L’artigiana di Febbraio: ifioridisimona

L’artigianato parla di passione e amore, per questo ci piace farvi scoprire ogni mese nuovi profili creativi. In occasione del compleanno del nostro sito [link a post compleanno artigiane] persone dolcissime e bravissime hanno creato per noi delle vere e proprie meraviglie.
Una di queste è Simona, mamma e creativa dolcissima, in rete e su Instagram ifioridisimona, che oggi vi faremo conoscere meglio attraverso la nostra intervista!

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Il nome del tuo marchio ha una storia bellissima, che segna un po’ la tua nascita come artigiana. Ti va di raccontarcela?

Certo, mi fa sempre piacere ricordare da dove sono partita e sono contenta di avere l’opportunità di raccontare l’origine del nome del mio brand.
Ifioridisimona nasce nel 2006, quando nella sartoria di un’amica, trascorrevo i pomeriggi tra chiacchiere e tessuti colorati. Dai ritagli di stoffe delle sue riparazioni ho iniziato a creare per gioco dei fiori che abbellivo poi con i bellissimi bottoni vintage che riempivano i barattoli in vetro sulle mensole della sua bottega. Quei fiori iniziarono ad essere delle spille e poi applicazioni per le borse delle clienti della bottega, sempre più interessate a comprare quei piccoli accessori per abbellire i loro abiti.
Sono stati proprio quei fiori a far sbocciare in me la passione per il fatto a mano!
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Da quei primi fiori ha avuto inizio il tuo percorso creativo: avresti mai immaginato che ti avrebbe portato fin qui?

No anche perché ai tempi, mi ponevo pochi quesiti sul mio futuro. Il percorso di studi che ho fatto (e i miei genitori) mi avrebbero voluto insegnante di lingue straniere (cosa che faccio tutt’oggi in modo precario) e invece mi è servito a non sentire i limiti dati dalla nostra lingua. Saper parlare e scrivere in inglese mi ha permesso di arrivare fin qui, grazie ad una crescita e un confronto costante con crafter di tutto il mondo che, sin dall’inizio del mio percorso creativo, hanno contribuito con i loro tutorial, allo studio di tutte le tecniche che ho imparato.
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Dopo il cucito, o forse proprio insieme al cucito, hai scoperto anche la passione e le possibilità della grafica, grazie alle quali oggi crei tu stessa le fantasie della stoffa con cui realizzi le tue splendide creazioni. Cosa ti ha portato a fare una scelta così importante e impegnativa?

La mia scelta è stata dettata dalle tante competitor del mio settore. A novembre ho partecipato alla fiera di Bologna Il Mondo Creativo e insieme a me c’erano molte altre creative, alcune delle quali si occupano di accessori per bambini. Vidi un banchetto con accessori realizzati con gli stessi tessuti che sto utilizzando anch’io da settembre e mi si è stretto il cuore.
Ho sempre puntato a distinguermi dalle mie colleghe utilizzando tessuti diversi, con una particolare predilezione per i colori pastello, puntando alla semplicità come i pois, le righe, i quadretti e le stelle. Mi piacciono molto le cotonine americane dalle fantasie simpatiche con orsetti, volpi e gufi che si vedono spesso in giro ma, proprio per differenziarmi, non ne ho mai acquistate.
Alla fine, se fai accessori per bambini, tutte realizziamo più o meno gli stessi prodotti, e, se non è il tessuto a differenziare i nostri lavori, allora non si capisce più dove finisce il lavoro di una e inizia quello dell’altra. Contestualmente a questa scoperta ho appreso della presenza in fiera di una giovane azienda che si occupa di stampe personalizzate su tessuto, e, essendo l’illustrazione la mia prima grande passione, ho deciso di utilizzare le mie grafiche per far stampare dei tessuti personalizzati.
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Le tue creazioni accompagnano la vita dei bambini per cui sono realizzate, dalla nascita in poi. Al naturale orgoglio che immagino, e a buon titolo!, provi, si è mai accostato anche il senso di responsabilità dell’essere parte dei loro (e delle loro mamme) ricordi d’infanzia?

