Le allergie respiratorie

La primavera è una stagione meravigliosa: la natura si risveglia, con i suoi colori e profumi, le temperature diventano miti, si può abbandonare l’abbigliamento multistrato che trasforma i nostri piccoli in omini michelin e, finalmente, arriva la possibilità di trascorrere con i nostri bambini molte ore al’aria aperta; praticamente un idillio! Sì, forse per qualcuno è così, ma non per i numerosi bambini (e genitori al seguito) allergici, per i quali la primavera (e non solo, purtroppo) significa: 1) occhi più rossi e gonfi di quelli dei personaggi mostruosi che si trovano nelle bustine in edicola; 2) tonnellate di fazzoletti di carta che, se per caso l’incauta mamma dimentica di mettere in borsa prima di uscire, toccherà tornare a domicilio con l’intero abbigliamento completamente smoccolato dalla continua secrezione nasale del proprio piccolo (nasini piccini ma con secrezioni tipo fiume in piena); 3) nella peggiore delle ipotesi, anche tosse insistente e bambino fischiante (e non si tratta affatto di una piacevole melodia sonora).

 

Uso un po’ di ironia per cercare di alleggerire un argomento vastissimo e purtroppo sempre più attuale per molti, come quello delle allergie. Qui cercherò di parlarvi delle manifestazioni allergiche alle sostanze inalanti, presenti cioè nell’aria che si respira.

 

Le allergie respiratorie, in grande aumento soprattutto nei paesi industrializzati, sono causate da un errore nella risposta immunitaria dell’organismo, che reagisce in maniera eccessiva all’incontro con sostanze ambientali che riconosce come dannose, ma che sono innocue per la maggior parte delle persone. I meccanismi alla base di questa risposta sbagliata e spropositata del corpo verso gli allergeni sono molteplici e non ancora del tutto chiariti: sappiamo con certezza che esiste una forte componente di familiarità. Se siete una mamma o un papà allergici, c’è una forte probabilità che, oltre ad avere i vostri occhi o la fossetta sul mento, il vostro bimbo erediti da voi anche questa grana vitalizia.

 

L’allergia respiratoria non è nient’altro che una reazione infiammatoria periodica (nel caso di allergie stagionali) o cronica (se il bambino è allergico a più sostanze che sono presenti nell’aria in tutti i periodi dell’anno) delle vie respiratorie superiori (naso) e/o inferiori (bronchi).

 

I bambini più a rischio di sviluppare allergie respiratorie sono quelli che hanno, come ho già detto, un genitore allergico e quelli che hanno una storia di dermatite atopica nella prima infanzia: la dermatite rappresenta infatti una tendenza allergica dell’individuo.

 

I sintomi sono rappresentati da:

– RINITE: sensazione di naso chiuso perché la mucosa del naso si gonfia, numerosi starnuti, prurito nasale, secrezione nasale continua di una sostanza trasparente e fluida (differente dal muco denso e giallastro che si osserva nelle riniti infettive causate da virus e batteri).

– CONGIUNTIVITE: anche se non si tratta di un sintomo respiratorio, lo cito in questa sede perché strettamente correlato alla rinite e spesso presente con essa. Gli occhi si arrossano, sono sede di prurito intenso e possono gonfiarsi a livello delle palpebre soprattutto se grattati.

– TOSSE: dovuta alla discesa della secrezione nasale verso la gola oppure all’infiammazione dei bronchi.

– ASMA: l’infiammazione dei bronchi provoca ostruzione (cioè riduzione del calibro dei bronchi) con conseguente difficoltà del passaggio di aria nelle vie respiratorie inferiori; questo può provocare tosse secca insistente, sensazione di affanno respiratorio, dolore al torace, fischio respiratorio durante la fase di espirazione.

 

Questi sintomi possono essere presenti nello stesso soggetto singolarmente o contemporaneamente; e siccome la reazione infiammatoria alla base dell’allergia è un fenomeno dinamico, nella vita del soggetto i sintomi possono mutare, passando dalla semplice rinite all’asma in maniera del tutto imprevedibile.

 

Quali sono le sostanze allergizzanti ambientali (i cosiddetti “allergeni”) più frequenti?

– i pollini (graminacee, parietaria, composite ecc.) che danno sintomi stagionali in primavera.

– alcune muffe (alternaria) che provocano sintomi stagionali verso luglio-agosto.

– gli acari della polvere (dermatofagoidi) che sono presenti nell’ambiente costantemente, ma che di solito danno manifestazioni allergiche soprattutto nei mesi invernali (con l’accensione del riscaldamento domestico la polvere circola maggiormente).

– pelo o epitelio di animali (cane, gatto, cavallo, roditori) che provocano allergia in seguito al contatto con essi.

 

La diagnosi si basa sulla descrizione dei sintomi clinici e sull’esecuzione di test specifici: test cutanei, prelievo di sangue per dosare gli anticorpi delle allergie (le immunoglobuline E) e, nel caso di un sospetto di asma, si possono effettuare le prove di funzionalità respiratoria, cioè la spirometria (di solito è in grado di eseguirla il bambino dai 5-6 anni in avanti, in quanto è necessaria una sua collaborazione attiva).

 

La terapia è molto variabile a seconda dei sintomi e si avvale di diversi farmaci (antistaminici, antinfiammatori, farmaci che aprono i bronchi ecc.); molto importante, inoltre, è la prevenzione, soprattutto per quanto riguarda le allergie agli animali (evitare il più possibile il contatto con essi) o agli acari (utilizzo di copricuscini e coprimaterassi appositi, riduzione di tappeti, peluches e libri in casa, utilizzo di aspirapolvere con filtro antiacaro). Nel caso di allergia ad un’unica sostanza si può pensare anche ad una terapia desensibilizzante che migliora molto i sintomi, addirittura fino alla loro risoluzione.

 

Se avete il sospetto che il vostro bimbo sia allergico parlatene col vostro Pediatra, che deciderà se indirizzarvi in un centro specialistico allergologico, oppure egli stesso vi potrà prescrivere gli esami diagnostici e l’eventuale terapia. Le allergie respiratorie sono una patologia cronica, la cui entità e il cui peso sulla qualità di vita sono estremamente variabili, ma che con l’opportuna prevenzione e terapia possono essere ben gestite, soprattutto dai bambini che, come sempre sono più coraggiosi e meno lamentosi di noi adulti!

 

Peddyfra