nostra responsabilità come genitori resta la base delle piccole, grandi azioni che i nostri figli mettono in atto.

Sappiamo capire quanto stress riescono a sopportare prima di coinvolgerli in una certa situazione?
Sappiamo reagire in maniera adeguata a quello che fanno?

Tutto quello che facciamo nel prima di un certo loro comportamento e nel dopo plasmerà a poco, a poco i loro comportamenti futuri.

Comincerà ad apparirti chiaro che quando c’è un comportamento inadeguato, se torniamo a ritroso al concatenamento di eventi precedenti, possiamo renderci conto spesse volte che avremmo potuto prevenirlo. Magari la situazione chiedeva troppa concentrazione, la stanchezza ha creato l’espressione di disagio che spesso chiamiamo in maniera generica capricci.

Come ci relazioniamo a loro così loro si relazioneranno col mondo

Un aspetto essenziale della responsabilità genitoriale risiede nel tipo di legame di attaccamento che riusciamo a instaurare con loro.

Bowlby teorizzò che l’attaccamento nasce come manifestazione pulsionale, ma si sviluppa, in seguito, come fenomeno di relazione.

Ci sono inizialmente comportamenti istintuali da parte del piccolo, volti a ricevere cure.
In base alle risposte che i genitori daranno, si produrranno in seguito diverse tipologie di legame.
Cercherò di spiegarti tre tipologie di attaccamento che si instaurano in base alle risposte dei genitori e al messaggio che ne riceve il bambino:

SICURO: il bambino riceve risposta adeguata alla sua risposta di cure.
Messaggio ricevuto: quando ho bisogno chi si prende cura di me è presente, sono amato.

INSICURO: esistono due diverse tipologie che ci interessano per l’eziologia della personalità di bullo e vittima e sono insicuro evitante e insicuro ansioso.

  • INSICURO EVITANTE: il bambino non riceve risposta alla sua richiesta di cure.
    Messaggio ricevuto: quando ho bisogno devo cavarmela da solo.
  • INSICURO ANSIOSO: il bambino a volte riceve cure adeguate alle sue richieste a volte no.
    Messaggio ricevuto: non sono sicuro di ricevere le cure di cui ho bisogno, non sono sicuro di essere amato

Certamente ti starà venendo in mente qualcuno che conosci che corrisponde a ciascuna di queste modalità.

Non si instaura un legame insicuro perché una volta non accorriamo all’istante ad una richiesta, tuttavia una modalità costante creerà un certo tipo di dinamica relazionale nel tempo.

La consapevolezza che spezza le catene

A volte capita di vedere ripetersi un destino in una famiglia tra un genitore e un figlio.
È colpa del genitore?

Sicuramente non c’è volontà, nel senso che se una storia negativa si ripete manca un elemento fondamentale: la consapevolezza.

Quel che capiamo rispetto alla nostra infanzia, ai nostri legami, a qualcosa di noi, a un nostro trauma diventa una consapevolezza che ci permette di elaborare e superare quel qualcosa e di non ripeterlo.

Se invece non abbiamo maturato consapevolezza potremmo ripetere senza renderci conto un copione comportamentale con i nostri figli.

Allora cosa possiamo fare?

Da tutto quanto detto emerge quanto è difficile essere genitore, crescere un figlio, dargli il giusto esempio col nostro comportamento, aiutarlo a realizzare sé stesso. Viene in nostro aiuto Winnicott con le cui parole ti voglio cercare di tranquillizzare:

La madre “sufficientemente buona” è una donna spontanea, autentica e vera che, con ansie e preoccupazioni, stanchezza, scoraggiamenti e sensi di colpa emerge come figura in grado di trasmettere sicurezza e amore, una madre imperfetta, sana e affettivamente presente.
Donald Winnicott

Rassereniamoci, siamo imperfette, ma possiamo fare un buon lavoro con amore per crescere in maniera “sufficientemente buona” i nostri figli.