Assolutamente si. Ad ogni mail che ricevo dalle mie clienti sento addosso una grande responsabilità nei loro confronti e nei confronti dei piccoli che riceveranno in dono i miei prodotti.
È per questo che mi prendo cura di ogni singola creazione dalla sua ideazione sino all’ impacchettamento ed è anche per questo che ho da poco lanciato un nuovo servizio dedicato alle mamme in attesa: “Aspettando la cicogna“, che permette alle mamme di scegliere i prodotti che desidera tra quelli nel mio shop (ma sono aperta anche a suggerimenti da parte loro sui prodotti che vorrebbero ricevere in regalo ma che non sono nello shop) e decidere i tessuti e le eventuali personalizzazioni.
Adesso che ho affidato il lavoro di manodopera ad una sarta qualificata, questa responsabilità è aumentata in modo esponenziale. Voglio che ogni cosa sia perfetta e corrispondente ai desideri di ogni mia singola cliente.
Non ti nascondo poi che mi si riempie il cuore di gioia quando ricevo le foto dei bimbi sorridenti che abbracciano i loro nuovi pupazzi o le mail delle mamme che si complimentano per il lavoro ben fatto. Se non avessi continuamente queste conferme non avrei di certo continuato a lavorare in questo campo.

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Sei una persona creativa, un’artigiana e una mamma: come riesci a conciliare, nella quotidianità, questi ruoli, in termini di organizzazione, tempi e spazi?

In realtà con l’organizzazione io vado poco d’accordo. Spesso la casa è disordinata, cerco di fare le pulizie “primarie” (il bagno!)  come prima cosa al mattino e mi riservo quella completa nei fine settimana. Per fortuna cucina mio marito, anche se spesso è fuori casa per motivi di lavoro e quindi, a pranzo, quando Jacopo mangia a scuola, mi arrangio con un panino veloce.
Sto cercando di abituarmi alla pianificazione (fino a poco tempo fa, una sconosciuta per me!), metto in agenda poche cose al giorno che sono sicura di poter portare a termine. E’ bello ritrovarsi la sera ad aver spuntato tutte le caselle della To Do List, magari ho fatto meno ma non sento addosso l’angoscia di non aver fatto tutto.
Mi pongo delle priorità, quello che va fatto assolutamente oggi e quello che posso fare domani.
Essendo mamma però, ci sono parecchie variabili di cui non posso tener conto, come quando Jacopo si ammala e vuole stare solo con me tutto il giorno, o quando salta il pranzo alla mensa della scuola perché c’erano le tanto odiate lasagne e devo preparargli da mangiare in quattro e quattrotto (spero sempre che almeno mangi il secondo ma spesso torna a casa digiuno).
In questi casi ho imparato a non innervosirmi, faccio un respiro profondo, metto da parte il mio lavoro e mi dedico completamente a lui.
Per fortuna non ho mai avuto clamorosi ritardi nelle consegne e le mie clienti sono molto comprensive quando capita di posticiparle di qualche giorno.
Per l’organizzazione dello spazio è un po’ più complicato. La stanza dove avevo il mio laboratorio è diventata l’attuale cameretta di Jacopo quindi ho cercato di ricavare un angolo per il mio lavoro, nella cucina-soggiorno della nostra casa in campagna. Per quanto scomodo (vorrei avere ovviamente una camera tutta per me) mi permette però di poter stare con Jacopo anche mentre lavoro, con tutte le dovute distrazioni (mamma mi costruisci una macchina?) ma sono felice così, quantomeno mi sento meno in colpa nei suoi confronti (“questo maledetto senso di colpa sempre in agguato!” cit.)

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Mi ha molto colpito l’ultimo post del tuo blog, in cui parli della tua conquista dell’imparare a delegare alcuni aspetti e ambiti a chi è forse più competente di te per ciò che riguarda quella fase specifica della tua produzione. Io trovo che sia una scelta che denota allo stesso tempo umiltà e coraggio; non hai paura che non venga capita e che possa “allontanarti” dalle persone che ti seguono o che acquistano le tue creazioni?

Si tantissimo, ma tenevo a essere sincera con chi ripone in me la sua fiducia. Come ho scritto nel mio post, nulla cambierà nel mio prodotto finale perché le scelte primarie e fondamentali delle mie creazioni sono e saranno sempre a carico mio. La progettazione, la scelta dei tessuti, gli accostamenti, la grafia dei ricami, sono sempre io a deciderli, l’unica cosa che cambierà adesso è che saranno fatti ancora meglio!
Io non sono una sarta, sin da piccola ero quella che progettava i vestiti per le bambole e mia mamma li cuciva. Affidarmi a una sarta professionista e competente, mi fa sentire più sicura di offrire un prodotto sempre più qualificato e perfetto. Inoltre adesso posso introdurre altri accessori che, a causa dei miei limiti sartoriali, non potevo nemmeno lontanamente sognare di avere!

