La scuola com’era e com’è?

Com’era la scuola ai nostri tempi e com’è oggi la scuola dei nostri figli? Cos’è cambiato? Scopriamolo con la psicologa

Ero piccola ma me lo ricordo.

Quando c’era da comunicare un avviso urgente tra i genitori di noi alunni di una classe si facevano le catene delle telefonate.

Da me avevano due modi.

O il/la rappresentante chiamava alcuni genitori e poi ciascuno procedeva ad altre 4-5 telefonate per raggiungere tutti gli altri.

Oppure, e questa era più laboriosa, esisteva una lista per fare la catena telefonica in cui ciascuno veniva chiamato dalla persona che lo precedeva nella lista e doveva a sua volta chiamare per avvisare la successiva.

Laborioso.

Era al tempo il modo che avevano escogitato per avvisarsi, magari in orario pomeridiano su eventuali “urgenze” scolastiche.

Oggi si può procedere con l’invio di unico messaggio su gruppo di whatsapp.

I bambini a volte celavano voti e assenze, quelli più bravi a fare i “falsari” delle firme dei genitori, fino a quando i genitori non venivano convocati telefonicamente dagli insegnanti.

Forse poter controllare voti e presenze può aiutare a rendersi conto prima di certi “circoli negativi”.

A volte i bambini subivano delle ingiustizie a scuola.
A volte queste ingiustizie venivano “rafforzate” a casa.
Ci si poteva sentire davvero soli e persi, non capiti. Non c’era l’odierna sensibilità ai bisogni educativi speciali, non c’era la consuetudine di confrontarsi con gli insegnanti così di frequente arrivando anche a schierarvisi contro.

A questo punto arrivano dei grandi MA.

MA

se il gruppo di whatsapp diventa la vasca di tutti i dubbi e le ansie quotidiane dei genitori, o delle foto di chi sente la necessità di condividere tutto, anche con delle persone che restano per certi versi dei perfetti estranei, facendo squillare il cellulare a tutte le ore del giorno e, ahi noi, talvolta anche della notte?
Quei genitori, una trentina di anni fa, me li immagino essere quelli che mia madre cercava di evitare davanti alla scuola, perché le avrebbero attaccato bottone con lunghi racconti, lunghissime elucubrazioni su fatti accaduti e su eventi possibile, ansie e timori, avvolgendola in una massiccia rete di trituranti chiacchiere, mostrando magari le foto dell’ultima gita fuori porta.

MA

quei genitori che arrivavano ad essere convocati dagli insegnanti telefonicamente, forse, dico forse, magari per eccessivi carichi lavorativi, eccessiva fiducia nelle possibilità di un bambino di badare a se stesso, magari anche oggi potrebbero controllare il registro elettronico meno di altri, o forse, invece, potrebbe essere una tecnologia utile ad incrementare la loro possibilità di rimanere informati sugli andamenti scolastici dei figli.

MA

a volte c’erano famiglie che riuscivano a rendersi conto che il proprio figlio non stava bene in un certo contesto scolastico e anche se non arrivavano a scontrarsi apertamente col docente magari procedevano a cambiare scuola.

MA

oggi quando certi genitori si scagliano anche brutalmente contro i docenti, saranno poi in grado di capire le reali difficoltà dei propri figli e di intervenire per loro adeguatamente?

Tutti questi MA per sottolineare il fatto che le tecnologie e i comportamenti di maggiore ingresso nelle dinamiche scolastiche da parte delle famiglie non ha cambiato però, di fondo, le personalità umane e certe tipologie genitoriali.
I genitori ansiosi, quelli assenti, quelli troppo severi, quelli contro tutti a prescindere, ci sono da sempre.
Tuttavia è cambiata la scuola di pari passo alla società. L’educazione ha smesso di essere repressiva.
La scuola credo sia diventata col tempo un ambiente volto di più ad accogliere oltre che a formare.

Anche se tante imperfezioni rimangono e migliorare si può e si deve.
Come come ha detto William B. Yeats con la mente dei bambini e dei ragazzi bisogna fare come quando si accende un fuoco non come quando si riempie un secchio, per questo motivo ci vogliono insegnanti appassionati pronti a comunicare prima di tutto la motivazione a conoscere, ad accendere la miccia, da un lato, e genitori consapevoli che è importante rimanere nel proprio ruolo, che è già cosa immensa, così da supportare i propri figli cercando di conoscerli per come sono, con le loro personali abilità e passioni che possono essere anche parecchio lontane da come ce lo saremmo prefigurato.
Per tutto questo non ci sono tecnologie nuove,

la scuola resta un ponte speciale tra famiglia di provenienza e spazio della società in cui si approderà un giorno.

Come ci deve stare un genitore in tutto questo?

Ogni giorno in bilico su un dinamico equilibrio sempre in cambiamento, per non essere né assente, né pressante.

Apparentemente banale in teoria.

Assolutamente difficile in pratica.

Tu che tipo di genitore senti di essere?