Le attività extrascolastiche e la loro evoluzione nel tempo

Le attività extrascolastiche sono molto importanti nello sviluppo psico-fisico dei bambini. Ma sono sempre state quello che sono adesso?

Le attività extrascolastiche sono sempre state importati nella vita dei bambini, del resto, che sia gioco o impegno sportivo, sono una sfera in cui sono (dovrebbero essere) liberi di esprimersi e di “definirsi”.

 

Come è cambiato questo tempo più “libero” negli anni? Le attività extrascolastiche cosa erano e cosa sono, oggi?

Personalmente trovo che sia tutto completamente cambiato, perché il nostro modo di vivere lo è: siamo passati da una vita piuttosto tranquilla ad una sempre più frenetica, da mamme che stavano sempre in casa a donne che lavorano e passano la maggior parte della giornata fuori casa e quindi anche le attività extrascolastiche sono cambiate di conseguenza.

Fino agli anni ’60 i bambini, dopo aver fatto i compiti (conditio sine qua non!), giocavano in casa con i fratellini (e le famiglie erano assai più numerose!) o qualche amichetto e le attività fisiche si svolgevano per la strada, nella piazza vicino casa o, nel migliore dei casi, nelle ville comunali: corse in bicicletta, partite di pallone, nascondino… Tornavano a casa stanchi ma felici e, prima che arrivasse il buio, cenavano e andavano a dormire.

Con l’avvento della televisione le cose sono cominciate a cambiare: si stava più tempo in casa perché c’era “la TV dei ragazzi” che, per anni, ha affascinato milioni di bambini facendoli avvicinare anche alla musica, alla danza e a tutta una serie di cose che avevano occasione di scoprire anche grazie a questo nuovo mezzo!
oggi come oggi, i bimbi possono scegliere in un ventaglio vastissimo e oltremodo variegato di attività pomeridiane… ci sono addirittura corsi di cucina pensati per loro!


L’arrivo dello sport: da “moda” a interesse dei bambini

Un caso a parte è rappresentato da sempre dallo sport, che inizialmente è stato visto e vissuto in maniera abbastanza diversa da oggi.
Quando il mondo sportivo ha iniziato ad essere accessibile a più o meno tutti, il valore dello sport è stato fin da subito chiaro: creava relazioni e aiutava i bambini a prendere coscienza del proprio fisico.
Poi, non so per quale motivo, improvvisamente è “scoppiata” la moda (all’inizio era proprio così: se non ne praticavi almeno uno eri “out”) dello sport a tutti i costi; all’epoca, piscina e pallacanestro erano i più quotati, oggi ce ne sono davvero per tutti i gusti!

Ho parlato di moda perché molte mamme, all’uscita della scuola, si vantavano con le altre di quanto fossero impegnati i propri figli in attività sportive; perdonatemi il tono critico, ma, come insegnante, vedevo spesso sui visi dei miei alunni una specie di rassegnazione quando me ne parlavano, dicendo che “mamma ci tiene tanto, così dice che cresco meglio“… Ho ancora i brividi al pensiero di quei bambini, molte volte costretti a fare quello che gli altri avrebbero desiderato per sé stessi.

A poco a poco, per fortuna, questa moda è andata scemando e ora sono i ragazzi a chiedere ai genitori di praticare uno sport!
Questa nuova visione dell’attività sportiva come “palestra di vita”, ha fatto finalmente sperimentare ai bambini anche autonomia e sana competitività, che non guasta!

 

L’avvento dei pc e dei dispositivi elettronici: un nuovo tipo di attività

Da una ventina d’anni a questa parte è arrivata prepotentemente, nelle nostre vite, l’era informatica che ha coinvolto non solo noi adulti ma anche i nostri ragazzi: attualmente è difficile trovarne che non abbia un cellulare, un tablet o un IPad.
Ormai il tempo extrascolastico dei nostri figli ruota sempre più spesso intorno a questi strumenti, che fanno parte integrante della vita quotidiana: da quando ci alziamo a quando andiamo a letto fatta eccezione (ma non è detto!) per l’ora dei pasti.
Secondo me, fino a che possono venire in aiuto per motivi di studio (ricerche, verifiche, significati di parole o frasi) ben vengano Google, Wikipedia e internet in generale! Il drammatico comincia quando se ne fa un uso improprio e indiscriminato, quando si comunica solo con messaggini o si pubblicano su Facebook cose private non solo di sé stessi ma anche di altri senza permesso.
Dove è andato a finire il dialogo, il confrontarsi con gli altri, gioire, partecipare e, al limite, litigare? A vederli camminare col telefonino in mano senza accorgersi di chi incontrano, senza scambiare un saluto perché troppo presi a digitare, mi viene una tristezza…