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Instagram, nato come semplice social fotografico, rappresenta ormai anche una vetrina importante sia per le aziende che per le piccole realtà artigianali come la tua.
Tu che rapporto hai con questo social?

Instagram è il mio social preferito. Amo la fotografia e attualmente sto anche frequentando delle lezioni private con un fotografo professionista per imparare la tecnica. Come nel cucito, anche in questo campo sono un’autodidatta ma da sempre nutro un amore profondo che mi ha spinto a voler imparare come applicare al mio lavoro questa bellissima passione.

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Ecco infine la nostra domanda “classica”.
Internet ha aperto alle persone un mondo con mille possibilità di conoscenza, ispirazione e approfondimento, ma come ogni cosa ha avuto il suo rovescio della medaglia, in questo caso l’esposizione al pericolo di plagio. Tu come vivi questo aspetto: pensi faccia parte del gioco o è un fenomeno da combattere a tutti i costi?

Sono contenta che tu mi abbia fatto questa domanda, finalmente ho l’opportunità di dire la mia sull’annosa questione del plagio.
Adesso dirò una cosa forse un po’ estrema e che risulterà probabilmente impopolare, ma il plagio, secondo me, nell’ambiente creativo italiano, non esiste, a meno che non stiamo parlando di prodotti di design di alta qualità.
Plagio è rifare una poltrona uguale alla Egg di Aarne Jacbsen non un porta ciuccio, un bavaglino o un cuscino a forma di nuvola.
Hai presente la questione inerente al presunto plagio dell’Albero della Vita, opera dell’architetto Marco Balich e simbolo del Padiglione italiano all’Expo di Milano 2015? “Sfido chiunque -replicò Balich – a disegnare un albero che non abbia la forma di un albero ma sia sferico o addirittura quadrato”.
Con questo voglio dire che noi creative italiane abbiamo inventato ben poco. Tutto quello che facciamo l’abbiamo appreso dalle crafter americane. Tutte abbiamo seguito un tutorial per la nostra prima pochette, e accusare un’altra crafter di averci copiato solo perché anche lei ha deciso di cucire pochette mi sembra un po’ eccessivo e presuntuoso.
Io vedo solo questo in giro nell’ambiente handmade italiano. Sento creative riempirsi la bocca con questo parolone senza aver mai inventato nulla. Anche quando vedo qualcosa che mi sembra particolarmente originale, spesso mi basta fare un piccolo giretto in internet per trovare la fonte di “ispirazione” degli oggetti di chi grida “al plagio!”.
Io non mi sono mai sentita copiata ad esempio. Cucio i miei cuscini Nuvola con lo stesso ricamo del faccino dal 2008 e, oggi, sono moltissime le crafter che hanno un cuscino a forma di nuvola nella loro galleria Instagram, ma non per questo ho mai accusato nessuno di avermi copiata.
Per quanto possa essere simile una creazione (…sfido chiunque a fare una nuvola che non abbia la forma di una nuvola! ;)) è stata una mano diversa dalla mia a disegnarla, cucirla e ricamarla e già questo non la renderà mai uguale alla mia!
Chi compra i miei cuscini Nuvola lo fa perché gli piace come li faccio io, altrimenti potrebbe trovarli quasi ovunque anche a prezzi decisamente inferiori!
Quindi, per concludere, si, il plagio fa parte del gioco e, a meno che non ti abbiano copiato in modo palese un oggetto di tua pura invenzione, meglio rimanere in silenzio, ci si fa più figura!
Sarà proprio ifioridisimona a farci compagnia per la weekly di questa settimana, il cui tema sarà green everywhere!
Il verde è il colore della speranza e della vita che rinasce a primavera: fateci vedere come entra nelle vostre vite, dalla natura, all’accessorio, al vestito, all’arredamento, chi più ne ha più ne metta!

L’hashtag dedicato sarà #im_ifioridisimona, aspettiamo le vostre foto!
Domenica una giuria composta da @cescar76_instamamme, @mamymamy83_instamamme e @viv_instamamme sceglierà tra tutte le foto taggate #instamamme e #im_ifioridisimona  la foto che meglio avrà saputo interpretare concettualmente e qualitativamente il tema proposto, al cui autore andrà una creazione realizzata ad hoc da ifioridisimona.
Cosa aspettate? Andate a leggere i dettagli sul nostro profilo instagram @instamamme!

Potete trovare Simona e le sue meravigliose creazioni qui:

Instagram: @ifioridisimona

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