La sveglia

E’ da qualche giorno che Francesco non ha alcuna intenzione di alzarsi al mattino.
Tira il più a lungo possibile sino al limite massimo consentito tra lo svegliarsi da solo e il mio essere costretto a vestirlo ancora addormentato per portarlo al nido. E’ bello vederlo dormire e sicuramente a lui piace molto, specie quando di notte ha avuto qualche fastidio. Ma è bello pure svegliarsi (e svegliarlo) per stare insieme davvero, in un tempo utile e tangibile prima che le rispettive giornate inizino.

I sogni sono belli, sono vitali, purché ad un certo momento ci si svegli e li si provi a vivere. Se ci si resta incastrati, ci si perdono un sacco di belle cosette del mondo di qua.

Anche noi grandi di casa abbiamo vissuto un lungo periodo in cui non volevamo svegliarci, in cui la famiglia aspettava sognante e senza sosta l’arrivo di questo figlio tanto desiderato: sogna oggi, sogna domani, ad un tratto abbiamo semplicemente dimenticato di aprire gli occhi e vivere le giornate.

I sogni sono così, mai portarli troppo per le lunghe; rischiano di tramutarsi in incubi da cui è molto difficoltoso uscire da soli prima del momento clue, quello più terribile e spaventoso. Ti voglio, poi, a vivere una giornata serena e appagante quando sei appena venuto fuori da un sogno “tagliato male”.

Ancora oggi sono un grande sostenitore dei sogni, che forniscono benzina alla vita; sono però più orientato sulla vita, automobile che si alimenta della benzina dei sogni ma che, a non viverla, ci si ritrova con in mano intere taniche di benzina senza avere l’auto. Cattivissima da bere, la benzina, non indicata per annaffiare le piante, pessima come prodotto per la cura della persona. Che ce ne facciamo?

Del resto il sogno è l’opposto della vita, i nostri desideri gli fanno prendere direzioni su cui non abbiamo alcun controllo, cui non siamo noi a dare l’impulso. Al contrario, una volta svegli, si fanno i conti con le delusioni ed è proprio la volontà l’unica cosa che possiamo governare. Quando sogni, la volontà è irrilevante, conta solo il desiderio. Da svegli, i desideri sono solo un’eventualità senza garanzia di successo, abbiamo nella volontà la nostra unica arma da usare per provare a stare bene.

Che vogliamo fare, allora? Aspettare che i sogni si realizzino prima di renderci protagonisti della nostra vita o darci da fare perché la vita sia piena, ricca, colma di potenziali nuovi sogni che ancora non immaginavamo neppure?

Francesco è arrivato, dritto dal mondo dei sogni, dopo che ci siamo finalmente svegliati e abbiamo capito che, di giorno nel mondo reale, il sogno deve solo farti compagnia e luce mentre agisci con pienezza. Fossimo rimasti a nanna, senza pienezza di vita, chissà, forse lo avremmo realizzato comunque, ma il risveglio sarebbe stato dolorosissimo.

Francesco rosica, come diciamo qui, perché non è contento di venir lasciato al nido dopo aver passato solo mezz’ora con me. Sapessi come potrei rosicare io, bimbo, per tutti gli anni di gioia che ho lasciato seccare solo per non essermi voluto svegliare per tempo. Tuttavia, non devi preoccuparti tu e non devo preoccuparmi io. L’importante è che siamo di nuovo svegli. Che siamo tutti insieme.