L’asparago virtuoso

L’ingrediente del mese di aprile è l’asparago: scopriamone le caratteristiche e gli usi!

Sancisce l’arrivo della primavera ed è un concentrato di principi nutritivi importanti per l’organismo. Osserviamolo più da vicino.

Della stessa famiglia dell’aglio e della cipolla (Liliacee), condivide con essi le proprietà diuretiche, e per questo è molto presente nelle diete detox primaverili. L’asparagina, un amminoacido contenuto in questo ortaggio è in parte responsabile dell’effetto diuretico e una volta metabolizzato, conferisce all’urina quell’odore pungente e caratteristico che chiunque abbia mangiato gli asparagi, conosce.

Come l’avocado, i cavoli ed i cavolini di Bruxelles, gli asparagi, sono ricchi di glutatione, una sostanza che migliora la capacità dell’organismo di liberarsi da sostanze dannose come i radicali liberi e molecole cancerogene.

Sono ricchi di fibra vegetale e di cromo, un minerale che permette di migliorare la l’attività dell’insulina nel metabolizzare gli zuccheri, svolgendo un’azione preventiva sul diabete di tipo 2.

La presenza di inulina, una fibra solubile contenuta anche nel carciofo e nei topinambur, oltre a modulare l’assorbimento dei carboidrati, rappresenta una fonte ideale di nutrimento per la flora batterica dell’intestino e contribuisce a mantenerlo in salute.

Gli asparagi hanno un elevato contenuto di potassio, prezioso per la regolazione della pressione sanguigna e per il funzionamento dei muscoli e del cuore. Il buon contenuto di acido folico, associato alla vitamina B12, presente nei prodotti animali come le uova, contribuirebbe a rallentare il declino cognitivo durante l’invecchiamento. Così scopriamo che un classico della cucina italiana, uovo e asparagi, potrebbe essere non solo buono ma anche utile al nostro cervello.

Storia e varietà

L’asparago era coltivato in Egitto e in Asia Minore circa 2000 anni fa e fu apprezzato dai Romani nei secoli successivi. Nell’antica Roma, oltre alle citazioni di Catone e Plinio, circolavano dei veri e propri manuali per la coltivazione e la raccolta di questo ortaggio. Oggi è diffuso in tutta Europa.

L’Italia vanta diverse tipologie di asparagi, che si distinguono sia per il colore che per la zona di provenienza. Si può citare quello bianco di Bassano, il verde di Altedo e il violetto di Albenga, una varietà tanto dolce da poter essere consumata cruda. Negli ultimi vent’anni, è tornata in auge, la coltivazione dell’asparago rosa di Mezzago, oggi simbolo della biodiversità agroalimentare lombarda. Tuttavia è bene ricordare che le tipologie di asparago sopra citate, appartengono alla specie coltivata Asparagus officinalis, diversa da quella selvatica Asparagus acutifolius, visibile in alcune aree di campagna ma poco presente in cucina.

Come sceglierli

Un asparago fresco deve essere duro, non deve piegarsi ma spezzarsi. Deve apparire di colore brillante, turgido e succoso, non legnoso e spento. Altrimenti meglio lasciarlo dov’è e rimandare l’acquisto.

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Controindicazioni

Dato il buon contenuto di fosforo e calcio è da limitare per coloro che soffrono di calcoli renale perché ne favorisce la formazione sotto forma di ossalati.

Chi è allergico al nichel dovrebbe consumarlo con cautela e moderazione perché è un ortaggio  con una buona concentrazione di questo metallo

Queste controindicazioni sono ben poca cosa se confrontati con i numerosi pregi. Inoltre, gli asparagi sono presenti in un periodo dell’anno molto limitato. Meglio approfittarne e divertirsi a provare le ricette delle Instamamme, che lo vedranno protagonista nei prossimi giorni.

Potete trovare tutte le nostre ricette con gli asparagi qui